In Italia, si sa, la passione calcistica è particolarmente intensa, e ogni weekend milioni di tifosi attendono impazienti i match delle loro squadre del cuore con la speranza di portare qualche punto che eviti loro di finire in fondo alla classifica di campionato. Il rischio retrocessione, anche per le squadre storicamente più forti, è sempre dietro l’angolo, anche se esiste uno strumento che può salvare i team più “sfortunati”: a proposito, qui di seguito scopriremo insieme come funziona esattamente il paracadute contro la retrocessione dalla serie A alla serie B.
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Cos’è il paracadute e perché è stato introdotto

Il paracadute è un sistema di indennizzi economici destinato alle tre squadre retrocesse in Serie B al termine di ogni stagione. Si tratta di un fondo comune, alimentato dai proventi dei diritti televisivi della Serie A, che garantisce una base di liquidità immediata ai club che perdono la categoria.
Il motivo della sua introduzione risiede nella natura stessa dei costi di un club di Serie A: contratti pluriennali con stipendi elevati, investimenti in infrastrutture e debiti di mercato che non possono essere azzerati istantaneamente con una retrocessione. Senza questo sostegno, molte società rischierebbero il default finanziario nel giro di pochi mesi, poiché i ricavi medi in Serie B sono chiaramente inferiori (sovente si parla di un decimo rispetto alla A).
Come si calcolano gli importi: fasce, anni di permanenza in A, massimali
L’importo totale destinato al paracadute è di 60 milioni di euro a stagione. Se le somme spettanti alle tre retrocesse superano questa cifra, le quote vengono ridotte proporzionalmente; se sono inferiori, la parte restante viene accantonata in un fondo di riserva.
Vale la pena ricordare che il calcolo non sarà uguale per tutti, ma si baserà sempre sulla “anzianità” sportiva del club nella massima serie, divisa in tre fasce, che riportiamo qui di seguito:
- Fascia A (10 milioni €): è destinata alle squadre che tornano in Serie B dopo un solo anno di permanenza in Serie A (le neopromosse che retrocedono subito);
- Fascia B (15 milioni €): è pensata per le squadre che hanno militato in Serie A per almeno due stagioni nelle ultime tre (anche non consecutive);
- Fascia C (25 milioni €): si tratta del premio più ambito in assoluto ed è riservato ai club che hanno disputato la Serie A per almeno tre stagioni nelle ultime quattro.
Esiste inoltre una clausola importante: se una squadra di Fascia C non dovesse riuscire a risalire immediatamente in Serie A al primo anno di B, avrà diritto a un’ulteriore quota residua (circa 15 milioni), a patto che non sia già stata esaurita la disponibilità del fondo.
Esempi di club retrocessi con paracadute alto/basso
Per capire l’impatto reale, osserviamo le differenze tra i casi storici. Si pensi ad esempio ad club come il Sassuolo o la Salernitana – reduci da diversi anni consecutivi in A – che nell’ultima stagione di retrocessione hanno avuto accesso alla Fascia C, incassando 25 milioni di euro.
Al contrario, squadre come il Frosinone o il Carpi in passato, retrocesse dopo un solo anno di A, hanno beneficiato solo della Fascia A (10 milioni). La differenza di 15 milioni di euro tra le due fasce rappresenta, per la Serie B, una cifra enorme, spesso superiore all’intero budget operativo di molte squadre concorrenti.
Come il paracadute impatta su mercato, stipendi e rischio fallimento
Il paracadute agisce come un’ancora di salvezza che permette una transizione morbida.
- Gestione stipendi: consente di pagare gli ingaggi “fuori categoria” dei top player che non si riescono a cedere immediatamente;
- Mercato in entrata: molto spesso capita che la squadra che scende con il paracadute da 25 milioni diventi automaticamente la favorita per la promozione, potendo acquistare i migliori profili della Serie B;
- Rischio fallimento: in assenza di cifre del genere, la riduzione dei ricavi TV (che passano da circa 30-40 milioni minimi in A a circa 3-5 milioni in B) renderebbe i debiti pregressi insostenibili.
Attenzione però a non sottovalutare un aspetto in particolare, che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio: se il club non risale entro un paio d’anni, l’effetto del bonus svanisce e la società deve affrontare un drastico ridimensionamento, rischiando crisi finanziarie profonde.
Critiche al sistema: distorsioni competitive in Serie B

Scontato dire che questo tipo di sistema ha ricevuto anche critiche parecchio aspre e questo discorso vale soprattutto per i club che già militano in Serie B. Si parla spesso di campionato falsato o di “concorrenza sleale“.
- Vantaggio sproporzionato: un team che scende con 25 milioni di euro ha un potere d’acquisto immensamente superiore a un club che milita in B da anni e che deve autofinanziarsi con ricavi minimi;
- L’effetto “Yo-Yo”: il sistema favorisce il fenomeno delle squadre ascensore (cioè quelle che salgono e scendono continuamente), poiché il paracadute permette loro di ricostruire subito rose competitive, creando un circuito chiuso che impedisce il ricambio con altre piazze;
- Mancanza di meritocrazia: i più critici sono convinti che il paracadute disincentivi la gestione oculata in Serie A, poiché la retrocessione viene vista come un “esilio dorato” piuttosto che come un disastro economico totale.
Un’ultima precisazione è fondamentale, prima di concludere: ricordiamo che alcuni dei valori sopracitati non corrispondono necessariamente agli importi ufficiali recenti del “paracadute” in Serie A, che possono – com’è ovvio – variare di anno in anno e sono soggetti a regolamenti FIGC. Alcuni club possono ricevere cifre diverse in base a parametri contrattuali o ai ricavi televisivi effettivi: i dati di cui sopra, in sostanza, vanno presi con le pinze e come mera cifre indicative riferite al settore.