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Bonus barriere architettoniche 75%: requisiti per rifare il bagno senza disabili

Analizziamo insieme quali sono i criteri per aiutare queste persone in carrozzina e per ottenere un'agevolazione sui lavori per l'abbattimento delle barriere architettoniche

Ad oggi nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati, vivono circa 13 milioni di disabili, di cui oltre 3 milioni versano in condizioni gravi. Numeri del genere ci devono necessariamente portare ad alcune riflessioni, tra cui quelle sul tema dell’accessibilità e l’inclusione, temi oggi più attuali che mai. In ogni caso, non tutti sono a conoscenza del fatto che chiunque, a prescindere dalla presenza di una disabilità, può avere accesso ad un bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche nel proprio bagno di casa. Qui di seguito scopriremo insieme come fare per ottenerlo.

Come funziona la detrazione del 75% in 5 anni

Un ragazzo in carrozzina insieme a due amici
Potenzialmente chiunque può accedere al bonus, ma ci sono criteri rigorosi da rispettare

Il vantaggio principale di questa agevolazione non risiede solo nell’aliquota elevata (che permette di recuperare ben tre quarti dell’investimento), ma soprattutto nei tempi di rientro. Mentre la maggior parte delle detrazioni edilizie prevede una ripartizione del credito in 10 quote annuali, il Bonus 75% consente di recuperare la spesa in soli 5 anni.

Questo dimezzamento dei tempi di ammortamento fiscale si traduce in una maggiore capienza IRPEF annua e in un ritorno economico molto più rapido per il contribuente. Ad esempio, su una spesa di 10.000 euro, il risparmio fiscale totale è di 7.500 euro, che si traduce in una detrazione di 1.500 euro ogni anno per cinque anni. È importante ricordare che il limite di spesa varia a seconda della tipologia di edificio:

  • 50.000 euro per gli edifici unifamiliari;
  • 40.000 euro per unità in edifici da 2 a 8 unità;
  • 30.000 euro per unità in edifici con più di 8 unità.

Requisiti tecnici per il bagno: le misure da rispettare

Rifare il bagno con il bonus del 75% può comportare il ricambio dei rivestimenti, oppure ancora la sostituzione una vecchia vasca con una doccia moderna, ma ovviamente c’è molto di più a cui fare attenzione. L’agevolazione è concessa solo se l’intero ambiente bagno, al termine dei lavori, risulta accessibile secondo i criteri tecnici stabiliti dal Decreto Ministeriale 236 del 14 giugno 1989.

Perché il bonus sia legittimo, anche in assenza di disabili, il progetto deve garantire i seguenti standard:

  • Le porte d’ingresso devono avere una luce netta di passaggio di almeno 80 cm. Spesso questo richiede l’allargamento del vano porta e la sostituzione del telaio;
  • Deve essere garantito lo spazio necessario per la rotazione di una sedia a ruote. In particolare, deve esserci un cerchio d’ingombro libero da ostacoli con un diametro minimo (solitamente 140-150 cm a seconda della configurazione);
  • Sarebbe preferibile installare dei sanitari sospesi per facilitare la pulizia e l’avvicinamento. Il WC e il bidet devono essere posizionati a distanze specifiche dalle pareti laterali per consentire il trasferimento dalla sedia a rotelle;
  • Il lavabo deve essere di tipo a mensola (senza colonna o mobili ingombranti sottostanti) per permettere l’accostamento frontale con le gambe della persona disabile;
  • La doccia a filo pavimento: questo è un punto particolarmente delicato! Non è ammesso alcun gradino o piatto doccia rialzato. La zona doccia dovrà essere di conseguenza perfettamente complanare al pavimento del bagno, con pendenze adeguate per lo scarico dell’acqua;
  • La rubinetteria dovrebbe essere (sempre se possibile) a leva lunga o elettronica, e dovranno essere previsti rinforzi nelle pareti per l’eventuale installazione di maniglioni di appoggio.

Asseverazione tecnica: il documento obbligatorio

Per beneficiare del bonus 75% non basta conservare le fatture e i bonifici parlanti: affinché la detrazione venga concessa è imprescindibile ottenere un’asseverazione tecnica. Stiamo parlando di un documento redatto e firmato da un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra) che attesta ufficialmente che i lavori realizzati rendono l’ambiente conforme al citato DM 236/89. Il professionista deve certificare lo stato “ante operam” (prima dei lavori) e “post operam” (dopo i lavori), spesso allegando planimetrie quotate e documentazione fotografica.

Attenzione! In mancanza di questa certificazione, l’Agenzia delle Entrate è legittimata a revocare l’intero beneficio fiscale in fase di controllo, richiedendo la restituzione delle somme detratte con l’aggiunta di sanzioni e interessi. Per evitare eventuali accertamenti futuri non dimenticate di fare l’asseverazione!

Quali altri lavori rientrano?

Persona in sedia a rotelle
Occhio, perché senza asseverazione da parte di un tecnico è impossibile pensare di ottenere questa agevolazione

Attraverso il Decreto Legge 212/2023 sono state introdotte significative restrizioni al perimetro d’azione del Bonus Barriere Architettoniche. La situazione, rispetto al passato, è decisamente cambiata: oggi il bonus è focalizzato esclusivamente su interventi che hanno come fine specifico l’abbattimento di ostacoli verticali o orizzontali. Ecco quali altri lavori sono inclusi:

  1. Ascensori e montascale: restano il cuore dell’agevolazione. L’installazione di nuovi impianti o l’adeguamento di quelli esistenti (ad esempio l’allargamento della cabina o la sostituzione delle porte per renderle automatiche) è pienamente incentivata al 75%;
  2. Infissi (serramenti): qui vale la pena segnalare che c’è stata la stretta più importante. Dal 2024, gli infissi sono stati esclusi dal Bonus 75% nella maggior parte dei casi ordinari di edilizia libera. Possono rientrare solo se fanno parte di un intervento complessivo e se presentano caratteristiche tecniche specifiche (altezza della maniglia, sforzo di apertura, soglia ribassata) che li rendano effettivamente strumenti di accessibilità, ma la loro ammissibilità è oggi molto più complessa e limitata rispetto al passato;
  3. Rampe e servoscala: rimangono ammissibili visto che rappresentano soluzioni dirette per il superamento di dislivelli.

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