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Detrazione spese funebri: regole per non parenti e limiti importo

La scelta degli articoli funebri rientra nelle spese detraibili entro il limite massimo stabilito dalla legge

Prima o poi, purtroppo, chiunque può ritrovarsi a dover sostenere delle spese funebri – spesso ingenti – dopo la scomparsa di uno dei propri affetti. Trattandosi di cifre non proprio contenute, potreste chiedervi se fosse possibile ottenere una detrazione fiscale di tali spese funebri, e la risposta fortunatamente è sì. In ogni caso, è necessario conoscere alcune regole specifiche quando si parla di soggetti che non sono parenti, ma anche ilimiti di importo da tenere in considerazione. Qui di seguito vi aiuteremo a chiarirvi le idee in merito.

Il massimale di 1.550 euro: regola “per decesso”

Persone riunite durante una cerimonia funebre all'aperto per l'ultimo saluto a un caro
Oggi la detrazione spetta a chiunque sostenga la spesa, indipendentemente dal legame di parentela con il defunto

Come spiega anche l’Agenzia delle Entrate sul suo sito le spese funebri sono effettivamente detraibili ma il principio cardine rimane il limite massimo di 1.550 euro per ogni decesso: si tratta di un tetto che è fisso e che non aumenta anche se la spesa viene divisa tra più persone.

Per procedere correttamente nella tua area riservata, sarà necessario compilare in modo corretto due campi specifici:

  1. Quota sostenuta: qui andrà solo indicata la parte di spesa che è stata pagata personalmente dal soggetto (ad esempio, se è stata divisa a metà una fattura da 2.000 euro, bisognerà scrivere 1.000 euro);
  2. Importo complessivo: in questo campo andrà indicato il totale della spesa riferita al defunto, indipendentemente da quanti soggetti abbiano partecipato al pagamento.

Dopo aver inserito tutti i dati necessari, il sistema calcolerà automaticamente la cifra spettante. L’importo detraibile verrà quindi inserito direttamente nel quadro E, precisamente nei righi da E8 a E10 utilizzando il codice “14”.

Facciamo un esempio pratico: se è stato pagato il 50% di una spesa totale che supera il massimale, il software individuerà la propria quota di detrazione massima. Poiché il limite complessivo è di 1.550 euro, nel proprio rigo della dichiarazione comparirà la cifra di 775 euro (che corrisponde appunto al 50% del tetto massimo). Su questo importo verrà poi applicato il rimborso effettivo del 19%.

Requisito di parentela abolito: anche conviventi e amici

Una delle novità più rilevanti che a proposito è stata introdotta con la Legge di Stabilità nel 2016 fa riferimento all’abolizione del requisito di parentela per poter aver accesso a questa detrazione: ciò significa, detto in parole più semplici, che non è necessario essere parenti stretti del soggetto deceduto per potervi avere accesso.

Il nuovo criterio cardine è quello della “effettività della spesa”.

Questo significa che oggi possono accedere alla detrazione del 19%:

  • Conviventi di fatto;
  • Amici intimi;
  • Compagni non legati da vincoli civili;
  • Lontani parenti precedentemente esclusi.

Vale comunque la pena ricordare che,con l’ampliamento della platea sono diventati più rigidi i controlli sulla tracciabilità. Per avere diritto al rimborso in dichiarazione dei redditi (con modello 730 o Redditi PF), il pagamento deve essere effettuato tramite sistemi tracciabili, come bonifici bancari o postali, carte di debito o credito. I pagamenti in contanti, pur essendo legali entro i limiti di legge, fanno perdere il diritto alla detrazione fiscale.

Come gestire la fattura intestata a una sola persona

Non è raro che nella concitazione del momento, spesso complicato, possa capitare che l’impresa di onoranze funebri emetta la fattura a nome di una sola persona (di norma è quella che firma il contratto), anche se la spesa viene poi divisa tra più soggetti. Se non si interviene correttamente sulla documentazione, solo l’intestatario della fattura potrà beneficiare della detrazione.

L’annotazione di riparto: la soluzione pratica

Se la fattura è intestata a una sola persona (ad esempio, Mario Rossi), ma al pagamento ha contribuito anche un altro soggetto (Mario Bianchi), è necessario apporre una specifica nota sulla fattura originale per consentire a entrambi di scaricare la spesa.

L’operazione consiste nello scrivere manualmente sul documento una “annotazione di riparto”, come quella che vi riportiamo qui di seguito:

“La spesa di cui alla presente fattura è ripartita nella misura del 50% ciascuno tra Luigi Rossi e Mario Bianchi”.

È fondamentale che entrambi i soggetti firmino tale annotazione: ecco che in questo modo, in sede di dichiarazione dei redditi, ciascuno potrà presentare una copia della fattura e detrarre la propria quota di competenza, rispettando sempre il massimale complessivo citato in precedenza.

Quali voci sono ammesse e quali no

Primo piano di una mano che firma un modulo per la dichiarazione dei redditi e la detrazione delle spese funebri
Per ottenere il bonus è fondamentale che la fattura sia correttamente intestata e il pagamento sia tracciabile

Attenzione anche ad un ultimo aspetto: non tutte le voci legate ai costi di un funerale possono effettivamente essere considerate “funebri” in termini fiscali. L’AdE a proposito ha chiarito in modo molto preciso ciò che è strettamente necessario alla cerimonia e alla sepoltura e ciò che invece attiene a concessioni amministrative o abbellimenti successivi. Ecco una tabella riassuntiva a riguardo.

Spese detraibiliSpese non detraibili
Bara o cofano funebreAddobbi floreali
Trasporto della salma (carro funebre)Acquisto loculo (concessione cimiteriale)
Inumazione, tumulazione o cremazioneLavori edili futuri sulla tomba o cappella
Diritti comunali e annunci funebriSpese di successione o legali

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