Immaginate lo scenario: vi trovate insieme sulle piste da sci con tutta la famiglia per una bella settimana bianca rilassante e poi all’improvviso un imprevisto spiacevole vi rovina i piani del viaggio. Che cosa è necessario fare in questi casi? La parola d’ordine è una e una sola: è assolutamente fondamentale sottoscrivere un’assicurazione sciistica, che sulle piste italiane è obbligatoria. In questo articolo vi spiegheremo quando vale quella “Capofamiglia”, cosa include e quali sono le problematiche nelle quali potremmo incorrere se non la attiviamo.
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L’obbligo di legge dal 2022

La rivoluzione normativa sulle piste italiane è scattata ufficialmente in tempi molto recenti, il 1° gennaio 2022, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 40 del 2021 (lo potete recuperare qui). Questa legge ha introdotto una serie di misure volte a incrementare la sicurezza nelle aree sciistiche, rendendo l’assicurazione per la Responsabilità Civile (RC) un requisito imprescindibile per l’accesso agli impianti di risalita. L’Italia è stata pioniera in questo senso, puntando a garantire che ogni collisione o incidente sulle piste trovi una pronta risposta economica per il risarcimento dei danni.
Nonostante per alcuni possa essere sembrata un fastidio, o un costo in più inutile, è in realtà uno strumento cruciale: gli incidenti sugli sci sono più frequenti di quello che si potrebbe immaginare, e a volte possono avere conseguenze fisiche di una gravità assoluta sui soggetti loro malgrado coinvolti.
Chi deve averla e chi è esente
L’assicurazione vale per chiunque, indipendentemente dall’età, dall’abilità sulle piste o ancora di mezzo utilizzato (gli sci oppure la tavola da snowboard): in altre parole, chiunque si trovi su una pista da sci con neve battuta deve essere assicurato.
Le eccezioni si contano sulle dita di una mano, e riguardano principalmente lo sci di fondo (per il quale l’obbligo non sussiste nella maggior parte delle regioni) e le attività agonistiche, che seguono regolamenti interni alle federazioni e prevedono già coperture specifiche durante le gare e gli allenamenti ufficiali.
Polizza Skipass vs RC Capofamiglia: quale usare?
A questo punto, uno sciatore che si trovi a dover scendere per una pista si trova di fronte ad un bivio: cos’è meglio, selezionare una polizza skipass oppure un RC Capofamiglia?
Di solito, quando si accede alla biglietteria di un qualunque comprensorio situato sul nostro territorio nazionale, la domanda dell’operatore è la medesima: “desidera attivare un’assicurazione oltre allo skipass?”. Di norma il costo extra che è necessario aggiungere e considerare nel proprio budget giornaliero è piuttosto contenuto, e oscilla tra i 2,50 e i 4 euro al giorno. Sebbene sembri un costo trascurabile, per una famiglia di quattro persone o per chi scia frequentemente, questa spesa può diventare rilevante. Ma è sempre necessario pagarla? La risposta è no. Qui di seguito vi spieghiamo il perché, più nel dettaglio.
Quando non serve pagare i 3€ allo sportello
In effetti, la maggior parte degli sciatori è inconsapevole che quei tre euro indicativi da versare allo sportello sono già stati pagati in precedenza.
Si tratta infatti di un ammontare compreso nella “RC Capofamiglia” (o RC Vita Privata), un’assicurazione molto comune che spesso è inclusa nel pacchetto della polizza sulla casa. Questa tipologia di assicurazione copre i danni causati involontariamente a terzi nella vita quotidiana, e la stragrande maggioranza di esse include anche la pratica sportiva amatoriale, compreso ovviamente anche lo sci.
Se dunque siete in possesso di una polizza di questo tipo, siete in regola con la legge e non avete alcun obbligo di acquistare l’assicurazione giornaliera proposta dal gestore degli impianti. Tuttavia, c’è un passaggio burocratico fondamentale: la prova. In caso di controllo, non basta dichiarare a voce di essere assicurati. È necessario esibire un certificato assicurativo (digitale sul proprio smartphone, ma può bastare anche in forma cartacea) che attesti la validità della polizza e la presenza della clausola RC. Molte compagnie, su richiesta, rilasciano oggi un “certificato per lo sci” sintetico, proprio per facilitare i controlli sulle piste.
Cosa copre esattamente
È fondamentale ricordare che la legge attualmente in vigore in Italia impone solo ed esclusivamente la copertura della Responsabilità Civile verso terzi: detto in altre parole, l’assicurazione interverrà solo per risarcire i danni che voi potreste causare agli altri sportivi. Se investite un altro sciatore e gli rompete uno sci o, peggio, gli causate un infortunio fisico, l’assicurazione pagherà i danni al vostro posto (chiaramente, solo entro i massimali previsti). Attenzione dunque a non commettere l’errore in cui cascano in tanti, di cui parleremo più approfonditamente qui di seguito.
L’errore comune: rompersi una gamba da soli

Non fate anche voi il classico ragionamento del tipo “Ho l’assicurazione obbligatoria, quindi se cado sono protetto”, perché potreste restare molto delusi/e. La polizza RC non offre alcuna protezione per l’infortunio personale dello sciatore assicurato. Se perdete il controllo degli sci, cadete in autonomia e riportate una frattura, la RC non vi rimborserà né le spese mediche, né i danni fisici, né l’eventuale trasporto in ospedale o in elicottero (che in alcune regioni può essere a pagamento se non giustificato da urgenza medica). Come di consueto, vi consigliamo di informarmi in modo approfondito prima di partire, per evitare brutte sorprese.