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Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: quando arrivano i soldi dall’Agenzia delle Entrate

Buone notizie nel 2026 per chi presenta il 730 senza sostituto d'imposta: la procedura per ottenere il rimborso direttamente dall'Agenzia delle Entrate è più rapida.

Una fetta importante dei contribuenti, quando si trova a completare e inviare il proprio modulo 730, può chiedere il rimborso delle tasse pagate attraverso il proprio sostituto di imposta, che è solitamente il proprio datore di lavoro. Attenzione però perché in alcuni casi può accadere che il rimborso del 730 arrivi anche senza il sostituto di imposta: in questo scenario, cambiano (e di molto) le tempistiche per il pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Cosa significa fare il 730 senza sostituto d’imposta

Presentare il modello 730 “senza sostituto” significa che il contribuente non ha un datore di lavoro o un ente pensionistico che possa agire come tramite per i conguagli fiscali. In una situazione normale, è l’azienda a rimborsare il credito direttamente in busta paga; in questo caso, invece, il rapporto avviene direttamente tra il cittadino e l’Agenzia delle Entrate.

Persona seduta alla scrivania davanti al computer che controlla il modello 730 precompilato 2026
Entro novembre o dicembre, l’Agenzia delle Entrate verserà il rimborso del 730 direttamente sul conto corrente, a patto di aver inserito correttamente l’IBAN online

Il caso di disoccupati, lavoratori domestici e dipendenti che hanno appena cambiato azienda

Si tratta di una soluzione particolare, ideata per le seguenti categorie di contribuenti:

  • Disoccupati: chi ha perso il lavoro e non percepisce la NASpI al momento della presentazione;
  • Lavoratori domestici: colf, badanti e babysitter, i cui datori di lavoro sono privati e non fungono da sostituti d’imposta;
  • Cambi di lavoro: chi ha cessato un rapporto di lavoro e non ha ancora un nuovo impiego stabile nel mese di luglio;
  • Eredi: nel caso di dichiarazione presentata per conto di una persona deceduta.

Le tempistiche reali: quando arrivano i soldi?

Arriviamo ora ad una nota piuttosto dolente: i soldi arrivano in questi casi con tempistiche più lunghe. Insomma, rispetto ad altre categorie bisogna armarsi di pazienza.

Perché non arrivano a luglio/agosto come per gli altri dipendenti

Essere lavoratori subordinati, in questo senso, è certamente un privilegio, perché in questo caso i soldi arrivano molto prima, di norma tra luglio e agosto.

Quando manca il sostituto, l’Agenzia delle Entrate deve prima validare la dichiarazione, verificare la capienza del fondo e ordinare il bonifico alla Banca d’Italia. Questo iter “saltando il passaggio aziendale” richiede mesi supplementari di lavorazione.

I pagamenti tra novembre e dicembre dell’anno di dichiarazione

Ad ogni modo, per la maggior parte dei contribuenti “senza sostituto”, la finestra temporale per l’accredito è quella di fine anno. Se la dichiarazione è stata inviata correttamente entro i termini di giugno/luglio, il rimborso viene solitamente erogato tra la metà di novembre e la fine di dicembre. Attenzione: si tratta comunque di tempistiche indicative, da prendere con le dovute pinze.

Rimborsi superiori a 4.000 euro

Ci sono, tra l’altro, delle cifre oltre le quali i tempi si allungano: oltre alla soglia dei 4000 euro di credito d’imposta, infatti, scattano i controlli preventivi. In questo caso, l’Agenzia delle Entrate può sospendere il pagamento fino a 4 mesi dopo la scadenza dell’invio, portando l’erogazione effettiva a marzo o aprile dell’anno successivo.

Come comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate

Non esiste altro modo di ricevere i soldi previsti se non fornendo all’AdE i propri dati bancari (cioè l’IBAN) per un accredito diretto sul conto.

La procedura passo-passo nell’area riservata

Prima di tutto, è necessario accedere tramite identità digitale (SPID, CIE O CNS) alla propria pagina personale nel sito dell’AdE. Ecco i passi da seguire:

  • Entra nell’area “Profilo Utente”;
  • Cerca la voce “Servizi per” e seleziona “Richiesta di accreditamento su conto corrente”;
  • Inserisci l’IBAN del tuo conto (deve essere intestato o cointestato al dichiarante) e conferma l’operazione.

Cosa succede se non si inserisce l’IBAN

Se il contribuente non comunica le coordinate bancarie, l’Agenzia delle Entrate non potrà effettuare il bonifico. In questo caso, il rimborso viene erogato tramite vaglia cambiario della Banca d’Italia, inviato per posta raccomandata al domicilio fiscale. Sconsigliamo questo metodo, in ogni caso, poiché allunga ulteriormente i tempi e presenta rischi di smarrimento o mancata consegna.


Cosa fare in caso di 730 a debito

Non sempre il risultato del calcolo del 730 senza sostituto d’imposta è a credito: cosa bisogna fare, dunque, se dovessimo dei soldi all’AdE?

Come generare e pagare i modelli F24 entro il 30 giugno

Giovane coppia seduta al tavolo della cucina che sorride mentre controlla i propri documenti fiscali 730 per il 2026
Anche senza datore di lavoro, le coppie e i nuclei monogenitoriali possono gestire il conguaglio 730

In questo scenario, il software della dichiarazione precompilata genererà automaticamente uno o più modelli F24. Ecco cosa c’è da sapere:

  • Scadenze: il saldo e il primo acconto vanno pagati entro il 30 giugno (o 31 luglio con la maggiorazione dello 0,40%);
  • Modalità: il pagamento può essere effettuato tramite l’home banking, presso gli sportelli bancari/postali o direttamente tramite il sito dell’Agenzia inviando l’F24 telematico. Se non si paga entro i termini, sarà necessario ricorrere al ravvedimento operoso per evitare sanzioni pesanti.

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