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Forward Guidance: come la BCE manipola i mercati solo con le parole

L'iconico monumento all'euro situato nel Willy-Brandt-Platz di Francoforte, simbolo visivo della moneta unica e delle politiche monetarie della Banca Centrale Europea

Anche chiamato orientamento prospettico, la Forward guidance è uno strumento di politica monetaria che differisce da molti altri e che per questo si può definire come non convenzionale. Attraverso di esso, si comunicano pubblicamente e con largo anticipo quali saranno le future mosse della banca centrale riguardo ai tassi di interesse e all’acquisto di titoli. Piuttosto che agire a sorpresa causando il panico, la banca “guida” le aspettative degli investitori con le parole, condizionando i mercati finanziari senza dover effettivamente muovere i tassi oggi.

Dalla teoria alla pratica: il “Whatever it takes”

Veduta esterna della moderna sede della Banca Centrale Europea a Francoforte con la sua struttura a torre in vetro e acciaio
La sede principale della BCE a Francoforte, il centro decisionale da cui partono le comunicazioni e le strategie di Forward Guidance che orientano i mercati finanziari globali

La vera svolta storica per questo strumento è avvenuta nel luglio del 2012, nel pieno della crisi del debito sovrano europeo. Lo ricorderete, fu un periodo particolarmente complicato nel quale i mercati stavano scommettendo apertamente sulla fine dell’Eurozona, i tassi d’interesse sui titoli di stato dei paesi periferici (come l’Italia) erano a livelli insostenibili e la pressione speculativa era massima. In quel contesto drammatico, le sole decisioni sui tassi di interesse non bastavano più: bisognava prendere una scelta difficile, dura, per molti versi complessa da digerire.

L’allora Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, pronunciò tre parole destinate a ridefinire la finanza globale e ad entrare nella storia: “Whatever it takes” (tutto ciò che sarà necessario). Draghi aggiunse una frase chiave: “E credetemi, sarà sufficiente”.

In quel preciso istante, la BCE non mosse un solo euro né tagliò i tassi di interesse. Eppure, incredibile ma vero, la Forward Guidance funzionò istantaneamente. I mercati capirono che la banca centrale si sarebbe schierata come scudo definitivo a protezione della moneta unica. Gli spread crollarono e la fiducia tornò sui mercati finanziari nel giro di poche ore. Questo episodio ha dimostrato empiricamente che la credibilità e la comunicazione della banca centrale possono essere persino più potenti degli interventi monetari diretti sul capitale. A volte, insomma, bastano le parole o i comunicati giusti per cambiare le cose, persino in modo radicale e inatteso.


L’esempio definitivo

Cerchiamo di comprendere un po’ meglio qual è il reale impatto matematico ed economico della Forward Guidance: per farlo in modo efficace, occorre analizzare come essa influenzi la curva dei rendimenti. Quando una banca centrale dichiara formalmente che manterrà i tassi di interesse vicini allo zero per i successivi due anni, non sta modificando solo il costo del denaro a brevissimo termine (il tasso overnight), sta facendo qualcosa di più importante.

Gli investitori istituzionali, rassicurati da questa promessa, iniziano infatti a comprare titoli di Stato a scadenza più lunga (ad esempio a due o tre anni), sapendo che il rischio di un aumento improvviso dei tassi è nullo. Questo massiccio acquisto fa salire il prezzo dei titoli e, di conseguenza, ne abbassa il rendimento. Il risultato pratico è che i tassi di interesse di mercato a lungo termine scendono, riducendo i costi dei mutui per le famiglie e dei finanziamenti per le imprese. La Forward Guidance riesce quindi ad allentare le condizioni finanziarie dell’intera economia reale senza che la banca centrale debba espandere materialmente il proprio bilancio.

3 tipi di comunicazione istituzionale

Ecco presentati in modo schematico ed essenziali i vari tipi di comunicazione istituzionale esistenti.

Tipo di GuidanceMeccanismo di funzionamentoEsempio praticoLivello di vincolo
Guidance Aperta (Qualitativa)La banca esprime un orientamento generale basato sulle prospettive economiche, senza legarsi a scadenze o parametri rigidi.“Valuteremo le decisioni sui tassi d’interesse mese per mese”Basso (Massima flessibilità per l’istituto)
Guidance Temporale (Calendaria)L’istituto monetario fissa un vincolo esplicito basato sul fattore tempo e sul calendario finanziario.“I tassi di riferimento rimarranno fermi fino a Dicembre”Medio (Fornisce certezze a breve termine)
Guidance basata sui Dati (Quantitativa)La politica futura viene esplicitamente ancorata al raggiungimento di specifici target macroeconomici osservabili.“Tassi fermi finché l’inflazione non scende stabilmente al 2%”Alto (Massima trasparenza, vincolo rigido sui dati)

Quando il trucco fallisce

Attenzione però perché non sempre questi scenari così positivi si presentano: non è detto che il comportamento promesso dalle banche si concretizzi poi nella realtà. Ecco gli scenari possibili in questa evenienza.


Cosa succede ai mercati se le banche centrali disattendono le promesse?

Primo piano dettagliato del simbolo della valuta euro su uno sfondo grafico astratto che richiama i mercati finanziari
Il simbolo dell’euro, rappresentazione della stabilità monetaria e della valuta dell’Eurozona, le cui sorti dipendono strettamente dalle parole e dalle dichiarazioni dei banchieri centrali

La Forward Guidance si basa interamente sulla credibilità dell’istituto di emissione. Quando una banca centrale compie un’improvvisa inversione di marcia rispetto agli orientamenti comunicati in precedenza, l’impatto sui mercati finanziari globali può essere destabilizzante, innescando quello che viene definito il fenomeno del Forward Guidance Trap.

Se le promesse vengono disattese, la reazione immediata si traduce in una fiammata di volatilità. Gli investitori istituzionali e i modelli di trading quantitativo, che avevano allocato i capitali basandosi sulla stabilità promessa dalle parole dei banchieri centrali, sono costretti a smobilizzare le posizioni in modo disordinato, causando crolli repentini sui mercati azionari e picchi nei rendimenti obbligazionari. Sul lungo periodo, l’effetto più dannoso è l’aumento strutturale del premio al rischio: se si inizia a diffidare della parola della banca centrale in quanto non considerata più una garanzia affidabile, gli operatori esigeranno rendimenti più alti per finanziare il debito pubblico e privato, riducendo come conseguenza l’efficacia di qualsiasi strategia di comunicazione futura.

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