Prima o poi, qualunque persona che si occupa di trading sogna di guadagnare senza il fastidio di dover restare incollato allo schermo, sapendo che i propri profitti sono assicurati. Ma, purtroppo, è fondamentale ricordare che nel frenetico mondo del trading, i guadagni rapidi possono svanire in un lampo. Per nostra fortuna, esiste un vero e proprio “angelo custode” automatico, uno strumento che si muove solo quando il mercato ci “sorride” e che si blocca quando il vento cambia: stiamo parlando del Trailing Stop Loss. Scopriamo insieme nel dettaglio di cosa si tratta e perché in certi scenari può rivelarsi davvero molto prezioso.
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Cos’è un trailing stop loss e come funziona

Il Trailing Stop Loss (TSL) è uno strumento evoluto di gestione del rischio progettato per salvaguardare i profitti ottenuti anche in assenza di una sorveglianza costante del mercato. La sua funzione è quella di eseguire l’ordine di chiusura di una posizione a una soglia che si adegua in modo automatico non appena il mercato si evolve in maniera positiva per il trader.
Definizione di trailing stop rispetto allo stop loss fisso
Mentre un comune Stop Loss (che si può anche chiamare “ordine di arresto delle perdite”) mantiene una soglia fissa, il TSL introduce una soglia mobile. Il TSL blocca inizialmente la distanza (espressa in pip) dal prezzo attuale, e poi la mantiene durante il movimento favorevole del prezzo.
Spostamento automatico del livello man mano che il prezzo sale
Quando il prezzo di mercato avanza a favore dell’operazione, il livello di Stop Loss si sposta in sincrono, conservando la medesima separazione in pip stabilita all’inizio. Questo garantisce che il limite di perdita si alzi automaticamente, proteggendo i guadagni man mano che aumentano.
Unidirezionalità: perché torna solo indietro il prezzo, non lo stop
Il meccanismo è strettamente unidirezionale: ciò significa che se il prezzo di mercato inverte la rotta e inizia a muoversi in direzione sfavorevole, il TSL si immobilizza. La posizione verrà liquidata solamente se la soglia di Stop Loss bloccata viene intercettata dalla discesa del prezzo.
Tipologie di trailing stop più usate
Vediamo a questo punto quali sono i tipi di trailing stop più comuni.
Trailing stop in punti
Si tratta della tecnica più basilare in assoluto per stabilire un punto di uscita appropriato: in questo semplicemente si mantiene un ordine di stop-loss a una percentuale precisa al di sotto del prezzo di mercato o al di sopra nel caso di una posizione corta.
La distanza tra il prezzo corrente e lo stop-loss può essere fissata in due modi: nel trailing stop a punti (o in unità monetarie/pip) si imposta una distanza fissa (es. 50 centesimi sotto il prezzo, o 100 pip).
Trailing stop in percentuale
Anche in questo caso stiamo parlando di una forma base per determinare il punto di uscita più corretto: in ogni caso, rispetto al trailing stop in punti, qui si imposta una distanza fissa in percentuale (es. il 5% sotto il prezzo).
Trailing stop dinamico basato sulla volatilità
Molto più complesso invece è il trailing stop dinamico, che è basato sulla volatilità del mercato.
Nel caso del Momentum-Based Trailing Stop, per esempio, la distanza dello stop viene stretta (cioè diventa meno tollerante) se l’azione inizia a mostrare segni di essere sopravvalutata, perché l’attesa di ulteriori profitti diminuisce. Lo stop qui non è più basato solo sulla distanza, ma su un criterio fondamentale di sopravvalutazione.
Esiste inoltre il Parabolic Stop and Reverse (o SAR), che potremmo definire come l’esempio più chiaro di trailing stop dinamico e che non si basa su una percentuale o un punto fisso, ma è un indicatore tecnico che si muove incrementalmente ogni giorno con le variazioni di prezzo e l’accelerazione del trend. La sua vicinanza al prezzo è quindi strettamente legata alla volatilità e alla forza del movimento in corso. Vale la pena ricordare in questo senso che il SAR fornisce livelli dinamici di stop ma l’esecuzione come trailing stop dipende dalla piattaforma o dalla strategia.
Come impostare il trailing stop sulle principali piattaforme
Per attivare un Trailing Stop, devi intervenire sulla tua posizione di trading, sia al momento dell’apertura che su una posizione già in corso.
Il primo step è quello dell’attivazione: entrando nella finestra di apertura o modifica della tua operazione, devi prima selezionare la funzione Stop Loss (SL) e poi cercare l’opzione specifica Trailing Stop (TSL) per abilitarla.
C’è poi la definizione dei parametri: il passaggio cruciale è specificare la distanza (il Trailing Step) che lo stop deve mantenere dal prezzo di mercato. Si può impostare questa distanza scegliendo tra diverse unità:
- Punti/Pip: utilizzato nel Forex, è una distanza fissa in unità di prezzo (es. 50 pip);
- Valuta: un importo fisso in denaro (es. $5);
- Percentuale: una distanza fissa basata su una percentuale del prezzo (es. 2%).
Meccanismo in azione: una volta impostato il Trailing Step (ad esempio, a 20 Pip):
- Se il prezzo si muove a nostro favore, lo stop-loss si muove automaticamente verso l’alto (in una posizione long), mantenendo sempre quei 20 Pip di distanza dal nuovo prezzo massimo;
- Se il prezzo si inverte, lo stop-loss si congela all’ultimo livello raggiunto, trasformandosi in uno stop loss fisso. La posizione si chiuderà solo se il prezzo scende fino a toccare quel livello bloccato, garantendoci il profitto accumulato fino a quel punto.
Pro e contro del trailing stop nel trading online
Quali sono i punti di forza e di debolezza in una strategia simile? Vediamoli uno per uno, in questa tabella riassuntiva.
| Vantaggi | Svantaggi |
| Massimizza i profitti e permette di cavalcare un trend al rialzo senza impostare un obiettivo rigido di Take Profit. | Inefficacia in mercati choppy: nei mercati volatili o senza direzione, lo stop può essere attivato prematuramente, generando perdite o commissioni eccessive. |
| Rimuove l’emotività dalle decisioni di vendita/uscita: ci aiuta, insomma, ad essere più disciplinati da un punto di vista finanziario. | Richiede un trend: se il trend è troppo debole, il TSL non si muoverà abbastanza in alto da garantire profitti significativi. |
| Non è necessario essere incollati allo schermo. |
Come integrare il trailing stop in una strategia complessiva

Il Trailing Stop Loss, in tutte le sue varianti (da quelle semplici a punti o percentuali, fino a quelle dinamiche come il SAR), non è certo una bacchetta magica, ma bensì uno strumento essenziale di gestione del rischio e di disciplina emotiva. Il successo della sua integrazione in una strategia complessiva dipende dalla consapevolezza delle condizioni di mercato e dal profilo del trader.
Per il trader conservatore che predilige un mercato ordinato, l’integrazione del Parabolic SAR è ideale: fornisce una strategia definita per il take profit e l’inversione di posizione, garantendo livelli di stop-loss per entrambi i lati del mercato.
Per il trader aggressivo orientato al momentum, il Trailing Stop può essere calibrato in modo meno preciso inizialmente. Tuttavia, per proteggere i profitti nei periodi di iper-valutazione (anche chiamati blow-off), l’integrazione con l’analisi fondamentale diventa cruciale: lo stop deve essere stretto (percentuale ridotta) quando i criteri fondamentali, come il rapporto P/E, suggeriscono che il titolo è sopravvalutato e il potenziale di ulteriori profitti è diminuito.