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Obbligo catene a bordo o gomme invernali: periodo, multe e calze da neve

Automobile moderna parcheggiata sul bordo di una strada innevata in montagna con segnaletica stradale di obbligo catene.

L’arrivo della stagione fredda porta con sé non un cambiamento climatico significativo e al contempo anche una serie di adempimenti normativi fondamentali per chiunque si metta alla guida di un veicolo a motore. La sicurezza stradale, specialmente in condizioni di asfalto ghiacciato o innevato, è una priorità che il Codice della Strada disciplina attraverso l’obbligo di dotazioni invernali. Questa normativa non è una semplice raccomandazione, quanto piuttosto un precetto vincolante che mira a garantire la trazione e la stabilità dei mezzi, riducendo drasticamente il rischio di incidenti e blocchi della circolazione. Comprendere nel dettaglio quando scatta l’obbligo, quali sono i dispositivi ammessi e quali le sanzioni previste è essenziale per evitare non solo multe salate, ma anche situazioni di pericolo oggettivo per sé e per gli altri utenti della strada. Ecco tutto quello che devi sapere a riguardo!

Approfondimenti

Il periodo d’obbligo (15 Nov – 15 Apr)

Dettaglio dei fanali di un'auto ricoperta di neve
Viaggiare senza dotazioni invernali espone al rischio di sanzioni amministrative pesanti e al fermo immediato del veicolo da parte delle forze dell’ordine

A livello nazionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fornisce le linee guida che consentono agli enti proprietari delle strade di imporre l’obbligo di dotazioni invernali su determinati tratti e in determinati periodi.

Il periodo d’obbligo inizia ufficialmente il 15 novembre e termina il 15 aprile di ogni anno (precisiamo che si tratta della finestra temporale più comune). Va comunque ricordato che la legge concede una finestra di tolleranza di un mese sia all’inizio che alla fine del periodo: ciò significa che è possibile prendersi un po’ di tempo extra per montare le gomme invernali già dal 15 ottobre e rimuoverle entro il 15 maggio senza incorrere in sanzioni, specialmente se l‘indice di velocità degli pneumatici è inferiore a quello riportato sulla carta di circolazione.

Non dimenticatevi nemmeno che molte regioni o tratti autostradali specifici possono emettere regolamenti specifici in base alle condizioni microclimatiche locali, che spesso possono cambiare in modo molto repentino: va da sé che questo è soprattutto il caso di alcune località alpine e appenniniche.

Vale anche se c’è il sole e 20 gradi?

Una delle domande più frequenti tra gli automobilisti riguarda l’applicabilità dell’obbligo in presenza di condizioni meteo apparentemente molto favorevoli.

Non è infatti da escludere lo scenario di un mese di novembre o marzo dove le temperature possano superare i 20 gradi, nonostante ci si trovi in piena stagione invernale! Molti sono portati a pensare che, in assenza di neve o ghiaccio, la mancanza di catene nel bagagliaio possa essere giustificata. Ma è un errore anche piuttosto grossolano, perché la realtà normativa è ben diversa: l’obbligo è legato alla presenza della segnaletica verticale (cioè il classico cartello blu con la ruota catenata) o all’esistenza di un’ordinanza provinciale o dell’ente gestore della strada.

Se la strada che state percorrendo è soggetta a tale obbligo, la multa scatterà per la semplice mancanza del dispositivo a bordo o per il mancato montaggio delle gomme invernali, e questo a prescindere dal meteo del momento. La sanzione colpisce la mancanza della dotazione idonea a fronteggiare un’eventuale emergenza, non l’effettivo utilizzo della stessa in quel preciso istante.

Le alternative: gomme M+S e calze

Per rispondere agli obblighi di legge, l’automobilista ha, per sua fortuna, diverse strade percorribili: la più comune resta l’installazione di pneumatici invernali, riconoscibili dalla marcatura M+S (Mud and Snow, vale a dire fango e neve). Sebbene la marcatura M+S sia l’unico requisito legale minimo richiesto dal Codice della Strada per essere in regola, gli esperti consigliano di verificare anche la presenza del simbolo del fiocco di neve all’interno di una montagna a tre punte (3PMSF), che certifica che lo pneumatico ha superato test specifici di trazione su neve.

In alternativa, è possibile mantenere gli pneumatici estivi ma ad una condizione: è sempre fondamentale essere in possesso di mezzi antisdrucciolevoli idonei, ovvero le classiche catene da neve in metallo, che devono essere della misura corretta per le ruote del veicolo. In tempo non sospetti, tra l’altro,, il panorama delle alternative si è arricchito di soluzioni più tecnologiche e facili da montare, che hanno richiesto un aggiornamento dei testi normativi.

Le calze da neve sono finalmente legali?

C’è voluto un bel po’ di tempo affinché produzioni e istituzioni riuscissero finalmente a raggiungere una quadra ma attualmente, grazie a un importante aggiornamento normativo, la situazione è chiara: le calze da neve sono ufficialmente equiparate alle catene metalliche e sono considerate dispositivi antisdrucciolevoli validi per legge.

Tale cambiamento si è reso possibile, dopo una lunga attesa, con il recepimento della norma europea EN 16662-1, che stabilisce i requisiti di sicurezza e prestazione per i dispositivi supplementari di aderenza. È fondamentale però che l’automobilista verifichi che il prodotto acquistato riporti esplicitamente l’omologazione specifica a questa norma o alla precedente UNI 11313.

Le calze non omologate rimangono illegali e non valide ai fini del controllo stradale: questo dispositivo è particolarmente apprezzato per la facilità di montaggio e per l’assenza di vibrazioni durante la guida, tutte caratteristiche ideali per chi possiede auto con spazi limitati tra ruota e parafango (in questo caso si parla di norma dei cosiddetti “veicoli non catenabili“).

Importo della multa e decurtazione punti

Il mancato rispetto dell’obbligo comporta conseguenze che vanno ben oltre la semplice sanzione pecuniaria, quindi è necessario fare chiarezza nel merito di una questione molto delicata che ha a che fare con la sicurezza di chiunque si metta alla guida.

Le multe possono variare a seconda del contesto in cui viene accertata l’infrazione: nei centri abitati, la sanzione minima parte da 42 euro e può arrivare fino a 173 euro. Se l’infrazione viene rilevata fuori dai centri abitati, come su strade statali o provinciali, l’importo aumenta, e può oscillare (indicativamente, beninteso) tra gli 87 e i 344 euro. In autostrada, la sanzione è ancora più severa, partendo da un minimo di 80 euro ma può includere (quasi sempre, in realtà) anche la decurtazione di 3 punti dalla patente di guida.

È importante ricordare che la sanzione può essere ridotta del 30% se pagata entro i primi cinque giorni dalla contestazione o notifica del verbale, ma l’aspetto più critico non è tanto il pagamento della somma, bensì l‘impossibilità di proseguire il viaggio.

Da 41€ a 87€ e fermo del veicolo

Un'automobile blu in inverno
Oltre alle classiche gomme invernali M+S, le calze da neve omologate rappresentano oggi un’alternativa legale e pratica per garantire il grip su fondi ghiacciati

Oltre alla multa pecuniaria, il Codice della Strada prevede un potere di interdizione immediata da parte delle forze dell’ordine. Se venite fermati, ad esempio, su una strada di montagna mentre è in corso una precipitazione nevosa o in presenza di ghiaccio e risultate privi di catene o gomme invernali, gli agenti vi intimeranno il fermo del veicolo.

Di conseguenza, vi verrà impedito di proseguire la marcia fino a quando non avrete dotato il mezzo dei dispositivi necessari: detto in altre parole, potreste trovarvi costretti ad attendere un soccorso stradale o a reperire catene sul posto, con costi e disagi enormi. Se l’automobilista ignora l’ordine di fermo e decide di proseguire comunque la marcia, rischia una sanzione aggiuntiva molto più pesante e la decurtazione di ulteriori punti dalla patente. Non si tratta di una banale questione economica: molti lo sottovalutano, ma c’è in gioco la stessa incolumità delle persone a bordo dei veicoli.

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