Chi investe nel mondo crypto lo sa molto bene: questo settore è caratterizzato da un’estrema volatilità, forse persino fin troppo elevata. Si tratta di una caratteristica che complica, e non poco, gli investimenti diretti particolarmente difficili per l‘investitore medio, che spesso finisce per comprare durante i picchi di euforia e vendere nel panico generale. La soluzione per mitigare questo problema, e costruire un patrimonio in asset digitali in modo sereno e disciplinato, è il Piano di Accumulo Capitale (o PAC).
Approfondimenti
Implementare un PAC in Bitcoin o in ETF/ETP (Exchange-Traded Product) legati alle criptovalute consente di automatizzare l’investimento, eliminando l’emotività e la tentazione di “inseguire i massimi”, cioè di comprare quando i prezzi sono già elevati. Ecco tutto quello che è necessario sapere nel merito della questione.
Indice del contenuto
Cos’è un piano di accumulo su crypto e come si applica a Bitcoin ed ETF

Un Piano di Accumulo Capitale (PAC) è una strategia di investimento che prevede l’acquisto periodico di un determinato strumento finanziario, con unimporto fisso e aintervalli regolari, indipendentemente dal prezzo corrente dell’asset. Questo approccio è la base per la disciplina finanziaria e, proprio in funzione delle sue caratteristiche, risulta particolarmente efficace e interessante in mercati molto volatili come quello delle criptovalute.
Logica del DCA (Dollar-Cost Averaging)
Il cuore del PAC è il Dollar-Cost Averaging (DCA), ovvero la mediazione del costo in dollari (o euro). Funziona così: invece di investire una grossa somma in un’unica soluzione, si suddivide l’investimento in tranche più piccole e si acquistano a cadenza fissa (ad esempio, ogni mese).
- Quando il prezzo è basso: l’importo fisso acquista più unità dell’asset;
- Quando il prezzo è alto: l’importo fisso acquista meno unità.
Se prendiamo in considerazione il lungo termine, il costo medio di acquisto delle proprie partecipazioni tende a livellarsi, e risulta poi inferiore al prezzo medio di mercato, soprattutto se l’asset ha una tendenza di crescita generale, come è stato per Bitcoin nel suo ciclo decennale. Il DCA non garantisce profitti, ma – comunque sia – riduce drasticamente il rischio di aver investito tutto il capitale poco prima di un crollo (il cosiddetto timing di mercato sbagliato).
Differenza tra comprare token direttamente e usare ETF/ETP
Quando si imposta un PAC sulle criptovalute, si hanno due strade principali:
- Acquisto diretto di token (un esempio potrebbe essere il Bitcoin su un exchange):
- Vantaggi: si possiede direttamente l’asset (se si gestiscono le proprie chiavi private), eliminando l’intermediario e i relativi costi di gestione;
- Svantaggi: comporta la gestione della sicurezza (wallet, chiavi), la potenziale difficoltà fiscale e la necessità di scegliere un exchange affidabile.
- Acquisto tramite ETF o ETP (Exchange-Traded Products):
- Vantaggi: si investe tramite un broker tradizionale, i prodotti sono regolamentati, sono detenuti in conti titoli classici (semplificando la dichiarazione fiscale) e non richiedono la gestione di wallet o chiavi;
- Svantaggi: non si possiedono direttamente i token, si pagano commissioni di gestione annuali e la disponibilità di questi prodotti può variare a seconda della giurisdizione (pensiamo per esempio agli ETP europei, oppure all’ETF spot su Bitcoin lanciato negli USA).
La scelta tra le due opzioni dipende dalla propria familiarità con la tecnologia blockchain e dalla preferenza per la semplicità amministrativa e la regolamentazione.
Come scegliere importo e frequenza del PAC
La scelta dell’importo e della frequenza del versamento è cruciale e deve essere sostenibile a lungo termine, senza contare che non dovrebbe nemmeno mai essere né aggressiva né tantomeno speculativa.
- Importo: l’ammontare deve essere una somma che si è disposti a investire e, potenzialmente, a perdere (data la natura degli asset crypto) senza intaccare la propria stabilità finanziaria. Una buona regola è investire un importo fisso, ad esempio il 5-10% del proprio risparmio mensile disponibile;
- Frequenza: la cadenza più comune è mensile o settimanale. Una frequenza troppo elevata (giornaliera) è spesso inutile per la mediazione dei costi e può aumentare i costi di transazione. Una frequenza mensile si allinea bene con l‘erogazione degli stipendi.
Regole per aumentare o sospendere temporaneamente i versamenti
La disciplina del PAC impone di attenersi al piano, ma la vita finanziaria di un individuo – com’è ovvio – non è certo “statica”. Ecco alcune linee guida per gestire le proprie finanze in questo senso:
- Aumentare i versamenti: si può considerare di aumentare l’importo solo in presenza di un significativo miglioramento della propria situazione finanziaria (aumento dello stipendio, bonus, ecc.). Meglio non aumentare l’importo solo perché il prezzo è in calo o in forte rialzo: questo approccio, infatti, tradirebbe la logica del DCA.
- Sospendere i versamenti: la sospensione dovrebbe avvenire solo per motivi di una seria necessità finanziaria (es. perdita del lavoro, spese mediche impreviste) o se l’asset supera la percentuale di allocazione desiderata a causa di un rally eccezionale. Una sospensione dovuta al panico per un calo dei prezzi è controproducente: i crolli sono il momento in cui il PAC è più efficace, in quanto si acquistano più unità a prezzi di saldo.
Quanto crypto nel portafoglio complessivo?
L’allocazione in criptovalute, data la loro volatilità, deve essere limitata e calibrata sulla tolleranza al rischio dell’investitore. Questa è la decisione più importante dopo l’impostazione del PAC. Facciamo il punto a riguardo.
Fasce indicative: 1–3%, 3–5%, oltre 5%
L’allocazione in criptovalute dovrebbe essere considerata un satellite o una componente ad alto rischio del portafoglio principale.
- 1%–3%: si tratta di una percentuale ideale per investitori conservatori o per coloro che si stanno approcciando per la prima volta. È una piccola scommessa che non compromette il portafoglio in caso di crollo, ma che beneficia di eventuali rally esplosivi;
- 3%–5%: è adatto a investitori moderati o a chi ha un orizzonte temporale lungo (più di 10 anni). Questa fascia consente un’esposizione significativa al potenziale di crescita senza esporre a rischi eccessivi;
- Oltre 5%: non per tutti, dovrebbe restare limitato a profili consapevoli, esperti e aggressivi. Chi sceglie questa fascia deve avere una profonda comprensione della tecnologia, un’elevatissima tolleranza alla perdita e un orizzonte temporale molto esteso.
Collegamento con orizzonte temporale e tolleranza alla perdita
Maggiore è l’orizzonte temporale (cioè, per quanto tempo si prevede di tenere l’investimento), maggiore può essere l’esposizione al rischio, poiché si ha più tempo per recuperare dalle inevitabili crisi di mercato.
Al contempo, la tolleranza alla perdita è fondamentale: se la prospettiva di vedere il proprio investimento dimezzarsi in pochi mesi (cosa comune nelle crypto) causa ansia e spinge a vendere, l’allocazione è troppo alta.
Ruolo del resto del portafoglio
È cruciale ricordare che il PAC in crypto non esiste nel vuoto. Il resto del portafoglio dovrebbe essere costruito su asset più stabili (obbligazioni, titoli azionari globali a bassa volatilità, immobili) in modo che la volatilità della componente crypto sia ammortizzata dalla stabilità delle altre classi di attivo. Le criptovalute dovrebbero essere un motore di crescita aggiuntivo, non la base della strategia.
Rischi specifici di un PAC in crypto
Nonostante la strategia DCA riduca il rischio di timing, rimangono rischi intrinseci che un investitore deve accettare:
- Rischio di un crollo sostanziale: per quanto Bitcoin abbia dimostrato nel corso del tempo una discreta resilienza, la possibilità che un asset digitale perda la maggior parte del suo valore, o la sua intera utilità, non può mai essere esclusa;
- Rischio regolatorio: l’intervento dei Governi o delle autorità finanziarie (è il caso di divieti, tasse sfavorevoli o restrizioni) rappresenta un rischio significativo e imprevedibile.
- Rischio tecnologico: errori di codice, hack o bug nei protocolli sottostanti, sebbene rari per asset maturi come Bitcoin, rimangono un rischio;
- Rischio di custodia (per acquisto diretto): se si detengono i token direttamente, la perdita di chiavi private o l’hack del wallet può portare alla perdita irreversibile dei fondi.
Come gestire emozioni e aspettative

La parte più difficile di un PAC non è impostarlo, ma mantenerlo attivo durante le fasi di mercato estreme. E questo diventa ancor più complesso quando in questo ambito si inseriscono le nostre sensazioni “di pancia”.
- Durante i Bull Market (cioè le fasi di rialzo): l’euforia ci spinge a versare di più, sperando in guadagni rapidi. Resistete sempre alla tentazione! Aderite sempre all’importo fisso e ricordatevi che il PAC è come una maratona, non uno sprint.
- Durante i Bear Market (cioè le fasi al ribasso): la paura e il panico spingono a vendere o a sospendere i versamenti. Questo è il momento in cui il DCA eccelle. Versare l’importo fisso in un mercato in calo significa abbassare drasticamente il costo medio di acquisto. In questi scenari, guardate ai i ribassi come a “saldi” e mantenetevi fedeli alla rotta.