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Soulbound Token: cosa sono e a cosa servono gli NFT non trasferibili

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Soulbound token cosa sono e perché vengono considerati una possibile evoluzione degli NFT? La risposta parte da una differenza fondamentale: mentre un NFT tradizionale può essere acquistato, venduto o trasferito da un portafoglio digitale a un altro, un Soulbound Token nasce per restare associato al proprio destinatario. Non è quindi pensato come un bene da scambiare, ma come una sorta di certificato digitale verificabile sulla blockchain.

Il concetto è stato formalizzato nel 2022 nell’ambito della riflessione sulla cosiddetta Decentralized Society, con l’obiettivo di portare nella Web3 elementi come identità, qualifiche, appartenenza e reputazione. L’idea è utilizzare token non trasferibili per dimostrare che una determinata persona ha conseguito un titolo, svolto un’attività o costruito una certa reputazione digitale.

In questo senso, gli SBT possono rappresentare una trasformazione importante del modo in cui vengono utilizzati gli asset blockchain. La tecnologia non servirebbe più soltanto a certificare la proprietà di un’immagine, di un oggetto digitale o di un bene, ma anche ciò che una persona ha fatto, imparato o dimostrato.

A cosa servono gli NFT ancorati in modo permanente all’utente

I Soulbound Token sono speciali gettoni digitali registrati su blockchain che, nella loro forma più caratteristica, non possono essere venduti o trasferiti ad altri portafogli. Il loro valore non dipende quindi dalla possibilità di rivenderli, ma dalle informazioni e dalle attestazioni che rappresentano.

Un’università potrebbe, per esempio, emettere un token associato al portafoglio di uno studente per certificare il conseguimento di una laurea. Un’azienda potrebbe fare qualcosa di simile per attestare una determinata competenza professionale, mentre una comunità online potrebbe utilizzare un SBT per riconoscere la partecipazione a un progetto.

La logica è simile a quella di un documento personale: un diploma ha valore proprio perché identifica un risultato conseguito da una determinata persona e non perché può essere ceduto a qualcun altro. Trasportata sulla blockchain, questa caratteristica permette di costruire una identità digitale blockchain composta da attestazioni verificabili.

Il termine “Soulbound” richiama proprio il concetto di qualcosa legato in modo permanente a una determinata identità. Tecnicamente, però, è importante evitare una semplificazione: il token è normalmente associato a uno specifico indirizzo blockchain e non dimostra automaticamente che dietro quell’indirizzo ci sia una determinata persona fisica. Il collegamento tra wallet e identità reale richiede sistemi di verifica e regole specifiche.

Gli SBT non costituiscono inoltre un’unica tecnologia rigidamente definita. Esistono diversi approcci tecnici alla creazione di token o attestazioni non trasferibili e il loro comportamento può dipendere dallo smart contract utilizzato. Alcuni sistemi possono prevedere anche la revoca o la sostituzione di una credenziale da parte dell’emittente.

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I Soulbound Token associano alla blockchain attestazioni digitali che non possono essere trasferite come i normali NFT

La creazione di un curriculum inalterabile sul web decentralizzato

Uno degli utilizzi più interessanti riguarda la costruzione di un curriculum digitale verificabile. Invece di raccogliere certificati, attestati e documenti in archivi separati, un utente potrebbe disporre di un portafoglio contenente diverse attestazioni legate al proprio percorso.

Un SBT potrebbe rappresentare una laurea, un master, una certificazione professionale, un’esperienza lavorativa o la partecipazione a un progetto. Ogni elemento sarebbe associato all’ente che lo ha rilasciato e potrebbe essere verificato attraverso la blockchain, riducendo la necessità di controlli manuali.

La differenza rispetto a un normale curriculum online è soprattutto nella verificabilità della provenienza. Un documento digitale può essere copiato o modificato; un’attestazione blockchain, invece, può essere controllata rispetto alle informazioni registrate dal soggetto che l’ha emessa.

Questo non significa che uno SBT renda automaticamente ogni informazione “immutabile” in senso assoluto. La blockchain può preservare la registrazione dell’attestazione, ma la qualità del dato dipende dall’affidabilità dell’emittente. Se un’organizzazione rilascia per errore una credenziale falsa, la tecnologia non può trasformare quell’errore in una verità.

Esiste poi un tema delicato legato alla privacy. Un curriculum completamente pubblico potrebbe rivelare più informazioni del necessario sulla persona. Per questo, lo sviluppo degli strumenti di identità decentralizzata deve tenere conto della possibilità di condividere soltanto le informazioni indispensabili, evitando che una reputazione digitale diventi un archivio permanente di dati personali.

Come le università e le aziende utilizzeranno questi gettoni per certificare lauree e competenze lavorative

Il settore dell’istruzione è uno degli ambiti in cui il modello appare particolarmente intuitivo. Un ateneo potrebbe emettere un’attestazione digitale al termine di un percorso di studi, permettendo al laureato di dimostrare il possesso del titolo senza dover ogni volta inviare copie di certificati cartacei o richiedere verifiche all’università.

Lo stesso principio può essere applicato al mondo del lavoro. Un’azienda potrebbe certificare una competenza acquisita da un dipendente, la partecipazione a un progetto o il completamento di una formazione specifica. Il lavoratore manterrebbe nel proprio portafoglio digitale una traccia verificabile di quell’esperienza anche dopo aver lasciato l’azienda.

Per le imprese, questo sistema potrebbe semplificare alcune fasi della selezione del personale. Un candidato potrebbe presentare un insieme di credenziali verificabili anziché limitarsi ad autocertificare le proprie competenze.

La sfida sarà però stabilire chi può emettere una credenziale affidabile, come correggere eventuali errori e come gestire il caso in cui un titolo debba essere revocato. Anche per questo, il modello degli SBT non elimina la necessità di autorità, istituzioni e procedure: ne modifica piuttosto il ruolo all’interno dell’ecosistema digitale.

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Università e imprese possono utilizzare gli SBT per certificare in modo verificabile titoli di studio, competenze ed esperienze professionali

Differenza fondamentale tra NFT classici e Soulbound

CaratteristicaNFT classicoSoulbound Token
TrasferimentoGeneralmente possibileGeneralmente bloccato
VenditaPossibile se previsto dallo smart contractNon prevista nella forma soulbound
SpeculazionePuò avere un ruolo centraleNon rappresenta lo scopo principale
Legame con il proprietarioPuò cambiare con la venditaÈ associato al destinatario
Funzione prevalenteProprietà, collezionismo, accesso o utilitàIdentità, qualifiche, reputazione e attestazioni
ValorePuò dipendere dalla domanda di mercatoDipende soprattutto dalla credibilità dell’attestazione
EsempioOpera digitale da collezioneDiploma o certificazione professionale

La differenza più importante, quindi, riguarda il rapporto tra proprietà e identità. Un NFT tradizionale può cambiare proprietario numerose volte senza perdere la propria natura. Se rappresenta un’opera digitale, il suo valore può perfino aumentare grazie alla possibilità di scambiarla.

Un SBT segue invece una logica opposta: se l’attestazione deve dimostrare che una persona ha ottenuto una determinata qualifica, trasferirla a un’altra persona ne distruggerebbe il significato.

Per questo gli SBT rappresentano una delle risposte alla tendenza alla finanziarizzazione della blockchain. Nel settore SBT crypto, il token non viene concepito principalmente come qualcosa da comprare e rivendere, ma come una prova digitale di un rapporto, un’esperienza o una credenziale.

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A differenza degli NFT tradizionali, gli SBT privilegiano il legame con l’identità e la reputazione rispetto alla compravendita

Il futuro dei prestiti senza garanzie nella finanza decentralizzata

Uno degli scenari più ambiziosi riguarda la finanza decentralizzata. Oggi molti sistemi DeFi richiedono garanzie per concedere prestiti perché il prestatore non dispone necessariamente di informazioni sufficienti per valutare l’affidabilità del richiedente.

Un utente può avere un wallet completamente nuovo e, agli occhi di un protocollo, risultare indistinguibile da chiunque altro. La blockchain conosce le transazioni registrate su quell’indirizzo, ma non necessariamente conosce la sua storia personale, professionale o finanziaria.

Gli SBT potrebbero aggiungere uno strato di reputazione on-chain. Un portafoglio potrebbe contenere attestazioni relative a precedenti esperienze, appartenenze, attività professionali o comportamenti finanziari. Queste informazioni potrebbero contribuire a costruire un profilo più articolato del richiedente.

Il modello non elimina il rischio di credito e non garantisce automaticamente che un prestito venga restituito. Può però introdurre un elemento che nella DeFi tradizionale è stato a lungo difficile da rappresentare: la fiducia basata sulla storia dell’utente.

L’utilizzo dello storico creditizio inalterabile per ottenere liquidità basata unicamente sulla propria reputazione digitale

È questo uno dei casi d’uso più discussi dei Soulbound Token. Se una persona accumulasse nel tempo attestazioni relative alla propria affidabilità, un protocollo potrebbe utilizzare tali informazioni per determinare condizioni di accesso al credito differenti.

In teoria, chi possiede una reputazione digitale verificabile potrebbe ottenere liquidità senza dover depositare garanzie di valore equivalente al prestito. Il sistema si avvicinerebbe maggiormente alla logica del credito tradizionale, nel quale la capacità di rimborso e la storia finanziaria possono incidere sulla valutazione del rischio.

La blockchain, però, introduce anche nuove questioni. Un sistema di reputazione permanente potrebbe diventare problematico se un errore, un’insolvenza o un’informazione sensibile restassero associati per sempre a un portafoglio. Inoltre, il semplice possesso di un token non dimostra necessariamente che una persona sia meritevole di credito: conta soprattutto chi ha emesso l’attestazione, con quali criteri e quanto sia affidabile il processo di verifica.

Per questo il futuro degli SBT dipenderà non soltanto dalla tecnologia, ma anche dall’equilibrio tra trasparenza, privacy, possibilità di correzione e controllo dei dati personali. La vera innovazione non consiste infatti nel trasformare ogni informazione personale in un token, ma nel creare strumenti capaci di dimostrare ciò che serve senza esporre ciò che non serve.

Gli NFT non trasferibili possono così assumere un ruolo diverso rispetto agli asset digitali tradizionali. Se gli NFT hanno contribuito a portare sulla blockchain il concetto di proprietà digitale, i Soulbound Token puntano a portare quello di reputazione verificabile. La loro affermazione dipenderà dalla capacità di università, imprese, piattaforme finanziarie e comunità digitali di adottare standard affidabili, interoperabili e rispettosi della privacy.

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