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Deducibilità Fondo Pensione: come recuperare fino al 43% delle tasse

La serenità di una vita post-lavorativa senza preoccupazioni finanziarie inizia con una corretta pianificazione fiscale oggi. La deducibilità del fondo pensione serve proprio a garantire momenti di tranquillità come questo

Sappiamo tutti quanto possa essere difficile leggere nella busta paga che riceviamo mensilmente le trattenute per le imposte. Va comunque ricordato che esiste un paracadute fiscale molto utile che ci può aiutare a mettere tutto in prospettiva: stiamo parlando dei fondi pensione. Molti pensano che siano soltanto degli strumenti per garantirsi una vecchiaia più stabile da un punto di vista economico, ma c’è molto di più da dire a riguardo: grazie al meccanismo della deducibilità, infatti, è possibile recuperare una quota rilevante di quanto versato, arrivando a ottenere rimborsi che possono toccare il 43% dell’importo investito. Ecco tutto quello che è necessario sapere nel merito della questione.

Come funziona la deduzione fiscale: il risparmio immediato

Ritratto ravvicinato di una donna anziana solare che indossa un cappello elegante, con un’espressione radiosa e vitale mentre guarda verso l'esterno in una giornata di sole
Pensare alla previdenza complementare non significa solo guardare ai numeri, ma investire nella propria libertà. Recuperare fino al 43% delle tasse permette di avere più risorse per godersi la vita e le proprie passioni

Il vantaggio principale dei fondi pensione risiede nella loro natura di “oneri deducibili“: quando effettuate un versamento alla previdenza complementare, tale importo non viene semplicemente scontato dalle tasse, ma viene sottratto direttamente dal vostro reddito complessivo lordo prima che le tasse vengano calcolate. Questo significa che la base su cui lo Stato calcolerà l’IRPEF sarà più bassa, generando un risparmio proporzionale ai vostri guadagni.

Differenza tra deduzione e detrazione

Non è raro che i contribuenti utilizzino uno e l’altro termine in modo interscambiabile, ma è un errore che può fare una differenza sostanziale per il loro portafoglio!

La detrazione è un importo che si sottrae direttamente dalle tasse già calcolate (l’imposta lorda). Facciamo un esempio pratico per maggior chiarezza: le spese mediche si detraggono al 19%, e dunque se spendiamo 100 euro, ne possiamo recuperare 19 indipendentemente dal nostro reddito.

Diverso invece è il discorso che riguarda la deduzione, che è un importo che si sottrae dal reddito imponibile. Il risparmio che ne deriva non è fisso, ma dipende dalla nostra aliquota IRPEF più alta. Questo rende lo strumento estremamente flessibile e, per chi ha redditi medio-alti, molto più vantaggioso di una semplice detrazione.

Il meccanismo dell’aliquota marginale: più guadagni, più conviene versare

Poiché l’IRPEF è un’imposta progressiva, il risparmio derivante dalla deduzione segue la vostra “aliquota marginale”, ovvero la percentuale di tassazione applicata all’ultima fascia del vostro reddito.

Detto in altre parole: se il vostro reddito ricade nello scaglione più alto, ogni euro versato nel fondo pensione vi permetterà di conseguenza di risparmiare il 43%. In pratica, se versate 1.000 euro, lo Stato italiano vi “restituisce” – in un certo senso – 430 euro tramite minori tasse. Questo meccanismo premia chi guadagna di più: ecco dunque un motivo valido per cui il fondo pensione è il miglior strumento di ottimizzazione fiscale per i professionisti e i dipendenti con redditi elevati.

Il limite annuale di 5.164,57 euro: cosa rientra nel calcolo?

La deducibilità comunque non è illimitata, ma c’è un tetto attuale massimo di 5.164,57 euro. Si tratta di una cifra da non sottovalutare e da tenere ben monitorata, visto che – in caso contrario – c’è il rischio di “sprecare” versamenti che non darebbero benefici fiscali immediati.

Questo tetto è formato dagli elementi che vi riportiamo qui di seguito:

  • Contributi versati dal lavoratore: sono i versamenti che si decide di togliere dalla busta paga o i bonifici extra che si fanno autonomamente;
  • Contributi versati dal datore di lavoro: se il vostro contratto prevede un contributo aziendale (il cosiddetto “match” del datore di lavoro), anche questa cifra rientra nel limite dei 5.164,57 euro. È un beneficio enorme perché sono soldi “regalati” dall’azienda che abbattono comunque le vostre tasse;
  • Risulta invece escluso il TFR (che non fa cumulo): il Trattamento di Fine Rapporto che si decide di destinare al fondo pensione non rientra nel calcolo della deducibilità. Si possono quindi versare i 5.164 euro e, in aggiunta, destinare tutto il proprio TFR senza necessariamente intaccare il bonus fiscale.

Simulazione numerica: quanto risparmi davvero?

Arriviamo a questo punto ai calcoli di massima che possiamo svolgere per farci un’idea del risparmio potenziale che potremmo ottenere grazie alla deducibilità del fondo pensione. Qui di seguito vi proponiamo una semplice tabella riassuntiva.

Profilo redditoAliquota marginaleVersamento annuoRisparmio Fiscale (IRPEF)
Reddito 30.000€35%3.000€1.050€
Reddito 60.000€43%5.164€2.220€

Come effettuare il versamento volontario

Può anche capitare che entro la fine dell’anno ci si renda conto di non essere riusciti a raggiungere il limite dei 5.164,57 euro: ecco che in questo caso nulla ci vieta di effettuare un versamento “una tantum” tramite bonifico bancario direttamente al tuo fondo. Vediamo quali sono gli step da seguire e le informazioni da conoscere per non commettere sviste.

La causale corretta per il bonifico al fondo

Per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate e assicurarvi che il fondo registri correttamente il movimento, la causale deve essere precisa. Consigliamo di utilizzare in questo caso una causale del tipo: “Contribuzione volontaria anno [2026] – Codice Fiscale [Vostro CF]”. Molti fondi moderni per fortuna vi facilitano la vita mettendovi a disposizione nell’area riservata un modulo precompilato o un tasto per il pagamento immediato.

Tempistiche: la data valuta deve essere entro il 31 dicembre

Attenzione a questo aspetto, che è senza ombra di dubbio uno dei più critici: per godere della deduzione nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, il denaro deve essere accreditato sul conto del fondo entro e non oltre il 31 dicembre. Riteniamo dunque importante sottolineare che ridursi all’ultimo minuto è una pessima idea: durante le festività le banche si trovano spesso a dover affrontare un surplus di lavoro e tempo di elaborazione più lunghi, e Il consiglio in questo caso è procedere entro il 20 dicembre per stare tranquilli.

Fondo pensione per familiari a carico

Primo piano dettagliato delle mani rugose di un uomo anziano appoggiate su un tavolo di legno, che suggeriscono saggezza, il passare del tempo e il valore del lavoro accumulato negli anni
Ogni contributo versato nel corso degli anni è un tassello che protegge il proprio futuro. Gestire con cura i limiti di deducibilità significa dare più valore ai propri risparmi e al lavoro di una vita

Una delle opportunità meno conosciute ma più intelligenti riguarda i familiari a carico (figli o coniuge senza reddito). È possibile aprire un fondo pensione a loro nome e versare i contributi per loro conto.

In questo scenario si presenta un vantaggio da non sottovalutare: se il familiare è fiscalmente a carico, i versamenti fatti dal contribuente principale a favore del fondo del familiare saranno interamente deducibili dal reddito di chi effettua il versamento. Questo significa che un genitore può iniziare a costruire la pensione del figlio e contemporaneamente ottenere un rimborso IRPEF basato sulla propria (maggiore) aliquota. È un modo eccellente per trasferire ricchezza generazionale, minimizzando al contempo l’impatto fiscale, prendendo così due piccioni con una fava.


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