Tutti i dipendenti delle aziende italiane che hanno sottoscritto un piano di welfare aziendale (si pensi, ad esempio, a quelli proposti da realtà come Edenred) hanno la possibilità di utilizzare il loro credito entro una determinata scadenza. Cosa accade esattamente, però, quando non si ha il tempo di terminare il proprio credito welfare a disposizione? Non c’è motivo di impanicarsi: ci sono diverse soluzioni utili – dalle più convenienti alle più divertenti – alle quali possiamo fare affidamento. Scopriamole insieme nel dettaglio, qui di seguito.
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La regola d’oro: Rimborsi vs Voucher

Esistono essenzialmente due modalità di usufruire del welfare aziendale, ed è da qui che dobbiamo partire se vogliamo parlare dell’argomento: da un lato c’è la possibilità di riscattare questa risorsa in forma di rimborsi, dall’altra come voucher.
La prima opzione è l’ideale per spese già sostenute (come rette scolastiche o bollette): in questo caso si carica la ricevuta sulla piattaforma e si riceve l’accredito direttamente in busta paga. La seconda invece è un buono digitale con un codice univoco da spendere presso partner convenzionati (palestre, agenzie viaggi, negozi). È la soluzione più immediata per chi non ha spese pregresse da documentare.
1. Istruzione e famiglia
Ci sono pochi dubbi che si tratti di una delle opzioni più vantaggiose, poiché non concorre a formare il reddito da lavoro ed è esente da tasse. In questo caso possiamo utilizzare il credito per coprire le spese legate all’educazione dei nostri figli: dai libri di testo (che per le famiglie spesso rappresentano un vero salasso!) alle rette del nido, fino ai centri estivi, alle mense scolastiche e ai master universitari. Ma non finisce qui: il welfare copre anche l’assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti (badanti e case di cura), e offre di conseguenza un supporto concreto alla gestione del “caregiving” familiare.
2. Previdenza complementare
Questa è la scelta più adatta per eccellenza per tutti quei lavoratori che ragionano con un’ottica di lungo e lunghissimo termine: se non si hanno delle spese immediate da coprire, accantonare il welfare in un fondo pensione integrativo potrebbe essere l’opzione giusta. E attenzione perché qui si riusciranno a prendere due piccioni con una fava: oltre a non perdere il credito in scadenza, i versamenti derivanti dal welfare non peseranno sullimite di deducibilità fiscale annua di 5.164,57 euro, permettendoci così di ottimizzare ulteriormente la nostra posizione previdenziale.
3. Sanità e casse assistenziali
Mai sottovalutare la propria salute: con questa scelta possiamo destinare il nostro budget alla sottoscrizione o al rinnovo di polizze sanitarie e casse di assistenza. Una decisione simile ci permette di ottenere rimborsi per visite specialistiche, esami diagnostici, cure odontoiatriche – che sappiamo essere molto costose – o lenti da vista, estendendo spesso la copertura anche ai familiari a carico. È un modo intelligente per crearsi un paracadute per le spese mediche impreviste, senza intaccare lo stipendio netto.
4. Interessi del mutuo e utenze
Se hai delle bollette in sospeso o un mutuo attivo, il welfare aziendale può darti una mano concreta ad alleggerire le spese fisse. Puoi infatti richiedere il rimborso per le utenze domestiche (acqua, luce e gas) o per la quota interessi del mutuo. È una mossa strategica perché trasforma il credito virtuale in liquidità reale nel tuo portafoglio, ottimizzando le agevolazioni fiscali previste per i cosiddetti Fringe Benefit. Assicurati solo di avere a portata di mano le ricevute dei pagamenti effettuati nell’anno.
5. Sport, viaggi e tempo libero
Per chi preferisce investire il credito in esperienze, le opzioni non mancano: dagli abbonamenti in palestra ai viaggi, fino ai corsi di lingua o ai biglietti per il cinema. Ma attenzione alla data di scadenza: molti contratti prevedono l’azzeramento dei fondi residui a fine anno. Se non vuoi rischiare di perdere nulla, controlla se il tuo regolamento aziendale permette di versare il credito rimanente nel fondo di previdenza complementare. In questo modo, invece di perdere il bonus, lo trasformi in un investimento per la tua pensione futura.
E i Buoni Spesa/Benzina?

I voucher per la spesa e il carburante sono spesso la soluzione più rapida per “svuotare” il portafoglio welfare all’ultimo minuto. Tuttavia, tieni a mente che non puoi mai convertire il credito welfare direttamente in contanti (la monetizzazione è vietata per legge, salvo rari casi di premi di risultato convertiti). Il trucco vincente? Genera i buoni prima della scadenza del piano: solitamente il voucher ha una validità propria (anche di diversi mesi) che ti permetterà di fare rifornimento o la spesa con calma, ben oltre il termine ultimo fissato dall’azienda.