Un conto corrente è lo strumento di base per gestire entrate e uscite, pagare bollette, ricevere lo stipendio e utilizzare carte di pagamento. Oggi però la scelta non è più solo tra banche diverse, ma anche tra modelli di operatività differenti: conti tradizionali, conti con operatività mista e conti nati per essere gestiti quasi esclusivamente via web o app.
Capire le differenze è fondamentale per evitare costi inutili e scegliere la soluzione davvero adatta alle proprie abitudini.
Conto corrente tradizionale: caratteristiche principali
Il conto corrente tradizionale è quello legato in modo stretto alla filiale fisica. Il cliente è abituato a recarsi in banca per molte operazioni e a interagire direttamente con l’impiegato allo sportello.
Di solito questo tipo di conto include:
- ampia operatività a sportello, con personale dedicato
- supporto nella gestione di pratiche più complesse, come mutui, investimenti, cassette di sicurezza
- un rapporto più stretto con il consulente, che può dare indicazioni personalizzate.
In cambio, spesso si accettano:
- canoni mensili più elevati
- commissioni per singole operazioni effettuate in filiale
- condizioni meno competitive per alcune attività effettuate online.
Per chi valorizza soprattutto il contatto personale, la possibilità di chiedere chiarimenti allo sportello e una sensazione di maggiore “presenza” della banca, il conto tradizionale continua ad avere un suo senso, anche a fronte di costi non sempre contenuti.
Che cosa offre oggi un conto corrente online
Negli ultimi anni si è affermato il modello di conto corrente online, cioè un conto dove l’operatività avviene in prevalenza tramite internet banking e app, con una forte componente di self service.
Questi conti si caratterizzano di solito per:
- condizioni economiche più competitive sulle operazioni via web o app, grazie ai minori costi di struttura per la banca
- gestione totalmente autonoma, 24 ore su 24, senza vincoli di orario di filiale
- ampia disponibilità dei principali servizi tipici dei conti “tradizionali”: assegni, bonifici, domiciliazione delle bollette, carta di debito, eventuale carta di credito, pagamenti ricorrenti.
La differenza principale sta nel fatto che, di norma, questi conti:
- non includono i servizi specifici di sportello come parte dell’operatività standard
- possono prevedere costi più alti per le rare operazioni eseguite in filiale
- offrono una consulenza meno “fisica”, spesso sostituita da call center, chat o video-consulenze.
Il vantaggio è chiaro per chi è abituato a gestire in autonomia tecnologia e finanza personale e desidera risparmiare sulle spese bancarie, accettando di rinunciare alla presenza costante del referente in filiale.
Costi, servizi e operatività a confronto
Per decidere se puntare su un conto tradizionale o su uno più digitale è utile confrontare tre aspetti chiave: costi, servizi accessori e modalità operative.
Sul fronte dei costi, i conti con operatività prevalente online:
- propongono spesso canoni ridotti o azzerabili, se si rispettano alcune condizioni (accredito dello stipendio, numero minimo di operazioni, uso prevalente di canali digitali)
- prevedono commissioni molto basse o nulle su bonifici e pagamenti effettuati via web o app
- applicano invece tariffe più elevate per operazioni eseguite allo sportello.
I conti tradizionali tendono ad avere:
- canoni più alti, giustificati dalla presenza della filiale e del personale
- maggiore equilibrio tra costi di operazioni online e a sportello
- talvolta pacchetti “tutto incluso” che comprendono anche servizi accessori come cassette di sicurezza o condizioni dedicate su altri prodotti.
Sul piano dei servizi, entrambe le tipologie offrono in genere:
- domiciliazione delle utenze
- sistemi di pagamento digitali
- possibilità di associare carte di debito e credito
- estratto conto online e documenti digitali.
La vera discriminante resta il modo in cui si preferisce interagire con la banca: in autonomia, via smartphone e pc, oppure con la possibilità di recarsi in filiale ogni volta che sorge un dubbio.
Profili di utilizzo: quale operatività scegliere
Per orientarsi tra le diverse soluzioni, può essere utile ragionare in termini di profili di utilizzo. In modo sintetico, le banche distinguono tre grandi modalità operative, che si possono riassumere così:
- Operatività esclusivamente online
È la scelta di chi vuole beneficiare al massimo dei vantaggi dell’operatività “virtuale”: costi bassi, gestione autonoma, nessun vincolo di orario. In questo caso il cliente accetta consapevolmente che le eventuali operazioni eseguite “a sportello” abbiano un costo più elevato. È un profilo adatto a chi ha dimestichezza con la tecnologia, esegue quasi tutto via app e non sente il bisogno di un referente in filiale. - Operatività mista, sia online che a sportello
È la soluzione intermedia per chi usa con frequenza internet e app, ma vuole mantenere la possibilità di recarsi in filiale senza costi eccessivi. In genere si sostengono costi simili per operazioni virtuali e allo sportello, rinunciando ad avere le tariffe più basse del mercato online, ma guadagnando in flessibilità e comodità. - Operatività prevalentemente a sportello
Qui si privilegia il contatto personale, la possibilità di parlare con un consulente, di essere accompagnati nelle scelte e nelle operazioni più delicate. Si rinuncia in parte ai vantaggi legati all’operatività digitale, accettando condizioni economiche meno aggressive, in cambio di un supporto diretto più frequente.
Valutare in quale di questi profili ci si riconosce di più è un passo fondamentale per capire quale tipo di conto può davvero risultare conveniente.
Quale conviene davvero: una guida in pochi passaggi
Per arrivare a una scelta consapevole, può essere utile seguire un breve percorso di analisi personale. I passaggi chiave possono essere riassunti così:
- Analizzare le proprie abitudini
Quante operazioni si compiono ogni mese? Si effettuano bonifici e pagamenti quasi sempre online oppure si va spesso in filiale? Si gestisce lo stipendio, la pensione o l’attività professionale con frequenti movimenti allo sportello? - Valutare la propria familiarità con gli strumenti digitali
Chi utilizza con tranquillità app, home banking e firme elettroniche può sfruttare meglio i vantaggi di un conto con forte componente digitale. Chi invece è meno a suo agio con la tecnologia potrebbe preferire una soluzione che mantenga centrale la filiale. - Confrontare i costi complessivi, non solo il canone
Non conta solo il canone mensile, ma la somma di tutte le spese: bonifici, prelievi, operazioni allo sportello, invio di documenti cartacei, eventuali costi per carte e servizi accessori. Un conto online con canone basso può diventare meno conveniente se si effettua spesso operatività in filiale. - Considerare il valore della consulenza
Per alcune persone la possibilità di confrontarsi con un consulente dedicato ha un valore elevato, soprattutto in presenza di risparmi importanti o progetti complessi come mutui e investimenti. Anche nel modello online, la consulenza rimane sempre adeguata alle esigenze del cliente: la differenza è che avviene in modalità remota, non che vi siano limiti per operazioni complesse. Per chi è abituato a informarsi in autonomia, questo aspetto può essere meno rilevante e il risparmio di costo diventa prioritario.
Alla fine, non esiste un modello “migliore” in assoluto: esiste il conto corrente che risulta più conveniente per le proprie esigenze reali. Chi privilegia risparmio e autonomia tenderà a scegliere un conto con forte operatività online o self service, mentre chi preferisce il supporto diretto della filiale sarà più orientato verso un conto tradizionale o ibrido, accettando qualche euro in più di spesa in cambio di maggiore vicinanza e assistenza.