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Non firmare una lettera di richiamo: quando opporsi e cosa rischi

Firma di un documento legale

Non è raro che per un motivo o per un altro un dipendente di un azienda non si comporti in modo consono a ciò che prevede il suo contratto di lavoro: in questi casi, si potrebbe ricevere una lettera di richiamo.

La lettera di richiamo è un documento che viene utilizzato per segnalare al dipendente una condotta scorretta o una violazione delle norme aziendali. C’è però anche la possibilità di non firmarla, se lo si ritiene necessario. Ma quando è opportuno opporsi e quali rischi si corrono? In questo articolo analizzeremo il contesto legale e pratico legato a questa scelta.

Cos’è una lettera di richiamo

Firma di un documento
Attenzione a firmare subito una lettera di richiamo se si pensa che il provvedimento sia ingiusto

La lettera di richiamo è un atto formale con cui il datore di lavoro segnala una condotta ritenuta inappropriata da parte del dipendente (qui un approfondimento sui costi e le procedure per licenziarlo). Essa non comporta automaticamente conseguenze gravi come il licenziamento, ma può essere un passaggio preliminare a misure più severe. In genere, il richiamo ha lo scopo di correggere il comportamento del lavoratore, avvertendolo delle possibili ripercussioni future in caso di comportamento recidivo.

Dal punto di vista legale, il richiamo disciplinare deve rispettare specifiche procedure previste dallo Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970) e dal contratto collettivo di riferimento. Il dipendente ha il diritto di presentare le proprie giustificazioni entro un termine stabilito (solitamente si parla di cinque giorni dalla ricezione del richiamo).

Cosa comporta non firmare la lettera

Quando un lavoratore riceve una lettera di richiamo, gli viene inizialmente chiesto di firmarla per presa visione. Tuttavia, la firma non implica l’accettazione della contestazione, ma solo la conferma di aver ricevuto il documento.

Se il dipendente decide di non firmare, il datore di lavoro potrebbe comunque considerare valida la notifica, sempre a patto che riesca a dimostrare che il richiamo è stato regolarmente consegnato (ad esempio, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o consegna a mano con testimoni).

In definitiva, la decisione di non firmare una lettera di richiamo va ponderata con attenzione. Sebbene la firma non equivalga a un’ammissione di colpa, il dipendente ha il diritto di contestare il richiamo se lo ritiene ingiusto. Tuttavia, è fondamentale farlo nei tempi e nei modi previsti dalla legge, presentando una risposta formale supportata da argomentazioni valide. In caso di dubbi, il supporto di un esperto in diritto del lavoro può essere decisivo per tutelare i propri diritti e prevenire conseguenze indesiderate.

Quando opporsi a una lettera

Opporsi a una lettera di richiamo può essere opportuno nei seguenti casi:

  1. Contestazione infondata: se il richiamo si basa su accuse false o su eventi non verificabili, il lavoratore ha il diritto di opporsi presentando una memoria difensiva;
  2. Violazione delle procedure: Se il datore di lavoro non ha seguito le corrette procedure disciplinari previste dalla legge o dal contratto collettivo, il richiamo potrebbe essere impugnato;
  3. Abuso di potere: in alcuni casi, il richiamo potrebbe essere utilizzato in modo strumentale per esercitare pressioni sul dipendente. In queste situazioni, opporsi può essere una forma di tutela;
  4. Fraintendimenti o errori: se il comportamento contestato è stato frainteso o deriva da un errore aziendale, il dipendente ha il diritto di fornire spiegazioni e richiedere l’archiviazione del richiamo.

Come rispondere a una lettera di richiamo

Se si decide di contestare un richiamo disciplinare, è consigliabile seguire questi passaggi:

  • Leggere attentamente il contenuto: prima di reagire, è essenziale comprendere le accuse e le eventuali prove a supporto.
  • Preparare una risposta formale: la contestazione deve essere redatta per iscritto e inviata al datore di lavoro entro il termine stabilito, spiegando le ragioni dell’opposizione;
  • Chiedere assistenza sindacale o legale: se la situazione è complessa, è utile consultare un avvocato del lavoro o un rappresentante sindacale per ottenere supporto;
  • Raccogliere prove a proprio favore: se possibile, è utile fornire documenti, testimonianze o altri elementi che possano dimostrare l’infondatezza delle accuse.

Quali rischi si corrono?

Non firmare una lettera di richiamo non annulla la sua validità. Anzi, potrebbe comportare alcuni rischi:

  • Mancata difesa: se il dipendente non risponde al richiamo entro il termine previsto, il datore di lavoro potrebbe considerare la contestazione come accettata.
  • Escalation disciplinare: ignorare un richiamo potrebbe essere interpretato come una mancanza di collaborazione, aumentando il rischio di sanzioni più gravi.
  • Possibile deterioramento dei rapporti di lavoro: un rifiuto categorico senza un’adeguata giustificazione potrebbe peggiorare il rapporto con il datore di lavoro;
  • Difficoltà in caso di ricorso legale: se il caso dovesse finire in tribunale, il giudice potrebbe considerare la mancata risposta come un comportamento negligente.

Uno strumento abusato?

Documento firmato
Se non si è sicuri di voler firmare una lettera di richiamo conviene rivolgersi ad un avvocato del lavoro

Alcuni utenti di determinati forum online come ad esempio Reddit segnalano come questo strumento viene spesso usato più per esercitare pressione psicologica che per reali necessità operative.

Nel settore del commercio, il CCNL prevede che dopo tre lettere di richiamo possa scattare il licenziamento per giusta causa. Questo porta molti lavoratori a temere di riceverle, anche quando non hanno commesso infrazioni gravi. Nella pratica, però, la prima lettera è spesso solo un ammonimento, mentre le successive possono comportare piccole trattenute sullo stipendio, equivalenti a poche ore di lavoro.

L’uso indiscriminato della lettera di richiamo per eventi come ammanchi di cassa in un punto vendita senza prove individuali può risultare infondato dal punto di vista legale. Per questo, i lavoratori dovrebbero sempre valutare con attenzione le contestazioni ricevute e, come anticipato, consultare se necessario un esperto prima di firmare qualsiasi documento.

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