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Credito d’Imposta Mezzogiorno: i nuovi bonus per gli investimenti strumentali al Sud

Le agevolazioni per l'acquisto di macchinari si applicano alle aziende di tutte le regioni costiere del Sud

l Credito d’Imposta Mezzogiorno è un incentivo fiscale che consentiva alle imprese situate nelle regioni del Sud Italia di beneficiare di un credito d’imposta per una percentuale dei costi sostenuti per l’acquisto di nuovi impianti, di attrezzature e macchinari produttivi.

Il bonus nasce per supportare la crescita delle strutture produttive situate nelle aree storicamente più svantaggiate del Paese. La disciplina originaria era destinata alle aziende che effettuavano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nei territori agevolati del Mezzogiorno. Dal 2024, per gli investimenti nelle regioni interessate, il principale strumento agevolativo è il Credito d’imposta ZES Unica, introdotto dall’articolo 16 del DL 124/2023, con regole, requisiti e aliquote proprie.

Attenzione: la misura originaria (L. 208/2015) si applicava agli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2023. Dal 2024 il Credito d’imposta ZES Unica costituisce una misura distinta, introdotta dall’art. 16 del DL 124/2023, che ha previsto un nuovo regime di agevolazione per gli investimenti effettuati nelle aree interessate.

Per gli investimenti relativi alla vecchia disciplina del credito Mezzogiorno si utilizzavano i modelli CIM17 e CIM23, a seconda del periodo di riferimento. Per gli investimenti ZES Unica 2026, invece, l’Agenzia delle Entrate ha previsto la comunicazione ZES26, da trasmettere telematicamente attraverso i servizi dell’Agenzia. 

La procedura prevede una comunicazione preventiva e una successiva comunicazione integrativa relativa agli investimenti effettivamente realizzati. Una volta completati gli adempimenti previsti e determinato il credito spettante, il credito maturato può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite Modello F24 mediante i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Indice del contenuto

Le aliquote differenziate in base alla dimensione dell’azienda

Vista satellitare del Golfo di Napoli con il Vesuvio, area di applicazione del credito d'imposta in Campania
La Campania rientra tra le aree coperte dai massimi benefici fiscali per i nuovi impianti produttivi

Le aliquote del credito d’imposta ZES Unica dipendono dalla localizzazione dell’investimento, dalla dimensione dell’impresa e dalle caratteristiche dell’investimento, nel rispetto della Carta degli aiuti a finalità regionale.

Attenzione perché non tutte le realtà aziendali che possono accedere a questi vantaggi andranno ad ottenere le stesse cifre. L’ammontare previsto dipende dalla localizzazione dell’investimento e dalle dimensioni dell’impresa: nel paragrafo successivo approfondiremo meglio la questione con maggiori dettagli.

I vantaggi massimi riservati alle piccole e micro imprese rispetto ai sussidi ridotti per i grandi complessi industriali

Le aliquote del credito d’imposta ZES Unica variano in funzione della localizzazione dell’investimento e da quanto l’impresa è grande a livello di dipendenti.

Per il 2026 sono previste intensità di aiuto differenti a seconda della regione e dell’area interessata, nel rispetto della Carta degli aiuti a finalità regionale. Le percentuali indicate nella tabella seguente rappresentano le intensità massime previste dalla disciplina e non necessariamente l’importo effettivamente fruibile.

Mappatura delle regioni coperte dal fondo statale

Le aliquote riportate di seguito riguardano la misura ZES Unica 2026 e differiscono da quelle previste dalla disciplina del vecchio Credito d’imposta Mezzogiorno.

Area Territoriale / RegioneComuni e Zone IncluseTipologia Agevolazione
ZES Unica – Calabria, Campania, Puglia e SiciliaAree ammissibili delle rispettive regioni secondo la Carta degli aiuti a finalità regionaleFino al 60% per le piccole imprese, 50% per le medie e 40% per le grandi imprese, fatte salve le specifiche condizioni previste dalla disciplina.
ZES Unica – Basilicata, Molise e SardegnaAree ammissibili delle rispettive regioniFino al 50% per le piccole imprese, 40% per le medie e 30% per le grandi imprese.
ZES Unica – Abruzzo, Marche e UmbriaAree ammissibili delle rispettive regioni secondo la Carta degli aiuti a finalità regionaleFino al 35% per le piccole imprese, 25% per le medie e 15% per le grandi imprese.
ZLSAree ammissibili delle Zone Logistiche SemplificateCredito d’imposta con disciplina e aliquote proprie, distinto dal credito ZES Unica; per il 2026 è prevista una dotazione complessiva di 100 milioni di euro
Vecchio Credito d’imposta MezzogiornoTerritori previsti dalla legge n. 208/2015Misura riferita agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2023; non va utilizzata per descrivere il nuovo regime 2026
Credito d’imposta per il sisma Centro ItaliaSpecifici comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo colpiti dagli eventi sismiciMisura distinta dal credito ZES Unica e da non assimilare alle aliquote 2026

Per alcune specifiche aree territoriali possono inoltre essere previste maggiorazioni delle intensità di aiuto, secondo quanto stabilito dalla normativa e dalla Carta degli aiuti a finalità regionale.

Un’importante nota metodologica: sottolineiamo che le percentuali indicate per la ZES Unica rappresentano le intensità massime previste dalla disciplina e non necessariamente il credito effettivamente fruibile. L’aliquota applicabile dipende, come abbiamo anticipato, dalla localizzazione dell’investimento, dalla dimensione dell’impresa e dalle caratteristiche del progetto. Inoltre, l’importo effettivamente riconosciuto può essere influenzato dalle risorse disponibili e dagli eventuali meccanismi di riparto previsti per l’annualità di riferimento.

Per il 2026, gli investimenti agevolabili devono inoltre rispettare i limiti dimensionali previsti dalla disciplina, con un investimento minimo di 200.000 euro e un investimento massimo agevolabile di 100 milioni di euro per singolo progetto.

L’obbligo del mantenimento dei beni nel territorio agevolato

Per garantire che l’agevolazione fiscale assolva pienamente alla sua funzione di stimolo allo sviluppo economico e sociale dei territori svantaggiati, il legislatore ha previsto un vincolo stringente: i beni strumentali acquistati devono rimanere nella struttura produttiva che ha dato diritto all’agevolazione per il periodo previsto dalla normativa. Questa condizione fondamentale serve ad evitare che gli investimenti si trasformino in semplici acquisti di asset temporanei, garantendo invece un impatto duraturo sul tessuto produttivo locale e scoraggiando fenomeni di delocalizzazione immediata. Il rispetto di questo vincolo di territorialità è cruciale per il mantenimento del beneficio ottenuto, come dettagliato nel paragrafo successivo che esamina le conseguenze in caso di inadempienza.

Le sanzioni e la revoca totale del beneficio fiscale in caso di trasferimento dei macchinari in altre regioni del nord o all’estero

Panoramica di un piccolo comune dell'entroterra meridionale circondato da colline e verde
I comuni dell’entroterra beneficiano di aliquote maggiorate per sostenere lo sviluppo industriale locale

Un aspetto cruciale per non perdere l’agevolazione riguarda il rispetto dei vincoli di territorialità. Le norme prevedono un obbligo di mantenimento dei beni agevolati nella struttura produttiva che ha dato diritto all’agevolazione per il periodo stabilito dalla disciplina. In particolare, per la ZES Unica, se entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di completamento dell’investimento i beni agevolati vengono ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa oppure destinati a strutture produttive diverse da quella che ha dato diritto all’agevolazione, il credito d’imposta viene ridotto escludendo dalla base agevolata il relativo costo.

Non è quindi corretto affermare in termini generali che qualsiasi trasferimento al Nord Italia o all’estero determini automaticamente una revoca totale del beneficio: la conseguenza va valutata alla luce delle specifiche ipotesi previste dalla disciplina ZES Unica.

In caso di violazione di questo obbligo, il credito d’imposta può essere rideterminato, con conseguente riversamento dell’eventuale maggior credito già utilizzato. Per la specifica ipotesi prevista dalla disciplina ZES Unica, il maggior credito utilizzato deve essere riversato secondo le modalità e i termini stabiliti dalla norma, senza applicazione di sanzioni e interessi nei casi espressamente previsti. È quindi fondamentale che le aziende pianifichino attentamente l’allocazione e l’utilizzo dei beni strumentali agevolati per evitare di incorrere in una rideterminazione del beneficio e massimizzare i benefici dell’investimento.

Un’importante nota finale: la disciplina del credito d’imposta ZES Unica è stata estesa anche al periodo 2026-2028 e presenta regole specifiche per ciascuna annualità. Per un uso operativo (comunicazioni all’Agenzia delle Entrate, calcoli di convenienza) consigliamo di verificare i valori più recenti sul sito ufficiale dell’AdE prima di procedere.

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