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Buy, borrow, die: la strategia di Elon Musk per non pagare tasse

Comprendere la strategia Buy, Borrow, Die permette di capire come Elon Musk e i super ricchi azzerano le tasse sfruttando prestiti e successioni negli USA

Per la maggior parte dei cittadini, il reddito deriva dal lavoro dipendente o autonomo, ed è soggetto a una tassazione immediata e progressiva. Tuttavia, per gli individui con un patrimonio netto ultra-elevato (UHNWI), la dinamica è radicalmente diversa. La strategia denominata Buy, Borrow, Die rappresenta l’architettura fiscale più sofisticata e utilizzata dagli ultra-ricchi per evitare le tasse sulle plusvalenze. Questo sistema si fonda su un principio semplice quanto efficace: la ricchezza non deve mai essere trasformata in liquidità attraverso la vendita di asset, poiché l’atto del vendere innesca il prelievo fiscale.

Il metodo Buy, Borrow, Die si articola in tre fasi cicliche. La prima fase consiste nel comprare (Buy) asset che tendono ad apprezzarsi nel tempo, come azioni societarie o immobili. La seconda fase prevede di prendere prestiti (Borrow) utilizzando quegli stessi asset come garanzia collaterale per ottenere la liquidità necessaria al proprio stile di vita. Infine, la terza fase riguarda il mantenere gli asset fino alla morte (Die), momento in cui entrano in gioco particolari agevolazioni successorie che permettono di trasferire la ricchezza agli eredi con un carico fiscale minimo o nullo. Analizzare questo schema permette di comprendere come i miliardari non pagano tasse pur disponendo di risorse economiche virtualmente illimitate.

Buy: accumulare asset che crescono senza vendere

Il primo pilastro della strategia di Elon Musk risiede nell’accumulo ossessivo di asset produttivi. Invece di accumulare denaro contante in banca, che perde valore a causa dell’inflazione ed è già stato tassato alla fonte, Musk concentra la sua ricchezza in partecipazioni azionarie, principalmente in Tesla e SpaceX. Questi titoli rappresentano quote di proprietà che crescono di valore riflettendo il successo delle aziende. Finché queste azioni rimangono nel portafoglio di Musk, il loro aumento di valore rimane puramente teorico dal punto di vista del fisco.

Per un investitore comune, la tentazione di vendere quando il mercato è ai massimi è forte. Per chi applica la logica Buy, Borrow, Die, la vendita è invece considerata un errore strategico. Vendere significa realizzare una plusvalenza, e in quasi tutti i sistemi fiscali occidentali, la plusvalenza è soggetta a un’imposta che può variare dal 20% al 40% a seconda della giurisdizione e del periodo di detenzione. Mantenendo la proprietà degli asset per decenni, Musk evita di innescare l’evento imponibile, permettendo al suo capitale di comporsi senza l’attrito della tassazione annuale.

L’accumulo di azioni e proprietà che aumentano di valore nel tempo costituisce la base patrimoniale necessaria per evitare il prelievo fiscale immediato

Perché lo stipendio è il nemico fiscale

Un elemento cruciale per comprendere la posizione di Elon Musk tasse reddito è la sua rinuncia a uno stipendio tradizionale. Per un cittadino comune, ricevere un salario elevato è un obiettivo, ma per un miliardario lo stipendio è un’inefficienza fiscale. Negli Stati Uniti, i redditi da lavoro più alti possono essere tassati con aliquote federali che sfiorano il 37%, a cui si aggiungono le tasse statali, portando il prelievo totale vicino al 50%.

Musk ha spesso dichiarato di non ricevere uno stipendio fisso in contanti. Al suo posto, riceve complessi pacchetti di stock option. Queste opzioni gli permettono di acquistare azioni a un prezzo prefissato, molto inferiore al valore di mercato. La chiave fiscale è che il possesso di queste opzioni o delle azioni derivanti non genera un debito verso il fisco finché i titoli non vengono liquidati. Vivendo tecnicamente con un reddito monetario pari a zero, Musk si posiziona fuori dal raggio d’azione delle imposte sul reddito ordinarie, pur diventando l’uomo più ricco del mondo grazie alla rivalutazione del suo portafoglio azionario.

Ricevere un compenso in stock option invece di uno stipendio tradizionale permette di eliminare il carico delle imposte sul reddito ordinarie

Borrow: vivere a debito

Se Musk non vende azioni e non riceve stipendio, sorge spontanea la domanda su come faccia a finanziare i suoi investimenti personali, l’acquisto di nuove aziende o il suo stile di vita quotidiano. La risposta risiede nella seconda fase della strategia: Borrow. Invece di vendere titoli per ottenere contanti, Musk utilizza il suo immenso patrimonio come garanzia per ottenere linee di credito dalle grandi banche d’investimento.

Il debito, per definizione, non è considerato reddito. Quando una banca eroga un finanziamento, quei soldi non sono tassabili perché devono essere restituiti. Questo meccanismo trasforma la ricchezza illiquida in potere d’acquisto immediato senza passare per l’Agenzia delle Entrate. La pratica del Buy, Borrow, Die trova qui il suo motore operativo, permettendo al miliardario di mantenere il controllo totale sulle sue aziende mentre spende miliardi presi a prestito.

Il ricorso al debito consente di ottenere liquidità immediata senza generare eventi imponibili agli occhi del fisco

Come funzionano i prestiti garantiti da azioni

Il meccanismo tecnico utilizzato è quello del prestito garantito da azioni. Le istituzioni finanziarie sono estremamente propense a concedere prestiti a individui come Musk, poiché il collaterale offerto è costituito da azioni Tesla, che godono di un’alta liquidità sui mercati internazionali. Poiché il rischio per la banca è relativamente basso (grazie alla sovra-collateralizzazione), i tassi di interesse applicati sono minimi, spesso molto più bassi dell’inflazione o del rendimento annuo atteso delle azioni stesse.

In questo scenario, Musk prende in prestito denaro a un tasso, ad esempio, del 3% o 4%. Se le azioni Tesla crescono del 10% o 20% nello stesso periodo, egli sta effettivamente guadagnando denaro pur essendo tecnicamente indebitato. Questo arbitraggio finanziario è il segreto della crescita esponenziale del suo patrimonio. Finché il valore delle azioni non crolla drasticamente, il ciclo può continuare all’infinito, permettendo di rifinanziare i vecchi debiti con nuovi prestiti basati sul valore aggiornato degli asset. Il risultato è un flusso costante di liquidità a tasse zero.

Le banche concedono linee di credito a tassi agevolati utilizzando i titoli societari come garanzia collaterale solida e liquida

Die: l’elusione fiscale finale

La fase finale della strategia Buy, Borrow, Die è quella che chiude definitivamente il cerchio, rendendo permanente l’evasione legale delle imposte sulle plusvalenze. Se un miliardario vendesse i suoi asset poco prima di morire, dovrebbe pagare miliardi di dollari al fisco. Se invece attende il decesso, il sistema fiscale statunitense offre una via d’uscita eccezionale che resetta completamente il contatore del debito fiscale accumulato durante la vita.

Alla morte del proprietario, gli asset passano agli eredi. In questo passaggio, non solo si evita la tassazione sulle plusvalenze maturate dal defunto, ma si beneficia di una rivalutazione contabile che elimina il carico fiscale latente. Questa è la parte più controversa e potente del piano, poiché assicura che le dinastie industriali possano preservare il capitale intatto attraverso le generazioni.

Il passaggio generazionale degli asset rappresenta l’ultimo passaggio per azzerare definitivamente le tasse sulle plusvalenze maturate in vita

La regola dello “step-up in basis” negli USA

Il cuore normativo di questa fase è lo step-up in basis eredità usa. Questa norma stabilisce che, quando un bene passa in successione, il suo valore fiscale (la “basis”) viene aggiornato al valore di mercato corrente al momento della morte del proprietario originario. Se Musk ha acquistato azioni Tesla a 10 dollari e al momento della sua morte valgono 1.000 dollari, gli eredi riceveranno le azioni con una base fiscale di 1.000 dollari.

Se gli eredi decidessero di vendere le azioni il giorno dopo averle ricevute, la plusvalenza calcolata sarebbe pari a zero (1.000 di prezzo di vendita meno 1.000 di base fiscale aggiornata). Di fatto, i 990 dollari di guadagno maturati durante la vita di Musk non verranno mai tassati da nessuno. Gli eredi potranno quindi utilizzare parte del ricavato della vendita per estinguere i prestiti accumulati da Musk nella fase Borrow, mantenendo il resto del patrimonio pulito e privo di obblighi fiscali arretrati.

Grazie alle leggi americane il valore fiscale dei beni viene aggiornato al momento del decesso eliminando ogni debito tributario per gli eredi

È possibile farlo in Italia?

L’applicazione della strategia Buy, Borrow, Die nel contesto italiano presenta sfide e opportunità differenti rispetto al modello americano. Sebbene i principi della finanza siano universali, il sistema fiscale italiano è meno permissivo su alcuni passaggi chiave, pur offrendo strumenti simili per la gestione dei grandi patrimoni. In Italia, la tassazione sulle rendite finanziarie è fissa al 26%, il che rende comunque attraente l’idea di evitare la vendita dei titoli il più a lungo possibile.

Tuttavia, il quadro delle imposte di successione in Italia è molto generoso rispetto ad altri paesi europei, con aliquote che per i parenti in linea retta si fermano al 4% sopra la franchigia di un milione di euro. Questo rende il “Die” meno punitivo rispetto a giurisdizioni con tasse di successione al 40%, ma manca una norma identica allo step-up in basis americano che azzeri completamente le plusvalenze latenti sui titoli mobiliari in modo così automatico e radicale.

Le normative italiane offrono strumenti simili per la gestione della liquidità ma presentano differenze sostanziali sulla tassazione delle successioni

Il credito su pegno e la tassazione italiana

In Italia è possibile utilizzare lo strumento del credito su pegno o, più comunemente nei segmenti del private banking, il prestito Lombard. Questa soluzione permette a un investitore di ottenere liquidità immediata offrendo in garanzia il proprio portafoglio titoli (azioni, obbligazioni o fondi). Il vantaggio fiscale rimane identico: la somma ricevuta non costituisce reddito e non concorre alla formazione dell’imponibile IRPEF.

Tuttavia, bisogna considerare che in Italia il monitoraggio fiscale è molto stretto e l’abuso del diritto è un concetto giuridico spesso utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per contrastare operazioni che hanno come unico scopo il risparmio fiscale senza una valida ragione economica. Nonostante ciò, per chi possiede grandi patrimoni mobiliari, la strategia di vivere a debito utilizzando le proprie azioni come collaterale resta una via percorribile e legale per ottimizzare il carico fiscale complessivo. La vera differenza rimane la gestione del passaggio generazionale, dove la pianificazione deve essere molto più accurata rispetto alla semplice attesa del decesso prevista dal modello statunitense.

La strategia Buy, Borrow, Die non è solo un trucco contabile, ma una visione filosofica della ricchezza che predilige il controllo degli asset al possesso del contante. Musk e i suoi pari hanno semplicemente portato questa logica alle sue estreme conseguenze, dimostrando come le leggi attuali siano state scritte per tassare il lavoro e il consumo, lasciando ampi spazi di manovra a chi ha la capacità di vivere esclusivamente di capitale.

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