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Pay Yourself First: la regola numero uno del risparmio

L'atto pratico del "Pay Yourself First": mettere da parte una quota fissa delle proprie entrate non appena vengono accreditate, prima ancora di pianificare le spese mensili, per creare una riserva di liquidità intoccabile

Non c’è un solo modo per risparmiare dei soldi a fine mesi, ma ne esistono svariati. L’importante è capire qual è quello più adatto alle nostre necessità e quello che non impatta in modo troppo pesante il nostro portafoglio e ci permette comunque di vivere uno stile di vita dignitoso ed accettabile. Ci sono anche poche e semplici regole da rispettare quando si decide di mettere dei soldi da parte, per un qualunque motivo: una di queste è la pay yourself first, traducibile come “paga prima te stesso“. Ne avevate mai sentito parlare? Ecco tutto quello che dovete assolutamente sapere a riguardo.

Il significato di Pay Yourself First

Persona che inserisce una moneta in un salvadanaio blu su una scrivania bianca,
Sfruttare l’automazione bancaria per proteggere i propri risparmi. Impostare un bonifico ricorrente automatico il giorno dello stipendio elimina la fatica decisionale e consolida la serenità finanziaria nel tempo

Questo metodo consiste nell’isolare una parte delle proprie entrate non appena vengono accreditate, anticipando qualsiasi altra uscita. L’attenzione si sposta così sui traguardi finanziari remoti, come il mantenimento post-lavorativo o la creazione di una riserva di liquidità per gli imprevisti. Trovare le risorse da bloccare non è sempre evidente, in particolare quando il budget mensile è ridotto all’osso; tuttavia, piccoli versamenti sistematici generano un forte impatto nel tempo, consolidando la serenità personale.


L’insegnamento dell’oracolo di Omaha

No, non stiamo parlando di qualche divinità, ma molto più semplicemente dello storico nomignolo con cui l’intera comunità finanziaria chiama Warren Buffett, presidente e amministratore delegato di Berkshire Hathaway. Questo soprannome gli è stato dato perché gli investitori di tutto il mondo seguono quasi religiosamente le sue scelte di mercato e i suoi consigli, e perché Buffett vive e lavora da sempre proprio a Omaha, nel Nebraska.

Buffett è un value investor (cioè un investitore di valore) e un fedele seguace della scuola di Benjamin Graham e David Dodd, i professori della Columbia Business School che nel 1949 pubblicarono la “bibbia” del settore: “L’investitore intelligente”.

Ma cosa c’entra il più grande investitore di tutti i tempi con il nostro salvadanaio? C’entra eccome, perché la sua intera filosofia si basa sull’identificare il valore reale delle cose ed evitare gli sprechi. Buffett analizza i fondamentali di un’azienda (come la redditività e il basso indebitamento) applicando la stessa identica disciplina mentale che serve per gestire il budget personale. La sua massima più celebre, “È molto meglio comprare un’azienda meravigliosa a un prezzo equo che un’azienda equa a un prezzo meraviglioso”, ci ricorda che la stabilità e la qualità futura si costruiscono con scelte oculate e anticipate, non rincorrendo l’impulso del momento.


Non risparmiare ciò che resta dopo aver speso

Il legame più forte tra la mentalità dell’Oracolo di Omaha e la gestione quotidiana dei nostri soldi è tuttavia racchiuso in un’altra delle sue storiche massime, che è diventata il manifesto stesso del Pay Yourself First, ovvero: “Non risparmiare ciò che resta dopo aver speso, ma spendi ciò che resta dopo aver risparmiato.”

La maggior parte delle persone segue un percorso lineare ma fallimentare: Entrate − Spese = Risparmio. Con questa formula, il risparmio è una variabile passiva, un “speriamo che avanzi qualcosa” detto in altre parole. Il problema principale è che quasi sempr l’essere umano tende a espandere le proprie spese fino a coprire tutto il denaro disponibile (la famosa Legge di Parkinson).

Applicando l’insegnamento di Buffett, la prospettiva si ribalta completamente: Entrate − Risparmio = Spese. Il risparmio diventa la priorità assoluta, un costo fisso che paghi a te stesso per il tuo futuro, mentre la spesa si deve obbligatoriamente contrarre per adattarsi a ciò che resta.


Quanto mettere da parte? Le soglie consigliate per i diversi profili di reddito

Non esiste una regola univoca, ovviamente, e tutto dipende dalla propria capacità di spesa e dal proprio reddito. Va da sé che se il nostro stipendio è molto striminzito, soprattutto in un periodo di forte inflazione, riuscire a mettere soldi da parte sarà un’impresa. Esiste però un framework molto noto, il 50-30-20, che può adattarsi abbastanza bene a quasi tutte le situazioni. In base a questa teoria sarebbe necessario spendere:

  • 50% per i bisogni di base: affitto o mutuo, bollette, spesa alimentare, spese mediche e trasporti;
  • 30% per i Desideri: uscite, hobby, abbonamenti, viaggi e svago;
  • 20% per il Risparmio: ecco qui la quota del Pay Yourself First, da destinare a un fondo di emergenza o a investimenti a lungo termine.


Il potere dell’automazione bancaria

Per nostra fortuna, gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi per riuscire a risparmiare sono innumerevoli, e tutti molto semplici e intuitivi. Molte delle app delle nostre banche attualmente offrono ai loro clienti sistemi di automazione che mensilmente mettono da parte una determinata quota per il risparmio.

In questo modo, si elimina del tutto lo sforzo mentale e la disciplina manuale richiesti per arrivare al nostro obiettivo!


Come usare l’home banking per disinnescare la debolezza umana

Un salvadanaio rosso a forma di maialino su un tavolo di legno rustico
I piccoli versamenti sistematici e costanti si accumulano nel tempo su una base solida. Anche quando il budget è ridotto, un approccio metodico garantisce una riserva per gli imprevisti e per i traguardi futuri a lungo termine

La forza di volontà è una risorsa limitata, e i mercati lo sanno bene! Il modo migliore per disinnescare la nostra naturale tendenza a spendere è rendere il risparmio invisibile e automatico.

Detto in altre parole: se non vediamo quei soldi sul nostro conto principale, psicologicamente non li considereremo disponibili per essere spesi.

Ecco come configurare il tuo ecosistema bancario per farlo lavorare al posto nostro:

  1. Scegli un conto di destinazione “fuori mano”: apriamo un secondo conto corrente (magari a zero spese) o un conto deposito separato da quello che usiamo tutti i giorni per la spesa e le bollette. Meglio non collegare nemmeno una carta di debito fisica a questo conto di risparmio, per rendere ancor più difficile l’accesso impulsivo al denaro;
  2. Impostiamo un bonifico ricorrente automatico: accedi al tuo home banking principale e programmiamo un bonifico automatico ricorrente;
  3. Sincronizziamo la data con le nostre entrate: se siamo dei lavoratori dipendenti, possiamo impostare il bonifico automatico il giorno successivo all’accredito dello stipendio (es. il 28 del mese). Se invece siamo freelance o non abbiamo entrate fisse, possiamo impostare un trasferimento automatico più piccolo ma a cadenza settimanale, oppure possiamo prendere l’abitudine di effettuare un trasferimento manuale della nostra quota percentuale fissa esattamente nello stesso istante in cui incassiamo una fattura o riceviamo un pagamento per diritto d’autore.

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