Vi siete lanciati anche voi nel mondo delle cripto Ethereum? Se la risposta a questa domanda è positiva dovreste sapere che dopo il merge – cioè l’aggiornamento dal meccanismo originale Proof-of-Work al Proof-of-Stake – è possibile mettere a rendita i propri token. Per fare staking di Ethereum seguite la nostra semplice guida!
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Come mettere a rendita i token sulla blockchain dopo il Merge

Lo staking di Ethereum consiste nel bloccare i propri token ETH per partecipare alla validazione delle transazioni sulla rete Proof of Stake ricevendo ricompense percentuali annue.
Con sopracitata transizione di Ethereum alla Proof of Stake avvenuta con il Merge, qualsiasi utente, indipendentemente dalla quantità di ETH posseduta, potrà contribuire alla sicurezza dell’infrastruttura e ottenere un rendimento attivo sul proprio capitale.
Fare staking significa di conseguenza impegnare i propri ETH per attivare un software validatore. Il ruolo del validatore è fondamentale per il funzionamento dell’ecosistema: si occupa di archiviare i dati della blockchain, elaborare le transazioni e aggiungere nuovi blocchi. In cambio di questo lavoro, la rete distribuisce nuovi ETH come ricompensa.
I vantaggi dello staking liquido rispetto al blocco tradizionale dei fondi
Questo tipo di attività presenta svariati punti di forza, Ecco i più rilevanti:
- Rendimenti finanziari: in questo modo si ricevono ricompense ogni volta che il nodo raggruppa correttamente le transazioni nei blocchi e verifica il lavoro degli altri validatori;
- Maggiore sicurezza della rete: più il valore complessivo in staking è elevato, più la rete diventa resistente agli attacchi, poiché per manipolarla occorrerebbe controllare la maggioranza assoluta dei nodi (un’operazione che presenta, purtroppo, costi proibitivi);
- Efficienza energetica: rispetto al vecchio meccanismo Proof of Work, lo staking permette ai nodi di funzionare su hardware tradizionali consumando pochissima energia.
Vale inoltre la pena ricordare che rispetto al blocco tradizionale dei fondi, lo stalking liquido include diversi vantaggi, tra cui:
- Il mantenimento della liquidità : a differenza del blocco tradizionale, il token liquido ricevuto rappresenta sia il capitale depositato che i rendimenti accumulati nel tempo;
- L’utilizzo nella DeFi: i token di liquid staking possono essere liberamente trasferiti, venduti o riutilizzati in altri protocolli di finanza decentralizzata (DeFi) per generare rendimenti aggiuntivi;
- Lo sblocco immediato: non occorre attendere i tempi di disattivazione della coda dei validatori della rete: per uscire dallo staking è spesso sufficiente scambiare (swap) il token di liquidità con ETH su un exchange decentralizzato.
C’è inoltre un ultimo aspetto riguardante i token “Eth2” che vale la pena evidenziare: non esiste alcun token nativo denominato “Eth2”. L’unica criptovaluta nativa rimane Ether (ETH). I vari ticket di liquid staking o derivati commerciali sono solo rappresentazioni finanziarie dei fondi in staking gestiti da specifici protocolli o exchange.
Come funzionano i protocolli decentralizzati e i rischi di smart contract
I protocolli di pooled staking decentralizzati utilizzano un’architettura basata su smart contract per raccogliere gli ETH inviati dagli utenti e distribuirli automaticamente a una rete di operatori di nodi fidati o permissionless.
Per quanto questo modello ci aiuti a liberarci dalla necessità di affidarci a un singolo intermediario centralizzato, introduce una serie di rischi specifici che ogni utente deve valutare:
- Rischio di smart contract: i protocolli si basano su codice informatico. Qualora lo smart contract presentasse un bug o una vulnerabilità sfruttabile da un attacco informatico, i fondi depositati nel pool potrebbero essere compromessi;
- Rischio di controparte e di esecuzione: la corretta operatività del pool dipende dalla condotta degli operatori di nodi scelti dal protocollo;
- Sanzioni di rete e slashing: se un operatore di nodo commette gravi errori o violazioni delle regole del consenso, la rete Ethereum applica una sanzione finanziaria o una penalità per disconnessione (offline) che riducono il saldo complessivo di ETH del pool;
- Rischio di de-peg del token: in momenti di forte volatilità di mercato, il valore del token di liquidità (come ad esempio gli stETH) potrebbe momentaneamente scostarsi dal prezzo di 1 ETH sui mercati secondari.
Rendimento atteso e vincoli di prelievo dello staking

Per concludere, analizziamo in modo schematico i requisiti, i rendimenti attesi e i profili di rischio associati alle diverse opzioni di staking ad oggi disponibili su Ethereum.
| Modalità | Rendimento atteso (APR) | Vincoli di capitale e prelievo | Rischi principali |
| Home Staking | Massimo (100% delle ricompense del protocollo) | Vincoli di capitale e prelievo; • Prelievi diretti abilitati dall’aggiornamento Shanghai/Capella. | • Penalità per disconnessione offline. • Slashing per comportamenti malevoli. • Gestione dell’hardware. |
| Staking as a Service | Alto (Ricompense di rete meno la quota mensile del servizio) | • Deposito fisso di 32 ETH. • Mantenimento delle chiavi di prelievo personali. | • Rischio di controparte del provider. • Affidamento delle chiavi di firma a terzi. |
| Pooled / Liquid Staking | Variabile (Ricompense nette distribuite in base alla quota nel pool) | • Nessun minimo (a partire da 0,01 ETH). • Liquidità immediata tramite scambio di token. | • Rischio di vulnerabilità degli smart contract. • Rischio di fluttuazione del prezzo del token liquido. |
| Exchange Centralizzati | Ridotto (Applicazione di commissioni di trattenuta da parte della piattaforma) | • Nessun minimo richiesto. • Prelievi soggetti alle tempistiche e politiche dell’exchange. | • Rischio di custodia centralizzata (fallimento dell’exchange). • Rischio di dipendenza da un unico punto di vulnerabilità . |
Attenzione, vale la pena fare un’ultima precisazione: a partire dall’aggiornamento Shanghai/Capella, i prelievi dal saldo dei validatori sono pienamente operativi. Gli staker possono riscattare sia le ricompense accumulate sia, in caso di uscita completa del validatore, il capitale depositato, con i fondi inviati all’indirizzo di prelievo (withdrawal address) associato al validatore.