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IRES Start up Innovative: le agevolazioni per le società tecnologiche che producono utili

Un giovane imprenditore mostra un cartello con la scritta startup: scopri i requisiti normativi e le agevolazioni fiscali per iscrivere una società tecnologica al registro speciale.

L’esplosione del settore dell‘IA (e non solo) ha aperto in questi ultimi anni enormi possibilità alla nascita e alla crescita di startup innovative, capaci con risorse di limitate di cambiare il modo con cui interagiamo con la realtà intorno a noi. Se anche voi, come molti altri, avete aperto un’attività simile di recente sappiate che in Italia avete la possibilità di accedere ad alcuni vantaggi fiscali. In questo articolo, a proposito, vi parleremo dell’IRES per le startup in ambito tech che generano utili.

Le agevolazioni fiscali per le società tecnologiche iscritte al registro speciale

Ragazzo seduto su una scrivania in riunione
Un manager di startup confronta strategie e rendicontazione fiscale in riunione: il divieto di distribuzione dei dividendi e l’obbligo di reinvestire interamente gli utili.

Il quadro normativo italiano, introdotto con il DL n° 179/2012 e ampliato con il DL n° 3/2015 per le PMI innovative, garantisce un regime di favore per stimolare lo sviluppo tecnologico. Le agevolazioni non riguardano solo la gestione quotidiana dell’impresa, ma anche e soprattutto gli incentivi per chi decide di investire capitale di rischio in queste realtà. Tra questi ricordiamo.

  • Incentivi per investitori persone fisiche (IRPEF): chi investe in una startup o PMI innovativa può beneficiare di una detrazione IRPEF ordinaria del 30% (fino a un massimo di 1 milione di euro di investimento annuo). In alternativa, in regime de minimis (Regolamento UE 2023/2831), è prevista una detrazione potenziata al 50% su un investimento massimo di 100.000 euro per le startup (300.000 euro per le PMI innovative), previa richiesta sulla piattaforma del MIMIT;
  • Incentivi per investitori societari (IRES): le società e i soggetti IRES che investono nel capitale di rischio possono dedurre dal proprio reddito imponibile il 30% dell’importo investito, fino a un tetto massimo di 1,8 milioni di euro per ciascun periodo d’imposta;
  • Esenzione plusvalenze (Capital Gains): le plusvalenze realizzate da persone fisiche che cedono partecipazioni in startup/PMI innovative (acquisite tra il 1° giugno 2021 e il 31 dicembre 2025 e mantenute per almeno 3 anni) sono totalmente esenti da tassazione. L’esenzione vale anche se le plusvalenze derivanti dalla vendita di altre società commerciali vengono integralmente reinvestite in una startup innovativa entro 12 mesi;
  • Piani di incentivo (Stock Option e Work for Equity): la remunerazione di collaboratori, dipendenti e consulenti tramite azioni, quote o diritti di opzione non concorre alla formazione del reddito imponibile del lavoratore, risultando totalmente esente sia a fini fiscali sia contributivi.
  • Cessione delle perdite a società quotate: nei primi tre anni di attività, la startup può cedere a titolo oneroso le proprie perdite fiscali a “società sponsor” quotate che detengano almeno il 20% del capitale, consentendo a queste ultime di compensarle direttamente dal proprio reddito.
  • Accesso al Fondo di Garanzia PMI: è previsto un accesso diretto e gratuito al Fondo di Garanzia per i prestiti bancari fino all’80% (max 5 milioni di euro), che per le startup innovative e incubatori certificati avviene in modo automatico senza valutazione del merito creditizio.

Il divieto assoluto di distribuire i dividendi ai soci fondatori

Tra i requisiti essenziali previsti dalla normativa italiana (lo stabiliscono l’art. 25, comma 2, lett. e il D.L. 179/2012) figura il divieto formale e assoluto di distribuire dividendi ai soci per tutta la durata in cui l’impresa mantiene lo status di startup innovativa (fino a un massimo di 5 anni dalla costituzione).

Detto in altre parole i fondatori, i soci iniziali e gli eventuali investitori non possono incassare gli utili generati dall’attività sotto forma di dividendi o rendimenti finanziari diretti. Tale misura è stata pensata dal legislatore per garantire che le risorse finanziarie prodotte nella fase di avvio rimangano protette e destinate esclusivamente al rafforzamento della struttura aziendale e patrimoniale dell’impresa.

Come la normativa impone di reinvestire integralmente tutti gli utili all’interno dell’azienda per non perdere lo status di startup innovativa

L’inverso del divieto di distribuzione dei dividendi è l’obbligo stringente di reinvestire il 100% degli utili netti conseguiti all’interno della società. La legge impone infatti che qualsiasi utile d’esercizio sia destinato ad accantonamento o al finanziamento delle attività d’impresa, come la ricerca e sviluppo, l’acquisto di beni strumentali ad alto contenuto tecnologico o l‘assunzione di nuove risorse.

Se l’assemblea dei soci dovesse deliberare una distribuzione anche parziale dei profitti, la società decadrebbe immediatamente dal registro speciale delle startup innovative, perdendo con effetto istantaneo tutti i benefici fiscali, tributari e camerali connessi allo status.

Vantaggi camerali e tributari per i primi cinque anni di vita

Al di sotto di un tot di anni di attività per le nuove realtà imprenditoriali ci sono dei vantaggi di naturale fiscale di non poco conto. Vediamoli insieme in modo schematico qui di seguito.

Tipologia di vantaggioApplicazione per Start-up InnovativeApplicazione per PMI InnovativeImpatto e Beneficio Pratico
Diritto annuale cameraleEsonero totale per i primi 5 anni dalla costituzione.Non applicabile (dovuto regolarmente).Abbattimento dei costi fissi d’impresa nei primi anni di attività.
Diritti di segreteriaEsonero totale per gli adempimenti al Registro delle Imprese.Non applicabile (dovuti regolarmente).Azzeramento dei costi burocratici per modifiche societarie e depositi.
Imposta di bolloEsonero totale per gli adempimenti presso il Registro Imprese.Esonero totale (per tutto il periodo di mantenimento dei requisiti).Risparmio fiscale diretto su ogni adempimento o pratica societaria.
Disciplina società di comodoNon si applica il test di operatività per i primi 5 anni.Non si applica finché si mantengono i requisiti di legge.Nessuna penalizzazione in caso di ricavi ridotti o non congrui (niente reddito minimo o maggiorazioni IRES/IRAP).

I crediti di imposta utilizzabili in compensazione sui modelli F24

Per agevolare la gestione della liquidità aziendale durante la fase più intensa di investimenti in innovazione, la normativa prevede importanti semplificazioni in materia di IVA:

  • Compensazione orizzontale su F24: mentre la regola generale richiede l’apposizione del visto di conformità per compensare crediti IVA superiori a 5.000 euro, per le startup innovative questa soglia viene elevata a 50.000 euro. Ciò consente di utilizzare in compensazione i crediti d’imposta sul modello F24 con molta più agilità e senza costi di visto da parte di professionisti abilitati;
  • Svincolo dalle garanzie patrimoniali per i rimborsi: le startup innovative sono esonerate dall’obbligo di prestare la garanzia patrimoniale solitamente richiesta per i rimborsi del credito IVA che superano l’importo di 30.000 euro annui.

Il recupero delle spese sostenute per assumere personale altamente qualificato o dottori di ricerca

Gruppo di lavoro e ricercatori qualificati al lavoro in una piccola azienda tecnologica
Team di lavoro e personale altamente qualificato al lavoro: come sfruttare i crediti d’imposta sul modello F24 per l’assunzione di dottori di ricerca e talenti

Non è pensabile poter far crescere la propria attività innovativa senza investire in un capitale umano davvero d’eccellenza. Per raggiungere questo obiettivo, non facile, la normativa italiana prevede alcuni incentivi specifici:

  • Integrazione dei requisiti di legge: l’impiego di personale qualificato rappresenta uno dei tre criteri alternativi per accedere ed essere iscritti alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Nel dettaglio, la società deve impiegare per almeno un terzo della forza lavoro dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure per almeno due terzi personale in possesso di laurea magistrale;
  • Credito d’imposta per la Ricerca e Sviluppo (R&S): le spese sostenute per il personale altamente qualificato impiegato in attività di R&S, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica beneficiano di aliquote di credito d’imposta maggiorate. I costi aziendali legati a ricercatori e tecnici direttamente coinvolti nei progetti di innovazione rientrano tra la spesa ammissibile per compensare direttamente contributi e imposte sul modello F24;
  • Esenzione fiscale tramite Work for Equity: come visto per i piani di incentivazione, l’assegnazione di quote societarie, azioni o stock option a favore di dipendenti e collaboratori ad altissima qualifica professionale non concorre alla formazione del loro reddito imponibile. Ciò consente alla startup di attrarre e fidelizzare i migliori talenti fisici o scientifici offrendo partecipazione al capitale anziché soli incentivi retributivi liquidi, azzerando di conseguenza l’impatto fiscale e contributivo sull’assegnazione iniziale.

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