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Scontro in piazza: Giuseppe Conte contestato:”Anche con il tuo governo ci manganellavano!”

Giuseppe Conte e Antonio Tajani

Quella che, forse, Giuseppe Conte, pregustava come un’opportunità per avvicinarsi agli studenti e guadagnare sostegno elettorale, si è rivelato, nei fatti, l’esatto opposto. Il rischio boomerang è in effetti piuttosto elevato in seguito a quanto è avvenuto a Roma, durante lo scorso weekend, nel quale numerosi studenti e giovani sono scesi in piazza, in numerose città italiane, per manifestare la propria solidarietà ai ragazzi pisani manganellati dalle Forze dell’Ordine durante il loro corteo a favore della Palestina di venerdì 23 febbraio.

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La manifestazione romana

Attraversiamo un periodo di fermento giovanile. La maggior parte delle associazioni studentesche e dei centri sociali si professa dichiaramente contro l’operazione militare che Israele sta portando avanti in Palestina, in risposta ai vili attacchi terroristici compiuti da Hamas nello scorso ottobre.

La forza con cui l’ IDF (The Israel Defence Forces) ha risposto all’agguato durante il rave party e l’escalation di violenza sul confine con Gaza, è infatti giudicata spropositato. Da oltre 4 mesi le reti studentesche portano avanti cortei a favore dei civili palestinesi, che muoiono a decine ogni giorno, sotto le bombe israeliane. Anche in Toscana sono state indette simili manifestazioni, venerdì scorso, nelle città di Pisa e Firenze. In tali occasioni, le Forze dell’Ordine hanno risposto caricando alcuni studenti liceali, giudicati violenti.

Per dimostrare solidarietà ai manifestanti colpiti, gli appartenenti alla rete studentesca denominata Cambiare Rotta, hanno sfilato di fronte al Teatro dell’Opera di Roma, vicino al Viminale, nella giornata di domenica. Alcuni di loro, dopo aver sfondato i cordoni di sicurezza, sono arrivati fino alla sede del Ministero dell’Interno. Da lì, hanno chiesto a gran voce le dimissioni di Matteo Piantedosi.

Durante il pomeriggio, l’ex presidente del Consiglio dei Ministri e oggi leader di un Movimento 5 Stelle in profonda ricostruzione, Giuseppe Conte, ha raggiunto il corteo – ovviamente con telecamere al seguito – per manifestare sostegno e vicinanza a chi era sceso in piazza. Probabilmente, Conte si attendeva un’accoglienza ben diversa.

Giuseppe Conte: una manifestazione pro-Palestina
Le manifestazioni a favore della Palestina si stanno tenendo in tutta Europa ormai da mesi

La contestazione contro Giuseppe Conte

Che cosa è successo? Giuseppe Conte ha vissuto un brutto quarto d’ora, durante quella manifestazione. L’ex premier, intervistato dai giornalisti RAI, ha espresso a favor di microfono il suo sdegno contro le Forze dell’Ordine servitrici del potere, che, secondo la sua analisi, erano state incaricate dal Ministro dell’Interno di intimidire i giovani manifestanti, rei di essersi schierati contro quella che è la posizione ufficiale del governo italiano, ovvero il diritto di Israele di difendersi. Il nostro esecutivo ha talvolta sottolineato come lo spargimento di sangue a Gaza sia eccessivo, ma sempre debolmente. Nessun esponente della maggioranza ha mai preso una posizione netta a favore dei civili palestinesi che sono, di fatto, imprigionati sul territorio della Striscia, e vivono all’interno di una pentola a pressione pronta a esplodere.

L’intervento di Conte non deve stupire. Si tratta di un rappresentante in vista dell’opposizione e una strategia come quella di mettersi in mostra, porgendo la mano a giovani che difficilmente condivideranno le decisioni di Giorgia Meloni e dei suoi Ministri, è prevedibile. Normalmente, chi manifesta contro una parte politica è facile alleato di chi avversa la stessa compagine tra i banchi del Parlamento. Normalmente. Come ha però appreso domenica Giuseppe Conte, non è sempre questo il caso.

Durante il pomeriggio, infatti, dopo che il leader del Movimento aveva condannato le cariche di cui le forze di polizia si sono rese protagoniste in Toscana, è stato avvicinato da una parte degli studenti, che ha iniziato a contestarlo e cercato il confronto con lui. Uno di loro, in particolare, ha preso la parola con veemenza e ha accusato l’ex primo ministro:

“Il governo in cui eri in maggioranza con il Partito Democratico, la tua democrazia, mi ha aperto la testa! Mi hanno dovuto mettere i punti in testa perché manifestavo per un ragazzo morto…”

Giuseppe Conte, nel frattempo, stava parlando con altri manifestanti, più calmi, ma si è visto costretto a rispondere e ha affermato:

“Sei un prepotente, io sto rispondendo al tuo amico. Avrei mandato i manganelli? Ma tu sei fuori di testa, ragazzo!”

Giuseppe Conte e il possibile effetto boomerang

La domenica trionfale di Conte, dunque, si è rivelata l’esatto contrario. Il leader politico era sceso in piazza, forse, a seguito di un calcolo preciso: così facendo avrebbe avuto modo di attaccare il governo in un contesto avverso a Meloni e al suo operato, rafforzando il suo ruolo di oppositore di spicco e, magari, guadagnando qualche consenso.

Il ragazzo che lo ha accusato di essersi macchiato delle stesse azioni, però, potrebbe aver innescato una reazione diversa, generando inimicizia tra la piazza e Giuseppe Conte. Con ogni probabilità, infatti, gli studenti si schiereranno con il loro collega. Non certo con l’ex premier.

Nel periodo di avvicinamento alle tornate elettorali primaverili, numerosi esponenti politici cercano di tirare acqua al loro proverbiale mulino. Questa iniziativa aveva esattamente tale scopo. Il rischio che questo sviluppo possa rivelarsi nocivo per Giuseppe Conte, specie in un serbatoio elettorale importante come quello degli studenti proattivi e attenti alla politica, è concreto.

Tralasciando quanto accadrà a Conte nel suo futuro, quello di cui dobbiamo prendere atto è che, indipendentemente da chi sia al potere, le Forze dell’Ordine finiscono troppo spesso per far parlare i manganelli.

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