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Meccanismo europeo di stabilità: ruolo e funzionamento nel contesto europeo

cos'è il meccanismo europeo di stabilità

Nell’ultimo periodo si è riaccesa la battaglia politica sul Mes. Ma cos’è il Meccanismo europeo di stabilità e perché vi sono visioni opposte?

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati, è un accordo intergovernativo tra i paesi dell’eurozona ed è nato come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro. È stato istituito nel 2012 in sostituzione di due strumenti transitori di stabilizzazione finanziaria: il Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) e il Fondo europeo di stabilizzazione macroeconomica (ESMF).

In sostanza per sapere cos’è il meccanismo europeo di stabilità basti pensare che è stato istituito durante la crisi finanziaria greca. Infatti, il suo obiettivo principale è quello di fornire assistenza finanziaria ai Paesi dell’Eurozona che si trovano in difficoltà economiche e che hanno gravi problemi di finanziamento. L’assistenza viene concessa solo per salvaguardare la stabilità finanziaria dell’intera eurozona e dei paesi membri.

cos'è il meccanismo europeo di stabilità
bandiera unione europea

Cos’è il meccanismo europeo di stabilità e come funziona

Il Mes può concedere assistenza finanziaria ai Paesi dell’Eurozona in due modi:

Assistenza finanziaria precauzionale: il MES può concedere assistenza finanziaria a un Paese dell’Eurozona che non si trova attualmente in difficoltà economiche, ma che è a rischio di una crisi finanziaria. Questa assistenza finanziaria può essere concessa per aiutare il Paese a prevenire una crisi finanziaria.

Assistenza finanziaria per la crisi: il MES può concedere assistenza finanziaria a un Paese dell’Eurozona che si trova già in una crisi finanziaria. Questa assistenza finanziaria può essere concessa per aiutare il Paese a superare la crisi finanziaria.

L’assistenza finanziaria del MES è concessa sotto precise condizioni, che devono essere concordate tra il MES e il Paese che riceve l’assistenza. Queste condizioni possono includere:

Riforma delle politiche economiche: il Paese che riceve l’assistenza deve impegnarsi a riformare le proprie politiche economiche per migliorare la propria situazione finanziaria.

Riduzione del debito pubblico: il Paese che riceve l’assistenza deve impegnarsi a ridurre il proprio debito pubblico.

Supervisione del MES: supervisiona l’attuazione delle condizioni da parte del Paese che riceve l’assistenza.

Il Mes è stato utilizzato per fornire assistenza finanziaria a diversi Paesi dell’Eurozona, tra cui Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna per prevenire crisi finanziarie più gravi all’interno dell’Eurozona.

Il Mes può concedere prestiti ai paesi in difficoltà o addirittura, come nel caso della Spagna, ricapitalizzare le banche. Altri strumenti come acquisizione di titoli e ricapitalizzazione diretta non sono mai stati usati dai paesi che hanno ratificato lo strumento. Per accedere al credito del Mes bisogna avere un rapporto debito/Pil superiore al 60% per cui il Paese sarà obbligato ad adottare misure correttive e rientrare nei parametri.

Ma cos’è il meccanismo europeo di stabilità e chi lo finanzia? Il Mes viene finanziato dagli stessi stati membri con una percentuale basata sulla loro potenza economica. Ad esempio, la Germania contribuisce con il 27,1%, la Francia (20,3%) mentre l’Italia con il 17,9% con 14 miliardi, terzo partner dopo Francia e Germania. Nel complesso sono stati versati circa 80 miliardi. La sua capacità di prestito ammonta a 500 miliardi.

Cos’è la riforma del Mes?

Dal 2019 si è iniziato a parlare di modifiche al meccanismo europeo di stabilità, il dibattito poi è slittato a causa della pandemia. Nel 2021 il Consiglio Ue ha apportato alcune modifiche al Mes senza cambiare l’obiettivo e lo scopo dello strumento. La riforma del Mes ha facilitato le condizioni per ottenere gli aiuti e lo ha reso utilizzabile come rete di sicurezza nei casi di crisi bancarie.

Oltre a conoscere cos’è il meccanismo europeo di stabilità è importante sapere cosa la riforma prevede, cioè un uso più efficiente ed efficace dello strumento e avere una maggiore resilienza dell’eurozona. Con la riforma per la linea di credito precauzionale non serve più il Memorandum of understanding e il rapporto Pil/deficit sotto il 3%. Il debito dovrà scendere in media annua dello 0,5% nel periodo di proiezione per i Paesi con un debito tra il 60 e il 90% del Pil, e dell’1% per quelli oltre il 90%. Il periodo di aggiustamento viene invece esteso di 10 anni, rispetto al testo proposto, e sale da un minimo di 14 a un massimo di 17 anni.

Il governo Conte 2 all’epoca ha dato la sua conferma alla riforma del Consiglio Ue ma resta ancora l’unico paese che non ha ancora ratificato il Mes. Senza la ratifica dell’Italia, il mes continua ad esistere ma con le vecchie regole.

banconote di euro
banconote di euro di vario taglio

La contrarietà della premier Meloni al Mes

La premier Giorgia Meloni ha dichiarato più volte di essere contraria all’istituzione del Mes. Pur sapendo cos’è il meccanismo europeo di stabilità e gli impegni presi dall’Italia nei governi scorsi, la premier ha negato la possibilità di accedere al Mes. Il motivo è che il Consiglio dei Governatori composto dai 19 Ministri delle finanze dell’area dell’euro che decide all’unanimità tutte le principali decisioni, potrebbe chiedere ai paesi che accedono al Mes di ristrutturare il proprio debito pubblico favorendo la speculazione su quei paesi, già economicamente deboli.

Secondo la presidente del Consiglio, è questo il motivo per cui nessun paese, nonostante le difficoltà, vi acceda con facilità. Meloni sa cos’è il meccanismo europeo di stabilità e gli impegni che ha preso l’Italia ma sottolinea che questo strumento è a favore dei paesi più forti e a danno di quelli più fragili.

Il Mes può concedere assistenza finanziaria ai Paesi dell’Eurozona che si trovano in difficoltà economiche, ma queste condizioni sono spesso molto stringenti e possono portare a un aumento del debito pubblico e a una riduzione dei diritti dei lavoratori. Inoltre, non lo ritiene uno strumento necessario per la stabilità economica dell’Eurozona che può essere stabile e solida anche senza questo fondo salva stati che servirebbe soltanto ai paesi forti, i cosiddetti falchi, a imporre regole e politiche economiche agli altri.

Se dal 2019 ad oggi la ratifica ancora non è arrivata da parte dell’Italia è perché i partiti non sono mai stati uniti su questo argomento. Il M5S di Conte è stato prima contrario poi a favore, il governo Draghi sostenuto da una maggioranza arcobaleno (tranne FdI) non è riuscita a trovare un accordo per contrarietà della Lega. A spingere per la ratifica sono Pd e il centro di Azione e Italia Viva. Ora si attende di capire la premier Meloni come avrà intenzione di muoversi sul Mes.

Negli ultimi giorni c’è stato il botta e risposta tra la premier Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein che insiste che venga ratificato immediatamente il Mes perché così si tiene il resto dell’Ue bloccata. La premier ha risposto che forse Schlein non sa cos’è il meccanismo europeo di stabilità e che i paesi possono accedervi anche senza la ratifica.

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