Quando si parla di quanto guadagna un arbitro di Serie A, è fondamentale chiarire che non esiste uno stipendio unico valido per tutti. Il compenso degli arbitri italiani che operano nella massima serie è il risultato di una struttura articolata, costruita su più livelli di remunerazione e strettamente legata all’esperienza, al ruolo ricoperto e al numero di designazioni stagionali.
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Nel 2026, i guadagni di un arbitro di Serie A si compongono di una parte fissa annuale, riconosciuta dall’AIA e collegata ai diritti d’immagine, e di una parte variabile, costituita dai gettoni di presenza per ogni gara diretta o seguita al VAR. Questo sistema consente una certa stabilità economica, ma allo stesso tempo premia gli arbitri più utilizzati e quelli inseriti nei quadri internazionali.
Un arbitro internazionale può superare i 200.000 euro lordi annui, sommando tutte le voci retributive, mentre un esordiente appena promosso in Serie A parte da una base molto più contenuta, intorno ai 40.000 euro, a cui si aggiungono i compensi per le singole partite. Capire quanto guadagna un arbitro di Serie A significa quindi analizzare nel dettaglio ogni componente del compenso.
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La parte fissa: i diritti d’immagine annuali
La parte fissa rappresenta la base economica garantita a ogni arbitro inserito nell’organico della Serie A. Questa somma viene riconosciuta annualmente e non dipende dal numero di partite effettivamente arbitrate nel corso della stagione. La sua funzione principale è assicurare continuità reddituale anche nei periodi di minore utilizzo.
Dal punto di vista formale, questa voce è collegata ai diritti immagine arbitri AIA, ovvero alla cessione dell’immagine personale dell’arbitro all’Associazione Italiana Arbitri e agli sponsor tecnici federali. È un elemento centrale del sistema retributivo e distingue nettamente la professione arbitrale da quella di altri ufficiali sportivi dilettantistici.

Fasce di reddito per anzianità (internazionali vs esordienti)
La quota fissa non è uguale per tutti, ma varia in base all’anzianità e al curriculum dell’arbitro. Nel 2026 le fasce di reddito risultano sostanzialmente strutturate su tre livelli.
Gli arbitri esordienti, ovvero coloro che sono stati appena promossi dalla Serie B, percepiscono una parte fissa che si aggira intorno ai 30.000 euro lordi annui. Si tratta di una cifra iniziale, destinata a crescere rapidamente con l’aumentare delle presenze e delle stagioni disputate nella massima serie.
Gli arbitri con esperienza consolidata in Serie A, ma non inseriti nei quadri internazionali, ricevono una quota fissa intermedia, generalmente compresa tra 50.000 e 70.000 euro lordi. Questa fascia riguarda la maggioranza degli arbitri stabilmente utilizzati nel campionato.
Al vertice si collocano gli arbitri internazionali, ovvero quelli designati anche per competizioni UEFA e FIFA. Per loro, la parte fissa può arrivare fino a 90.000 euro lordi annui, rappresentando il livello massimo garantito dall’AIA sul piano nazionale. È proprio questa categoria che contribuisce a innalzare sensibilmente la media quando si discute di quanto guadagna un arbitro di Serie A.
Il contratto di cessione diritti d’immagine
La parte fissa non è qualificata come stipendio tradizionale. Tecnicamente, deriva da un contratto di cessione dei diritti d’immagine, attraverso il quale l’arbitro autorizza l’utilizzo della propria immagine in ambito istituzionale, promozionale e commerciale.
Questa cessione riguarda in particolare la presenza di sponsor sulla divisa arbitrale, le comunicazioni ufficiali e le iniziative federali. I diritti immagine arbitri AIA rappresentano quindi una forma di compenso legata alla visibilità e al ruolo pubblico dell’arbitro, piuttosto che alla singola prestazione sportiva.

Il gettone di presenza: quanto vale una partita
Accanto alla quota fissa, il gettone di presenza Serie A è la voce che incide maggiormente sul guadagno finale. Si tratta del compenso riconosciuto per ogni gara ufficiale, ed è direttamente proporzionale al numero di designazioni ricevute nel corso della stagione.
Il gettone rappresenta il vero elemento variabile della retribuzione e può fare la differenza tra un reddito medio e uno particolarmente elevato, soprattutto per gli arbitri centrali più utilizzati.
Importo gettone arbitro centrale (3.800€-4.000€)
Nel 2026, l’arbitro centrale di una partita di Serie A percepisce un compenso che oscilla tra 3.800 e 4.000 euro lordi per ogni match diretto. La cifra è sostanzialmente uniforme e non varia in base all’importanza della gara o al blasone delle squadre coinvolte.
Un arbitro che dirige 15-20 partite in una stagione può quindi incassare tra 60.000 e 80.000 euro solo dai gettoni, che si sommano alla parte fissa. Questo spiega perché, nel calcolo complessivo di quanto guadagna un arbitro di Serie A, la continuità delle designazioni sia determinante.
Importo gettone assistenti e quarto uomo
I compensi sono differenti per gli altri ufficiali di gara, in proporzione alle responsabilità ricoperte. Gli assistenti arbitrali percepiscono in media circa 1.400 euro lordi a partita, mentre il quarto ufficiale riceve un compenso più contenuto, generalmente intorno ai 500 euro.
Anche queste figure, se impiegate con regolarità, possono comunque raggiungere guadagni annui significativi, pur restando inferiori rispetto a quelli dell’arbitro centrale.

Quanto guadagnano gli addetti al VAR
L’introduzione del VAR ha inciso in modo rilevante sui compensi arbitrali, creando una nuova fonte di reddito per gli ufficiali specializzati. I guadagni arbitri VAR rappresentano oggi una componente strutturale del sistema, non più marginale.
Molti arbitri alternano il ruolo in campo con quello in sala VAR, aumentando il numero complessivo di presenze retribuite e, di conseguenza, il reddito stagionale.
Compenso per VAR e AVAR (1.700€ e 800€)
Nel 2026, il compenso per una designazione come VAR è pari a circa 1.700 euro lordi per partita, mentre l’AVAR percepisce circa 800 euro lordi. Queste cifre, sommate ai gettoni tradizionali, possono incidere in modo rilevante sul totale annuo.
Per gli arbitri più esperti, soprattutto quelli non più impiegati con continuità come centrali, il VAR rappresenta una risorsa economica stabile. È anche per questo motivo che lo stipendio arbitro calcio internazionale risulta spesso più elevato: alle competizioni nazionali si aggiungono incarichi tecnologici e designazioni estere.

Quanto può guadagnare un arbitro di Serie A nel 2026
Sommando parte fissa, gettoni partita e compensi VAR, nel 2026 un arbitro di Serie A può collocarsi in fasce di reddito molto diverse. Un esordiente difficilmente supera i 70.000 euro lordi annui, mentre un arbitro stabilmente impiegato può raggiungere 120.000-150.000 euro.
Gli arbitri internazionali, grazie all’elevata parte fissa e al numero di incarichi, possono superare i 200.000 euro lordi, confermando come il ruolo arbitrale, ai massimi livelli, sia oggi una professione altamente specializzata e strutturata.