x

x

Vai al contenuto
Messaggio pubblicitario

Stipendi Piloti Formula 1: chi guadagna di più e gli sponsor milionari

Stipendi Piloti Formula 1: chi guadagna di più e gli sponsor milionari

Quali sono gli stipendi dei piloti di Formula 1 ad oggi e quali sono i protagonisti delle piste che attualmente guadagnano di più? Come potrete immaginare, il patrimonio di un pilota medio di F1 è di tutto rispetto, ma ci sono alcuni nomi in particolare che possono essere definiti “Paperoni” del settore più di altri. Ecco tutte le curiosità a riguardo.

Il circo dei milionari: come funzionano i contratti in F1

Il circo dei milionari: come funzionano i contratti in F1 (nella parte in cui si parla di investimenti ingegneristici)
Il circo dei milionari: scopri gli stipendi da capogiro della F1 fuori dal budget cap e il peso degli sponsor personali nell’era moderna

La struttura retributiva dei piloti moderni è un sistema più complesso di quello che molti potrebbero pensare, ed è composto da una base fissa, bonus legati ai risultati, diritti d’immagine e clausole di recesso blindate. I top team offrono una cifra fissa garantita, a cui si aggiungono bonus prestazionali (dei “premi di produzione”, in sostanza) astronomici a dir poco: basti pensare che ogni punto conquistato, ogni podio e, soprattutto, la vittoria del Campionato Mondiale Piloti o Costruttori sbloccano payout milionari.

Con l’introduzione del budget cap (che sarebbe il tetto di spesa imposto alle scuderie per livellare le prestazioni delle monoposto), il mercato dei piloti ha subito una mutazione interessante: gli stipendi dei piloti, insieme a quelli dei tre membri più pagati dello staff tecnico, sono infatti esclusi dal tetto massimo di spesa. Detto in altre parole: le scuderie di prima fascia possono continuare a spendere cifre folli per assicurarsi i migliori talenti del pianeta senza intaccare i fondi destinati allo sviluppo ingegneristico della vettura. Il pilota, insomma, è rimasto l’investimento illimitato per eccellenza.


La classifica dei paperoni: Verstappen, Hamilton e Leclerc

Al momento sono sostanzialmente tre i profili che, da soli, muovono economie paragonabili a quelle di piccoli club calcistici europei. Vediamoli insieme nel dettaglio.


Il contratto record di Max Verstappen con Red Bull

Max Verstappen detiene lo scettro del pilota più pagato della griglia grazie a un accordo a lungo termine con Red Bull Racing che si estenderà fino al 2028. Il pilota olandese percepisce un ingaggio base stimato intorno ai 55 milioni di dollari a stagione.

Ciò che rende il suo contratto un unicum nel settore è la facilità con cui capitalizza i bonus di vittoria, grazie alla competitività storica della scuderia di Milton Keynes. Il sodalizio con Red Bull rappresenta un’incredibile macchina da soldi che è stata strutturata per blindare il talento più cristallino della sua generazione prima che le sirene della concorrenza potessero tentarlo.


La mossa di Lewis Hamilton in Ferrari

La transizione di Lewis Hamilton nel circuito di Maranello è forse l’operazione di mercato più clamorosa del decennio, dal punto di vista sportivo e soprattutto finanziario. Il sette volte campione del mondo ha siglato con la scuderia Ferrari un accordo pluriennale da oltre 50 milioni di dollari all’anno (sui suoi guadagni vi invitiamo a recuperare questo approfondimento su Affari e Finanza).

L’operazione guidata da John Elkann aveva però un respiro molto più ampio del semplice ingaggio sportivo: l’accordo – secondo diverse indiscrezioni – prevedeva fin da subito la creazione di un fondo di investimento congiunto e progetti di diversificazione legati alla moda, alla sostenibilità e all’inclusione. Per Hamilton, la Ferrari non è solo l’ultimo grande cockpit di carriera, ma la piattaforma definitiva per consolidare il suo impero economico post-ritiro.

Il blindatissimo rinnovo di Charles Leclerc con la Rossa

Se l’arrivo di Hamilton ha fatto saltare il banco, la Ferrari ha parallelamente blindato il suo “Predestinato”, se così lo vogliamo chiamare. Con il recente rinnovo contrattuale a lungo termine, Charles Leclerc ha visto il suo ingaggio fare un salto quantico, assestandosi – secondo le stime – su una base di circa 34 milioni di dollari a stagione, destinata a salire progressivamente fino a toccare i 50 milioni di dollari negli anni successivi.

Questa mossa finanziaria senza precedenti ha portato il monte ingaggi dei piloti di Maranello a superare la soglia storica dei 100 milioni complessivi, rendendo la scuderia italiana la più spendacciona (e ambiziosa) della griglia.


Oltre la pista: i veri soldi arrivano dagli Endorsement

Se è pur vero che i contratti a sei zeri con le scuderie coprono la vita professionale all’interno dei circuiti, una parte importante della ricchezza per un pilota moderno si sviluppa al di fuori del paddock. La Formula 1 globale, trainata dal boom multimediale di piattaforme streaming e social network, ha trasformato gli atleti in star del web e brand viventi.


Il ruolo degli sponsor personali e come alcuni piloti portino soldi alle scuderie

Una monoposto Ferrari da corsa ferma all'interno del box del circuito, circondata dai pannelli degli sponsor e dall'attrezzatura tecnica del team di F1.
Da Verstappen a Hamilton in Ferrari: la classifica dei piloti più pagati del mondo e i retroscena economici dei contratti nel paddock

Sono gli endorsement commerciali i veri fattori che determinano gli equilibri del conto in banca di un pilota, spesso in modo sostanziale. Atleti del calibro di Hamilton e Verstappen vantano portafogli di sponsor personali (c’è di tutto, dall’orologeria di lusso all’abbigliamento sportivo, passando per le bevande energetiche e le piattaforme tecnologiche) capaci di generare decine di milioni di dollari extra all’anno.

Esiste poi il fenomeno inverso, fondamentale per la sopravvivenza dei team minori: i cosiddetti pay driver o piloti con valigia. In questo caso, sono gli sponsor personali del pilota a finanziare direttamente la scuderia per garantirgli il sedile. L’esempio più eclatante è probabilmente quello di Sergio Pérez, il cui legame con i colossi delle telecomunicazioni messicani ha garantito in passato alla Red Bull una copertura finanziaria e commerciale monumentale sul mercato americano.

Argomenti