Pochi personaggi dell’imprenditoria italiana possono ad oggi vantare un curriculum e una storia familiare e professionale come quella di John Elkann, l’erede designato dall’indimenticabile Avvocato Gianni Agnelli per guidare le sorti della dinastia torinese per eccellenza. Elkann si trova oggi al vertice di una galassia industriale e finanziaria che spazia dall’automotive al lusso, dall’editoria alla tecnologia. Ma a quanto ammontano effettivamente i suoi guadagni e come è strutturato l’impero che governa? Facciamo il punto sul patrimonio di John Elkann, analizzando tutte le sue fonti di entrate.
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Il ruolo di John Elkann in Stellantis e Ferrari

John Elkann è ad oggi un manager operativo e strategico che siede ai vertici di colossi multinazionali tra i più importanti al mondo.
La sua influenza si manifesta principalmente attraverso le cariche di Presidente di Stellantis (il gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA) e Presidente della Ferrari. In queste vesti, il suo ruolo è quello di garante della stabilità e della visione a lungo termine, oltre al coordinamento dello sviluppo di business che contano centinaia di migliaia di dipendenti in tutto il globo.
I compensi annuali ufficiali come Presidente
I compensi di John Elkann sono pubblici e derivano direttamente dalle relazioni annuali sui compensi delle società quotate. Nel ruolo di Presidente di Stellantis, la sua remunerazione totale ha spesso superato i 4 milioni di euro annui, cifra che comprende una parte fissa, benefici e incentivi a lungo termine legati ai risultati del gruppo.
A questi dobbiamo però aggiungere anche i compensi percepiti per la presidenza di Ferrari. Qui, lo stipendio si aggira tipicamente intorno ai 2-3 milioni di euro. Tuttavia, è fondamentale distinguere tra lo “stipendio” inteso come remunerazione per il lavoro svolto e il guadagno derivante dalla proprietà delle azioni. Sebbene le cifre citate appaiano enormi per un cittadino comune, esse rappresentano solo la punta dell’iceberg rispetto ai dividendi che Elkann incassa in qualità di principale azionista.
Exor, il gioiello finanziario trasferito in Olanda
Il vero baricentro del potere di John Elkann è Exor, la holding finanziaria che controlla le partecipazioni della famiglia.
Nel 2016, Elkann ha orchestrato il trasferimento della sede legale della holding nei Paesi Bassi: con questa mossa (tutt’altro che banale) la famiglia Elkann si è assicurata il controllo saldo sulle aziende anche con una quota azionaria inferiore al 50%.
Cosa possiede Exor oggi
Sotto la sapiente guida di John Elkann, la holding ha diversificato enormemente il proprio portafoglio. Oggi, tra i principali asset di Exor figurano:
- Ferrari: il simbolo per eccellenza del lusso automobilistico globale;
- Stellantis: uno dei principali produttori di auto al mondo (marchi come Jeep, Fiat, Peugeot, Alfa Romeo);
- CNH Industrial: colosso delle macchine agricole e movimento terra;
- Iveco Group: leader nel trasporto pesante;
- Juventus FC: il club calcistico più titolato d’Italia;
- The Economist Group e GEDI: i pilastri dell’editoria internazionale e nazionale (La Repubblica, La Stampa);
- Philips: una recente e massiccia partecipazione nel settore della tecnologia sanitaria.
Il valore patrimoniale netto della holding
Il valore di Exor è espresso dal Net Asset Value (NAV), ovvero il valore netto delle sue attività meno i debiti.
Al 2024, il NAV di Exor è stimato intorno ai 35-40 miliardi di euro. John Elkann, in qualità di amministratore delegato di Exor, gestisce questo immenso capitale con una logica da family office sofisticato, muovendosi verso settori ad alta tecnologia e sostenibilità, distanziandosi parzialmente dalla storica dipendenza dal comparto auto tradizionale.
Le scatole cinesi: la «Dicembre» e la società in Accomandita
Per comprendere chi detiene realmente il potere, bisogna risalire la catena di controllo attraverso un sistema di “scatole cinesi” (il concetto non è poi molto diverso dal sistema delle matrioske russe). In cima a tutto non c’è Exor, ma una struttura gerarchica che garantisce l’unità della famiglia sotto un unico leader.
Come funziona la Giovanni Agnelli B.V.
Al di sopra di Exor si trova la Giovanni Agnelli B.V., una società olandese che raggruppa tutti i rami della famiglia (gli eredi di Gianni Agnelli, ma anche di Umberto Agnelli e delle sorelle dell’Avvocato). È qui che vengono prese le decisioni politiche più rilevanti in assoluto.
Ma per arrivare al “cuore” del comando, bisogna andare a scavare ancor più in profondità, fino alla Dicembre: è infatti proprio questa la società “cassaforte” storica che detiene la quota di controllo nella Giovanni Agnelli B.V. Inoltre, è precisamente nella Dicembre che John Elkann esercita la sua supremazia assoluta: dopo la morte di Marella Agnelli, John detiene la maggioranza delle quote (circa il 60%), mentre i fratelli Lapo e Ginevra si spartiscono il restante 40%.
I flussi di dividendi che Exor garantisce alla famiglia
Ogni anno, le società operative (Ferrari, Stellantis, CNH) staccano sostanziosi (e invidiabili) dividendi. Questi risalgono la catena: arrivano a Exor, che a sua volta distribuisce parte degli utili alla Giovanni Agnelli B.V. Nel 2023, Exor ha distribuito circa 100 milioni di euro di dividendi alla holding di famiglia. Questi fondi servono a garantire il tenore di vita e gli investimenti personali delle decine di membri del clan Agnelli-Elkann, con John che, data la sua quota di maggioranza, ne incassa la fetta più consistente.
Il nodo dell’eredità di Gianni e Marella Agnelli
Nonostante la solidità finanziaria, negli ultimi anni delle nuvole nere cariche di tempesta hanno minacciato la serenità di Elkann.
Al centro delle recenti querelle c’è la rottura tra Margherita Agnelli, figlia dell’Avvocato, e i suoi tre figli nati dal primo matrimonio (John, Lapo e Ginevra Elkann).
Le battaglie legali con Margherita Agnelli

Margherita ha contestato gli accordi presi nel 2004 (il cosiddetto «Patto Successorio»), sostenendo di essere stata esclusa dalla reale conoscenza dell’immenso patrimonio del padre. La battaglia legale si concentra su due fronti:
- Le quote societarie: Margherita mira a rimettere in discussione l’assetto della Dicembre, che garantisce il controllo dell’intero gruppo a John.
- Il tesoro offshore: sono state mosse accuse e svolte indagini riguardanti conti correnti all’estero, opere d’arte e patrimoni non dichiarati che sarebbero appartenuti a Gianni e Marella Agnelli. Secondo Margherita, una parte di questo «tesoro nascosto» le spetterebbe di diritto come erede legittima.
Se Margherita dovesse vincere la propria battaglia personale, l’intero assetto di comando costruito da John Elkann negli ultimi vent’anni potrebbe subire uno scossone senza precedenti.