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Modifica unilaterale contratto gas: diritti e procedure a cui stare attenti

La firma su un cambio unilaterale di contratto

Ad agosto del 2022 il Governo aveva imposto il blocco alla possibilità di modifica unilaterale del contratto da parte dei fornitori di energia, vale a dire la volontà della relativa azienda di cambiare alcune delle specifiche dell’accordo con il cliente prima della scadenza dello stesso. Con questo processo, se per esempio un’offerta fosse valida per 24 mesi il fornitore avrà la possibilità durante questi stessi mesi di modificare le condizioni economiche proposte all’utente finale. La soluzione relativa al blocco era dipesa dal numero ingente di segnalazioni inviate dalle associazioni dei consumatori all’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

Ora però la situazione è destinata a cambiare. Grazie alla proroga attuata dal Decreto Milleproroghe si è infatti riusciti a prolungare il blocco soltanto fino al 30 giugno 2023, data a partire dalla quale i fornitori possono nuovamente mettere in atto questa pratica. Come comportarsi e soprattutto come tutelarsi in una situazione simile? Vediamolo insieme.

Indice

Quando deve essere comunicata una modifica unilaterale

Cosa fare in caso di modifica unilaterale del contratto

Come funziona il diritto di recesso

Quando deve essere comunicata una modifica unilaterale

Come è necessario muoversi quando viene effettuata una modifica unilaterale del contratto del gas? Ecco tutte le indicazioni.
La firma su un contratto

Partiamo prima di tutto dal presupposto che una modifica unilaterale non dovrebbe essere confusa con i rinnovi contrattuali che prevedono la scadenza del periodo promozionale e il tacito rinnovo, con possibile modifica delle condizioni.

Detto ciò, sia nel caso di un rinnovo sia nel caso di una modifica, è necessario che i fornitori notifichino il cambiamento in arrivo al loro cliente finale con un preavviso di almeno 3 mesi prima della data in cui la modifica avrà effetto. Se per esempio la modifica dovesse essere effettuata a partire dal primo settembre la modifica andrà comunicata entro il mese di maggio, al massimo. Nonostante la normativa vigente di ARERA non imponga un obbligo di tracciabilità per tali comunicazioni, queste sono da considerarsi ricevute, a meno che non sia fornita prova contraria, entro 10 giorni dall’invio.

Con modifica unilaterale si intende evidentemente che all’utente finale non verrà garantita alcuna possibilità di contrattazione con il fornitore. All’interno della comunicazione inviata al cliente andranno inoltre forniti i seguenti elementi:

  • Le modifiche proposte (per esempio il prezzo della fornitura del gas).
  • I contenuti e gli effetti della variazione in maniera chiara, approfondita e comprensibile per il cliente.
  • La decorrenza della variazione, ossia da quando sarà valida la modifica.
  • Le modalità per la comunicazione del recesso da parte del cliente.

Cosa fare in caso di modifica unilaterale del contratto

Il cliente del fornitore è tenuto a studiarsi in maniera puntuale le nuove condizioni se non vuole ritrovarsi delle brutte sorprese in bolletta. Dopo aver analizzato il dettaglio dei prezzi, ovviamente, potrà decidere se accettare o rifiutare questa proposta, per così dire, piombata dall’alto.

È fondamentale ricordare che il cliente dovrà respingere per iscritto la proposta, in caso contrario l’offerta stessa si considererà come accettata. Nel caso in cui il cliente desideri recedere senza incorrere in spese, sarà necessario inviare la richiesta seguendo le modalità e i tempi indicati. L’eventuale comunicazione di recesso da parte del cliente dovrà essere trasmessa utilizzando fax o inviando una raccomandata con avviso di ricevimento, entro un periodo di 30 giorni. Il cliente è in ogni caso protetto dal codice di condotta commerciale, che disciplina il servizio e gli accordi contrattuali tra fornitore e cliente. Tale documento stabilisce anche le procedure relative alle modifiche unilaterali dei contratti, come indicato all’articolo 13.

Come funziona il diritto di recesso

Un contratto firmato
Che cosa può accadere nel momento in cui avvenisse una modifica unilaterale del contratto del gas? Ecco come proteggersi.

Uno scenario piuttosto comune in questo caso è quello in cui la modifica del contratto porti ad un aumento considerevole della tariffa applicata al cliente, che potrà in ogni caso recedere dallo stesso, tra l’altro senza dover pagare alcuna penale e senza dover nemmeno specificare il motivo. Per effettuare il recesso sarà necessario presentare al fornitore i seguenti documenti:

  • I dati anagrafici dell’intestatario
  • I dati delle utenze (nel caso del gas il PDR)
  • Indirizzo della fornitura
  • La lettura del contatore
  • Il giorno in cui si prevede di interrompere la fornitura
  • La richiesta scritta

L’utente è tenuto a comunicare la sua scelta al proprio gestore entro il giorno 10 del mese precedente alla data di cambio. Nel caso l’utente decidesse di passare ad un altro fornitore dovrà contattare direttamente il nuovo gestore prescelto. Quest’ultimo sarà responsabile di annullare, attraverso il Sistema Informativo Integrato, il contratto di fornitura precedentemente stipulato a nome e per conto del cliente con la società di vendita precedente. La nuova società di vendita inoltrerà la richiesta di cessazione entro il giorno 10 del mese precedente alla data di cambio fornitore, utilizzando la posta elettronica certificata e fornendo tutti i dettagli anagrafici del cliente insieme alle informazioni sulla fornitura. Se invece si decidesse di chiudere il contratto precedente ma senza cambiare fornitore, il preavviso per la comunicazione al gestore attuale non potrà superare i 30 giorni: in questa seconda situazione, il cliente dovrà inviare direttamente la richiesta di cessazione tramite una raccomandata.

È fondamentale annotare accuratamente la possibile data di scadenza delle condizioni in ogni situazione e informarsi prontamente per evitare eventuali inconvenienti.

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