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Classi energetiche elettrodomestici 2026: come leggere le nuove etichette

Scegliere elettrodomestici di classe A per una cucina moderna non è solo una scelta di stile, ma un investimento che abbatte i consumi elettrici quotidiani

Se siete in procinto di comprare una casa non ammobiliata, sappiate che per quanto riguarda tutti i dispositivi come frigoriferi o lavatrici che acquisterete per riempirla sono cambiate in tempi recenti le classi energetiche, introdotte nel 2021. Nel 2026 non potete dunque completare un acquisto di elettrodomestici senza conoscere le loro relative classi energetiche: essere inconsapevoli di queste novità vi potrebbe portare a fare la scelta sbagliata, puntando su un prodotto che alla lunga consumerà più energia, e di conseguenza vi farà spendere molti più soldi nella bolletta della luce. Ecco dunque una semplice guida su Affari e Finanza utile per leggere le nuove etichette ed evitare problemi!

Come leggere le nuove etichette energetiche europee nel 2026

Interno di una cucina accogliente e calda con elettrodomestici tradizionali e utensili pronti per l'uso quotidiano
Nelle nostre case, i vecchi elettrodomestici di classe F continuano a funzionare, ma a quale prezzo? Il loro impatto sulla bolletta si fa sentire soprattutto sul lungo periodo

Il sistema di etichettatura energetica europeo ha completato la sua transizione verso una scala molto più severa e trasparente. Se in passato eravamo abituati a vedere sigle confuse come “A+++”, “A++” o “A+”, oggi l’intera gamma di elettrodomestici è uniformata sulla scala nativa da A a G.

La classe A (la potete identificare facilmente perché indicata da un colore verde scuro) rappresenta la massima efficienza tecnologica attualmente raggiungibile sul mercato, mentre la classe G (in rosso) indica i prodotti con le prestazioni energetiche più basse. Questa riscalatura ha sia semplificato la lettura per i consumatori, sia spinto i produttori a superare i propri limiti: i vecchi standard che permettevano a un prodotto di fregiarsi della tripla classe A oggi corrispondono spesso a una classe C o D, lasciando le classi superiori solo a chi investe davvero in innovazione.

Oltre alla lettera colorata, l’etichetta presenta elementi visivi immediati, ecco quali:

  • Il QR Code: posizionato in alto a destra, permette di accedere istantaneamente tramite smartphone alla banca dati europea EPREL (acronimo che sta per European Product Registry for Energy Labelling), dove è possibile consultare schede tecniche dettagliate e confrontare i modelli;
  • Il consumo annuo (o per ciclo): espresso chiaramente in kWh;
  • I pittogrammi: icone intuitive poste nella parte inferiore dell’etichetta che indicano parametri specifici come la capacità di carico, il consumo d’acqua per ciclo (per lavatrici e lavastoviglie), l’efficacia di centrifugazione e la rumorosità espressa in decibel (dB) con una relativa classe da A a D.


Il calcolo del consumo annuo di kilowattora per stimare il risparmio in bolletta

Non preoccupatevi: per trasformare i dati dell’etichetta in euro, non serve essere per forza geni della finanza; piuttosto, vi basterà conoscere due dati fondamentali cioè il consumo energetico indicato sull’etichetta e il costo del singolo chilowattora (kWh) applicato dal proprio fornitore di energia.

Il calcolo si differenzia leggermente a seconda del tipo di elettrodomestico:

  1. Elettrodomestici a ciclo continuo, come frigoriferi e congelatori: sull’etichetta viene indicato il consumo annuo stimato in kWh. La formula è: Costo Annuo = Consumo Annuo (kWh)×Costo del kWh (€);
  2. Elettrodomestici a ciclo intermittente come lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici): in questo caso, l’etichetta esprime il consumo calcolato su 100 cicli standard. Per personalizzare il calcolo, basta stimare quanti cicli si effettuano realmente in un anno (ad esempio, una famiglia media effettua circa 200 lavaggi all’anno). Questa la formula da tenere in considerazione: Consumo Annuo Personalizzato = (Consumo per 100 cicli​/100)× Numero di cicli annuali reali. Ottenuto il consumo annuo personalizzato, lo si moltiplica per la tariffa del kWh del proprio contratto per ottenere la spesa annuale effettiva;


La differenza di costo sul lungo periodo tra un elettrodomestico di classe A e uno di classe F

Scegliere un elettrodomestico di classe F (sovente ne trovate venduti a prezzi stracciati nei volantini promozionali) invece di uno di classe A può sembrare una scelta saggia per il portafoglio nell’immediato. Ma è un errore che commettono in molti e può facilmente trasformarsi in un boomerang finanziario.

Gli elettrodomestici di classe A utilizzano tecnologie avanzate come i motori inverter, sensori di carico intelligenti e un isolamento termico nettamente superiore. Al contrario, i dispositivi di classe F impiegano tecnologie più datate ed economiche in fase di produzione, che però dissipano molta più energia sotto forma di calore e richiedono uno sforzo maggiore per svolgere lo stesso identico lavoro.

Va da sé che tutto questo si traduce in un divario di consumi che può superare il 50% o il 60% a parità di utilizzo. Sul lungo periodo, l’elettrodomestico economico continuerà a “chiedervi il conto” ogni mese, drenando risorse in bolletta e annullando rapidamente il risparmio iniziale ottenuto alla cassa! Fate attenzione!


Esempio di risparmio economico su base dieci anni

Grande magazzino di logistica con scaffalature industriali piene di imballaggi e scatole di grandi elettrodomestici pronti alla distribuzione
Davanti a centinaia di modelli disponibili sul mercato, la vera differenza di costo non è il prezzo di listino iniziale, ma la spesa energetica stimata su 10 anni

Per darvi un’idea più precisa e per rendere realmente tangibile questo concetto, analizziamo a questo punto un caso pratico, focalizzandoci su una lavatrice con capacità di carico di 9 kg. Poniamo a confronto un modello di classe A con uno di classe F, ipotizzando un utilizzo medio di 220 cicli all’anno (circa 4 lavaggi a settimana) e un costo dell’energia elettrica stimato a €0,30 per kWh. I due prodotti che metteremo a confronto qui di seguito saranno:

  • Una lavatrice Classe A (Modello Efficiente) con consumo medio per 100 cicli: 46 kWh;
  • Una lavatrice Classe F (Modello Economico) con consumo medio per 100 cicli: 98 kWh.
ParametroLavatrice Classe ALavatrice Classe F
Consumo per Singolo Ciclo0,46 kWh0,98 kWh
Consumo Annuo (220 cicli)101,2 kWh215,6 kWh
Spesa Energetica Annua€30,36€64,68
Consumo Energetico su 10 anni1.012 kWh2.156 kWh
Spesa Energetica Totale (10 anni)€303,60€646,80


Come potete notare, se parliamo di puro risparmio sulla bolletta elettrica nell’arco di dieci anni ci aggiriamo intorno ai 343,20 euro complessivi.

A questo dato va aggiunta un’ulteriore considerazione pratica: i modelli in classe A potrebbero potenzialmente garantire anche una migliore gestione idrica: se a quanto già detto aggiungiamo anche un risparmio medio di 15 litri d’acqua a ciclo, in dieci anni si eviterà lo spreco di ben 33.000 litri d’acqua, riducendo ulteriormente la bolletta idrica.

Se il modello in classe A costava all’acquisto 250 euro in più rispetto a quello in classe F, l’investimento non solo si sarà completamente ripagato da solo prima della metà della sua vita utile, ma avrà generato un guadagno netto per le finanze domestiche, senza contare l’impatto decisamente più limitato sul pianeta. In definitiva, prenderemo due piccioni con una fava, facendo una scelta intelligente e sostenibile al contempo.

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