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Private market: la nuova frontiera finanziaria

Un grafico finanziario

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una tendenza in crescita netta, per non dire addirittura esponenziale: ci stiamo riferendo nello specifico all’emergere dell’interesse verso il private market, o mercato privato. Si tratta di un settore che un tempo poteva essere riservato solo ed esclusivamente agli investitori istituzionali e agli ultra-ricchi, ma che in tempi non sospetti si sta finalmente aprendo ad un pubblico sempre più ampio, offrendo una vasta gamma di opportunità di investimento al di fuori dei tradizionali mercati pubblici. Vediamo più nel dettaglio di che cosa si tratta e che tipo di prospettive e opportunità può offrirci.

Cos’è il private market

Scopriamo insieme tutto quello che è necessario sapere sul private market e sulle opportunità che esso è in grado di offrire agli investitori.
Banconote in dollari

In linea molto generale, questo termine fa riferimento a tutte le risorse finanziarie non quotate pubblicamente. Chi sceglie di investire in questa categoria di attività si trova di fronte una vasta gamma di opzioni disponibili in termini di soluzioni, strategie e modalità di investimento. Tra queste vale la pena di citare, ad esempio:

  • Gli investimenti in capitale di rischio
  • Il private equity
  • Il venture capital
  • Il private debt

Se confrontati con altri strumenti quotati pubblicamente, i mercati privati rappresentano ancora una fetta piuttosto ridotta. Gli asset gestiti dai fondi di private equity rappresentano solo circa il 5% del valore delle azioni quotate. Tuttavia, i mercati privati stanno guadagnando sempre più popolarità, e non solo tra gli investitori istituzionali. Investire nei mercati privati permette di diversificare il nostro portafoglio e, grazie alla loro natura illiquida, contribuisce a mantenere una certa stabilità del portafoglio nel tempo e a generare interessanti rendimenti aggiuntivi per gli investitori.

Le principali differenze con gli altri mercati

Risulta evidente fin da subito come i private market si distinguono per i loro livelli di rischio, di regolamentazione, di liquidità e di trasparenza, ma non si tratta necessariamente di una condizione svantaggiosa. Pensiamo al tema della liquidità: se è pur vero che la liquidità offerta da una società quotata pubblicamente rende più facile entrare e uscire dal mercato in tempi rapidi, è altrettanto vero che quella stessa liquidità potrebbe presto trasformarsi in volatilità. Per quanto riguarda la regolamentazione invece, per quanto i mercati quotati pubblicamente debbano attenersi ad una maggiore trasparenza non è comunque detto che non possano fallire.

In riferimento al rischio, infine, è importante ricordare che qualunque investimento, in quanto tale, presenta per forza di cose una certa dose di rischio: investimenti in società nuove sono di per sé più rischiosi di altri ma è anche importante ricordare che, spesso, a fronte di un rischio maggiore corrispondono maggiori opportunità di guadagno potenziale.

Ricapitolando, vediamo tutte le implicazioni per gli investitori quando scelgono di puntare sul private market (rispetto al mercato quotato pubblicamente):

  1. Rischio di illiquidità: gli investimenti nel private market sono di norma meno liquidi rispetto agli investimenti pubblici. Gli investitori potrebbero non essere in grado di vendere le proprie partecipazioni in tempi rapidi in caso di necessità finanziaria.
  2. Diversificazione del portafoglio: proprio per il rischio di illiquidità, è importante che gli investitori diversifichino il proprio portafoglio nel private market. Diversificare tra diverse categorie di attività e settori può aiutarli a mitigare il rischio e massimizzare il potenziale di rendimento futuro
  3. Accesso e conoscenza del mercato: investire con successo nel private market richiede una buona comprensione del settore e delle opportunità disponibili. Gli investitori dovrebbero cercare di ottenere accesso a consulenti esperti e a gestori di fondi qualificati per farsi guidare attraverso il processo di investimento. Non si tratta, insomma, di un’opzione consigliabile per neofiti alle prime armi.
  4. Valutazione dei rendimenti e dei rischi: come già anticipato, essere in grado di valutare con precisione i potenziali rendimenti e rischi degli investimenti nel private market può non essere una passeggiata. Gli investitori devono essere in grado di condurre un’analisi dettagliata delle opportunità di investimento e valutare attentamente i fattori di rischio specifici associati a ciascuna operazione.

Perché puntare sui private market

Ecco tutto quello che è necessario sapere sul private market e sul tipo di opportunità che esso può garantire a tutti gli investitori.
Il distretto finanziario di Kuala Lumpur

Come anticipato, il ricorso ai private market consente innazitutto l’accesso a occasioni di investimento non disponibili sui mercati pubblicamente quotati: chi investe solo ed esclusivamente in azioni quotate, a proposito, fatica molto di più ad ottenere esposizione su aziende innovative, interessanti e in rapida crescita. È comunque da tenere presente che al momento dell’IPO (Initial Public Offering), le società tendono ad essere di dimensioni più grandi e ad essere in una fase più avanzata del loro ciclo di vita: conseguentemente, è possibile che esse non presentino il medesimo potenziale di crescita e le stesse opportunità di rendimento delle nuove realtà emergenti.

Per questo motivo, molti investitori integrano l’esposizione alle azioni quotate con investimenti in private equity per accedere a un’ampia gamma di opportunità azionarie, diversificare le fonti di reddito nei loro portafogli e non perdere eventuali occasioni di guadagno. Si veda a proposito quali sono secondo quanto riportato dal CAPE Global Private Equity Index i ritorni delle vari classi di asset disponibili:

  • Private equity globale: 12%
  • Finanziamenti diretti: 9%
  • Private real estate: 8%
  • Azioni globali: 7%
  • Immobili “core”: 6%
  • Obbligazioni globali: 5%

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