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Pensioni 3 mesi di bonus 155€ 150€ spesa e nuovo aumento gennaio: ecco il piano Meloni per pensioni minime e invalidi

Un anziano seduto

Ormai è ufficiale: per i prossimi mesi il Governo Meloni ha finalmente deciso di concedere un po’ di “ossigeno” agli anziani, a chi percepisce pensioni minime e a tutti i cittadini con problemi di finanze . Sono infatti in arrivo una serie di importanti bonus e aggiustamenti che andranno ad aiutare economicamente gli individui maggiormente in difficoltà. È inoltre importante ricordare che a partire da ottobre 2023 partirà anche il cosiddetto trimestre anti inflazione, anche chiamato “paniere tricolore”, una serie di misure pensate per aiutare famiglie, fragili, pensionati per affrontare l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, schizzati alle stelle da molti mesi a questa parte. Vediamo dunque insieme a quali saranno le prossime mosse dell’Esecutivo, a chi saranno rivolti questi bonus e a quanto ammonteranno.

Il piano Meloni per la fine del 2023

Il Governo di Giorgia Meloni prevede di aumentare le pensioni minime e di fornire bonus ad anziani e famiglie in difficoltà: ecco i dettagli.
Lo sguardo di un anziano

Analizziamo il dettaglio degli interventi previsti. Uno tra questi è il bonus 150 euro, che verrà accreditato direttamente dall’INPS sul conto del beneficiario in maniera automatica. Attenzione perché si tratterà di una somma una tantum, ciò significa che verrà versata in un’unica soluzione per aiutare tutti i nuclei familiari maggiormente in difficoltà con le spese quotidiane e per tutti i cittadini con redditi annui inferiori ai 20.000 euro. Tra i percettori sono anche compresi tutti gli individui che ricevono il reddito di cittadinanza e che, al contempo, fanno parte di un nucleo familiare dove sono compresi minorenni, persone gravemente disabili o persone di età superiore ai 60 anni. La platea sarà dunque molto ristretta nei numeri e molto simile a quella della carta risparmio spesa.

A partire da ottobre è previsto anche un intervento per il caro bollette (dopo la scadenza dei bonus sociali potenziati) considerato particolarmente urgente dall’Esecutivo e da attuare prima della manovra.

A dicembre, inoltre, è previsto oltre alla tredicesima mensilità anche il bonus 155 euro sulla tredicesima per i pensionati al minimo. Tale bonus spetta solo ai pensionati al minimo previdenziale pensionistico, e ne sono quindi esclusi gli invalidi e in generale tutti i trattamenti assistenziali. Come riporta CISL Piemonte due sono i criteri per l’assegnazione del contributo:

  • Si avrà ha diritto a 155 euro se l’importo annuo della pensione, per il 2023, non avrà superato i 6.825 euro; se l’importo complessivo annuo della pensione fosse compreso tra 6.825 e 6.980 euro (6.825 + 155), al pensionato spetterà un importo ridotto. Non si avrà invece diritto a nessun importo aggiuntivo se la pensione annua dovesse superare 6.980 euro. L’importo degli eventuali assegni familiari non va considerato.
  • Si avrà diritto al bonus in base ad alcuni limiti reddituali. Il reddito complessivo del pensionato non coniugato, infatti, non dovrà superare i 10.224 euro (pensione compresa); in caso di pensionato coniugato e non legalmente ed effettivamente separato il reddito non dovrà superare sia i 10.225 euro di reddito personale sia i 20.450 euro di reddito posseduto da entrambi i coniugi; quando si supera anche uno solo dei due limiti reddituali indicati in precedenza al pensionato non spetta alcun importo.

Rispetto alle tredicesime, secondo quanto riporta La Stampa, l’ipotesi più accreditat è quella di un’aliquota al 15% per i redditi bassi, destinata poi a salire per i redditi più alti.

Cosa accadrà alle pensioni minime da gennaio 2024

Vediamo insieme tutti gli interventi
Una donna anziana

Il prossimo anno, come sempre, arriverà la perequazione, ovvero la rivalutazione delle pensioni in base all’inflazione (che come sappiamo è in questo momento ancora piuttosto alta). Il Governo starebbe infatti pensando di alzare le pensioni minime a 700 euro, ma solo per chi ha più di 75 anni. L’aumento, caldeggiato in particolare da Forza Italia, resta al momento una pura e semplice ipotesi: sembra in effetti che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e Giorgia Meloni, almeno per il momento, vogliano rimanere piuttosto cauti a riguardo. L’unica certezza, per adesso, è che la rivalutazione delle pensioni minime sarà in ogni caso piuttosto sostanziosa: è infatti possibile che l’adattamento previsto farà aumentare gli assegni minimi delle pensioni tra il 5% e il 6%, mentre la previsione fatta nel Def è del 5,4%. Nel merito della questione il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha dichiarato a La Stampa: “cercheremo di allargare il più possibile la platea per sostenere gli assegni bassi […] Si può redistribuire l’adeguamento all’inflazione delle pensioni, come abbiamo fatto lo scorso anno per alzare le minime. Lo valuteremo”. Non è in ogni caso da escludere che la maggioranza decida in futuro di aumentare ulteriormente le pensioni minime, sia con una riforma complessiva delle pensioni sia con un articolo specifico nella legge di Bilancio.

La manovra di aumento di tutte le pensioni minime costerebbe allo Stato circa 19,5 miliardi di euro nel 2024. Se a queste dovessimo aggiungere anche tutti coloro che ricevono un assegno fino a due volte il minimo il costo potrebbe salire fino a 31,2 miliardi di euro. Al momento si tratta di cifre irraggiungibili, ma il Governo si augura in ogni caso di riuscire a raggiungere 1000 euro di assegno entro la fine della legislatura.

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