La gestione dei risparmi e l’accesso ai servizi di pagamento sono diventati elementi imprescindibili per la vita quotidiana. Tuttavia, i costi di gestione dei depositi possono rappresentare un ostacolo per le fasce più fragili della popolazione. Per contrastare l’esclusione finanziaria, il legislatore ha introdotto una soluzione specifica: il conto corrente base gratuito. Questa tipologia di rapporto bancario non nasce come una proposta commerciale libera, ma come un vero e proprio diritto garantito a chi possiede determinati requisiti reddituali. Il conto corrente base gratuito permette infatti di effettuare le operazioni essenziali, come l’accredito della pensione o dello stipendio e i pagamenti tracciabili, senza dover sostenere spese fisse. Si tratta di una misura fondamentale per assicurare che ogni cittadino, indipendentemente dalla propria condizione economica, possa disporre di uno strumento di pagamento elettronico e di un codice IBAN funzionante.
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Cos’è il Conto di Base stabilito dalla Banca d’Italia
Il Conto di Base è un prodotto bancario con caratteristiche standardizzate, definito dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze e vigilato dall’autorità competente. Il conto di base Banca d’Italia obbligatorio deve essere offerto da tutti gli istituti di credito e da Poste Italiane, garantendo una operatività limitata ma completa per le necessità primarie. A differenza dei conti tradizionali, non prevede costi di apertura e offre un pacchetto predefinito di operazioni annue incluse nel canone, che per le fasce svantaggiate diventa pari a zero. L’obiettivo primario è la trasparenza: il cliente deve sapere esattamente cosa è incluso nel servizio, eliminando il rischio di commissioni nascoste che spesso gravano sui prodotti destinati al mercato retail.
La differenza tra un conto online in promozione e il Conto di Base garantito per legge
Spesso i consumatori confondono le offerte commerciali temporanee con il diritto al conto corrente base gratuito. Molte banche promuovono conti online con “canone zero” per i primi dodici mesi o per chi accredita lo stipendio, ma queste condizioni possono cambiare unilateralmente nel tempo. Al contrario, il Conto Corrente di Base è uno strumento previsto dalla legge per garantire l’inclusione finanziaria in modo permanente e strutturato. Mentre un conto in promozione potrebbe richiedere requisiti d’età o l’attivazione di servizi accessori, il conto di base per le fasce protette è vincolato esclusivamente alla situazione economica del richiedente. Le banche e le Poste sono obbligate a offrirlo a canone zero assoluto, ovvero senza spese di gestione e, in determinati casi, senza nemmeno il peso delle tasse governative, a tutti i cittadini che presentano un indicatore della situazione economica equivalente idoneo.

Requisiti di Legge 2026: ISEE e Pensionati
Per accedere a questa agevolazione nel 2026, è necessario rientrare in specifici parametri reddituali certificati. La normativa distingue tra la generalità dei cittadini e i percettori di trattamenti pensionistici, garantendo a entrambi una soglia di accesso gratuita. Il conto corrente base gratuito è rivolto a chi si trova in una condizione di svantaggio economico che renderebbe troppo oneroso un conto standard. La verifica di tali requisiti avviene attraverso la presentazione della documentazione ufficiale rilasciata dall’INPS o dai centri di assistenza fiscale. Il diritto alla gratuità non è automatico, ma deve essere esplicitamente richiesto al momento della sottoscrizione del contratto presso lo sportello bancario o tramite i canali digitali messi a disposizione dall’intermediario.
ISEE sotto 11.600 euro: canone e bollo azzerati
La categoria principale dei beneficiari è composta da coloro che presentano un conto corrente zero spese Isee basso. Nello specifico, la soglia stabilita per l’esenzione totale dai costi è un ISEE in corso di validità inferiore a 11.600 euro. Per questa platea di utenti, il beneficio è duplice: non solo il canone mensile o annuale della banca viene azzerato, ma scatta anche l’esenzione bollo conto corrente base. Quest’ultima è una agevolazione significativa, poiché l’imposta di bollo (pari a 34,20 euro annui per le persone fisiche con giacenza media superiore a 5.000 euro) non è dovuta, a prescindere dalla somma depositata sul rapporto. Questo rende il conto totalmente privo di costi fissi per il titolare, permettendo una gestione del risparmio realmente efficiente anche in contesti di estrema fragilità economica.
Pensionati sotto 18.000 euro lordi: canone zero
Una seconda categoria di aventi diritto riguarda la fascia dei cittadini anziani o comunque titolari di prestazioni previdenziali. I requisiti conto corrente di base pensionati prevedono che la gratuità del canone sia garantita a chi percepisce un trattamento lordo annuo non superiore a 18.000 euro. In questo caso, la banca deve assicurare l’esenzione dalle spese di gestione del conto, pur non prevedendo necessariamente l’esenzione dall’imposta di bollo statale (che resta legata ai requisiti ISEE generali). Questa misura è pensata per facilitare l’accredito dei pagamenti INPS in modo sicuro e tracciabile, evitando che i costi bancari erodano il potere d’acquisto di chi riceve pensioni minime o medie. Il pensionato ha diritto a un numero prefissato di operazioni, come prelievi e pagamenti tramite carta di debito, senza dover pagare alcuna commissione aggiuntiva all’istituto.

Quali operazioni sono incluse e quante se ne possono fare
Il conto corrente base gratuito non è un prodotto a operatività illimitata, ma segue una tabella precisa definita dal Ministero dell’Economia. Il pacchetto di servizi incluso è dimensionato per coprire le esigenze di una famiglia media o di un singolo cittadino. Le banche devono fornire una carta di debito (bancomat) che permetta di effettuare pagamenti nei negozi fisici e online, oltre a consentire la gestione della liquidità attraverso i canali messi a disposizione (sportello, ATM o home banking). È fondamentale che l’utente monitori l’utilizzo del conto, poiché il superamento delle soglie previste dal decreto potrebbe comportare l’addebito di costi per le operazioni eccedenti, trasformando di fatto il conto da gratuito a oneroso per quella specifica transazione.
Il numero di bonifici SEPA, prelievi bancomat, accredito stipendio/pensione e domiciliazione utenze gratuite previste dal Decreto MEF
Il Decreto MEF stabilisce con esattezza le quantità annuali per ogni tipologia di servizio. Generalmente, il conto corrente base gratuito include l’accredito illimitato di stipendio o pensione e la domiciliazione delle utenze (i cosiddetti mandati SDD per luce, gas e acqua). Per quanto riguarda i prelievi di contante, sono solitamente inclusi un numero illimitato di prelievi presso gli sportelli automatici (ATM) della propria banca e un numero limitato (solitamente tra i 6 e i 12 all’anno) presso ATM di altre banche. Anche i bonifici SEPA, sia in uscita che in entrata, sono contemplati: tipicamente sono gratuiti circa 6 o 12 bonifici annui effettuati autonomamente. Queste quote sono pensate per una gestione domestica ordinaria, consentendo al titolare di saldare affitti, pagare fatture e gestire il contante senza oneri aggiuntivi.
Cosa è escluso: carte di credito, fidi bancari e assegni non previsti
Per mantenere il profilo di rischio basso e la gratuità del servizio, il legislatore ha escluso dal Conto di Base alcuni strumenti finanziari complessi o potenzialmente onerosi. Non è possibile associare a questo rapporto una carta di credito, che richiede una valutazione del merito creditizio e prevede costi di gestione differenti. Allo stesso modo, non sono previsti fidi bancari o scoperti di conto: il titolare può spendere solo le somme effettivamente presenti sul deposito. Anche l’emissione di assegni bancari cartacei non è contemplata nella configurazione standard del conto corrente base gratuito. L’assenza di questi strumenti serve a proteggere il cliente dal rischio di indebitamento e la banca da potenziali insolvenze, mantenendo lo strumento ancorato alla sua funzione sociale di inclusione e pagamento.

Come richiederlo
La procedura per ottenere l’apertura di questo rapporto è simile a quella di un conto ordinario, ma richiede una documentazione specifica che attesti il diritto alle agevolazioni economiche. Il richiedente deve recarsi presso una filiale della banca prescelta o avviare la procedura tramite il sito web dell’istituto, se previsto. È necessario presentare un documento di identità valido, il codice fiscale e, soprattutto, la certificazione della propria situazione economica. La banca ha il dovere di informare correttamente il cliente sulla disponibilità di questo prodotto, inserendo i fogli informativi del Conto di Base in modo visibile e accessibile sia nei locali aperti al pubblico sia sui canali digitali.
L’obbligo di presentare il certificato ISEE aggiornato
Il requisito fondamentale per la gratuità totale del conto corrente base gratuito è la presentazione dell’Attestazione ISEE. Questo documento deve essere aggiornato e in corso di validità al momento della firma del contratto. Tuttavia, il possesso del requisito non è “una tantum”: il titolare ha l’obbligo di presentare ogni anno, entro il 31 marzo, la nuova certificazione ISEE riferita all’anno corrente. Se il cliente omette di consegnare il documento rinnovato o se l’indicatore supera la soglia degli 11.600 euro, la banca ha il diritto di applicare il canone standard previsto per il Conto di Base (che è comunque calmierato ma non più nullo) o di convertire il rapporto in un conto ordinario, previa comunicazione al cliente. La continuità del beneficio dipende dunque dalla diligenza del titolare nel rinnovare periodicamente la propria documentazione fiscale.

Cosa fare se la Banca si rifiuta di aprirlo
Nonostante l’obbligo legislativo, possono verificarsi situazioni in cui l’istituto di credito tenta di dissuadere il cliente dall’apertura di questo prodotto, preferendo la vendita di conti correnti commerciali più redditizi. Tuttavia, il rifiuto apertura conto corrente base è legittimo solo in casi limitatissimi, come il sospetto di riciclaggio o la mancanza dei documenti d’identità necessari. La banca non può negare l’apertura solo perché il cliente è stato segnalato come “cattivo pagatore” in passato (CRIF) o perché non desidera acquistare altri prodotti (assicurazioni, prestiti). La normativa sull’inclusione finanziaria è molto severa su questo punto: il diritto al conto è considerato un servizio universale.
Le scuse comuni allo sportello e come fare un reclamo ufficiale all’ABF
Tra le scuse più frequenti utilizzate dagli addetti allo sportello troviamo l’indisponibilità tecnica del prodotto, la presunta necessità di risiedere nel comune della filiale o l’obbligo di sottoscrivere polizze assicurative per “coprire i rischi”. Nessuna di queste motivazioni è valida per negare un conto corrente base gratuito. Se il cittadino incontra resistenze, deve innanzitutto richiedere una comunicazione scritta del rifiuto. Successivamente, è possibile procedere con un reclamo formale all’ufficio reclami della banca stessa. Se entro i termini previsti non si riceve risposta o la risposta è insoddisfacente, il passo successivo è il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). L’ABF è un sistema di risoluzione stragiudiziale che interviene rapidamente nei casi di violazione delle norme sulla trasparenza e sui diritti dei consumatori, sanzionando le banche che non rispettano l’obbligo di fornire il conto di base ai cittadini aventi diritto.