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1000 lire carta: quanto vale oggi?

Euro in banconote

Prima dell’introduzione della moneta unica nel Vecchio Continente, avvenuta con l’arrivo dell’euro nel 2002, nel nostro Paese (come ricorderanno i più anziani) circolavano le lire. La vecchia valuta italiana era ovviamente disponibile in diversi tagli e uno di questi era la banconota da 1000 lire, un oggetto che a seconda dei casi oggi potrebbe vantare un valore piuttosto interessante. Vediamo insieme tutto quello che è necessario sapere nel merito della questione.

La storia delle 1000 lire

Ecco tutto quello che è necessario sapere riguardo alla storia delle vecchie 1000 lire di carta e sul loro valore attuale.
Un distributore di banconote

La Banca Nazionale del Regno d’Italia iniziò a stampare le primissime banconote di questo taglio tra il 1872 e iol 1873. Rispetto a quelle che in molti di noi hanno conosciuto in passato erano in realtà piuttosto diverse: presentavano infatti una cornice con in alto gli stemmi di Genova e Torino (allora la capitale d’Italia) e in basso avevano il busto dell’esploratore Cristoforo Colombo. La seconda serie di biglietti, stampata tra il 1878 e il 1881 presentava la scrittura Biglietto Consorziale, mentre per il resto erano assolutamente identici. La prima vera banconota da 1000 lire della neonata Banca D’Italia nacque poi nel 1894: questi biglietti vennero firmati dall’artista senese Rinaldo Barbetti e vennero stampati fino all’anno 1950, per andare poi fuori corso nel giugno del 1953. Tutti conoscevano questo tipo di banconote con il nome di Grande M.

Alla Grande M fu affiancata anche un’altra banconota, la “Regina del mare“, che al suo interno presentava le figure allegoriche legata a Agricoltura, Industria e Commercio: era nello specifico la riproduzione di una statua in marmo installata a Palazzo Koch a Roma, sede della Banca d’Italia.

Le banconote da 1000 lire, per il resto, sono state quelle dal valore più basso mai stampato nel periodo Repubblicano dell’Italia: dal 1946 fino all’ultimo anno di produzione abbiamo assistito nel nostro Paese a otto diverse emissioni.

I design

Come anticipato, nel corso dei decenni la banconota ha vissuto diversi cambiamenti a livello grafico. Nel 1947 per esempio venne stampato un biglietto decisamente più piccolo a livello di dimensioni, prima con il contrassegno Testina d’Italia, poi con quello di Medusa; essa presentava una raffigurazione della Primavera di Botticelli, uno dei quadri più celebri della storia dell’arte italiana conservata al Museo degli Uffizi a Firenze. Tra il 1960 e il 1980, inoltre, fu il compositore Giuseppe Verdi (lo stesso dell’Aida) ad apparire sulle banconote da 1000 lire su due diversi tipi di biglietti. Fu poi il turno dell’esploratore Marco Polo, anche se una delle varianti più celebri è quella che presenta il volto dell’educatrice Maria Montessori, l’inventrice del celebre metodo montessoriano per l’educazione dei bambini: si trattava, in quest’ultimo caso, di un dettaglio del dipinto Bambini allo studio dell’artista Armando Spadini.

Quanto vale la banconota da 1000 lire?

Le vecchie 1000 lire ormai fuori corso potrebbero valere delle cifre piuttosto interessanti: ecco tutto quello che devi sapere.
Una persona che conta dei soldi

Grazie a queste informazioni di base riusciremo a identificare una vera banconota da 1000 lire da un eventuale pezzo fasullo. Prima di tutto sarà fondamentale ricordare che in questi biglietti deve essere presente la filigrana visibile in controluce (in questo caso appariranno il volto della pedagogista e la sigla della Banca d’Italia, cioè B I ). Inoltre, per assicurarsi che non sia un falso è necessario verificare la presenza del filo metallico di sicurezza.

Come per qualunque altro oggetto antico, per il resto, anche queste banconote potrebbero avere un valore importante, basterà che rispettino alcuni criteri: la banconota, per esempio, varrà sicuramente di più rispetto ad altre se è Fior di stampa, cioè se non presenta alcun segno di usura. Per il resto, affinché si possa pensare di guadagnarci qualcosa consegnandola ad un collezionista sarà importante verificare il suo numero di serie.

Per identificare le primissime serie di banconote bisogna individuare quelle con un numero di serie che comincia con le lettere AA e termina con A: in tal caso, i collezionisti potrebbero essere disposti a pagarle fino a 35 euro, purché siano in condizioni eccellenti. Oltre a queste, ci sono altre serie particolarmente ricercate. Le 1000 lire Montessori con numeri seriali contenenti sei cifre identiche o una sequenza sono molto ambite dai collezionisti e possono essere valutate fino a circa cento euro. Esistono anche banconote che possono arrivare fino a 200 euro: si tratta delle cosiddette 1000 lire Montessori sostitutive; queste ultime furono emesse dalla Zecca in sostituzione di pezzi difettosi, sono molto rare e per identificarle bisogna verificare se il loro numero di serie inizia con X. In generale, le banconote da 1000 lire non sono di grande valore.

Dove trovare banconote antiche

Ci sono varie opzioni in questo caso. Molti collezionisti per esempio si affidano a negozi specializzati o persino a fiere di settore dove hanno la fortuna di conoscere altre persone con la loro stessa passione (qualcosa di molto simile accade anche con la numismatica, il collezionismo di monete antiche). Ovviamente, anche il web offre molte risorse agli appassionati: su Ebay, ad esempio, è possibile trovare dei rivenditori di alcune tra le primissime banconote da 1000 lire, come quelle decorate con il volto di Giuseppe Verdi.

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