C’è un numero crescente di piccoli imprenditori, spesso improvvisati, che hanno cominciato di recente a far fruttare i loro immobili di proprietà – come quelli ereditati dai parenti – per trasformarli in case vacanze per turisti. Il fenomeno degli affitti brevi è in costante aumento, ma non tutti sono consapevoli delle limitazioni e dei requisiti legati a questo tipo di attività. Avete mai sentito parlare per esempio del codice CIN per affitti brevi? Sapete come richiederlo e dove esporlo? Ecco una breve guida utile per evitarvi il rischio di incappare in sanzioni salatissime.
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Cos’è il CIN e per chi è obbligatorio

Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è il nuovo strumento introdotto dal Ministero del Turismo per mappare ufficialmente ogni singola struttura ricettiva presente sul nostro territorio nazionale: si tratta di uno strumento imprescindibile per chiunque offra ospitalità a fini turistici, inclusi i privati che gestiscono locazioni brevi (come nel caso dei classici Airbnb sopracitati).
La nuova stretta sugli affitti turistici, B&B e locazioni inferiori a 30 giorni
In questo rinnovato contesto normativo, il Governo ha così uniformato le regole per contrastare l’abusivismo dilagante in Italia. La stretta, di conseguenza, non si limita più ai soli alberghi, ma soprattutto alle locazioni inferiori a 30 giorni (i classici affitti brevi) e i B&B. L’obiettivo è garantire che ogni “posto letto” sul mercato sia tracciato e rispetti gli standard minimi di legge.
Come richiedere il CIN online
La procedura è piuttosto semplice e può essere completata in forma interamente telematica attraverso la Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo.
Accesso con SPID e passaggio di dati dalle vecchie banche dati regionali a quella nazionale
Chiunque sia interessato ad avviare la pratica, dovrà accedere al portale dedicato tramite SPID o CIE. Il sistema è progettato per recuperare automaticamente i dati già inseriti nelle vecchie banche dati regionali (come il CIR o il codice regionale equivalente). Al proprietario spetterà poi il compito di convalidare le informazioni e aggiungere i nuovi requisiti richiesti, in particolare quelli legati alla sicurezza.
I nuovi obblighi di sicurezza per le case in affitto
Arrivati a questo punto, è fondamentale ricordare che mettere a reddito un immobile oggi non significa solo consegnare le chiavi, ma garantire l’incolumità degli ospiti attraverso dotazioni specifiche, prima d’ora obbligatorie solo per gli hotel.
Dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio
Va da sé che ogni immobile dove alloggeranno i vostri clienti dovrà essere dotato di dispositivi funzionanti per la rilevazione di gas combustibili e di monossido di carbonio, che in passato hanno causato numerose vittime, rimaste asfissiate. Questi sensori devono essere installati correttamente e mantenuti in perfetta efficienza: un requisito fondamentale per proteggere i turisti da pericoli invisibili ma potenzialmente letali.
L’obbligo di installare estintori portatili
È diventato obbligatorio installare estintori portatili a norma di legge: questi dispositivi obbligatori devono necessariamente essere posizionati in punti accessibili e ben visibili, con una distribuzione di almeno un estintore per piano o ogni 200 metri quadrati. La manutenzione periodica di questi dispositivi è parte integrante della conformità per mantenere il CIN attivo; in caso contrario, si rischia di perderlo.
Dove va esposto il Codice CIN
La trasparenza è il cuore della riforma: il codice non deve restare chiuso in un cassetto burocratico. Scopriamo qui di seguito, in dettaglio, dove e come deve essere esposto.
Obbligo di esposizione all’esterno del palazzo e in ogni annuncio online
Il Codice CIN dovrà sempre essere esposto obbligatoriamente all’esterno dell’edificio in cui si trova l’appartamento, solitamente vicino al citofono o alla porta d’ingresso. Ancora più importante è la sua presenza digitale: il CIN deve comparire in ogni annuncio online pubblicato su portali come Airbnb, Booking o sui social network.
Le sanzioni per i trasgressori
Chiunque si permetta di trasgredire la norma prevista, considerato che si tratta di una misura che garantisce la sicurezza degli occupanti, rischia grosso. Ecco di quali cifre parliamo.
Multe da 800 a 8.000 euro per chi affitta senza CIN
Chi esercita l’attività di affitto breve senza aver richiesto il codice rischia una multa che va da un minimo di 800 euro fino a un massimo di 8.000 euro. La sanzione, chiaramente, è proporzionata alla dimensione della struttura o del numero di unità gestite.
Multe fino a 6.000 euro per chi ha il CIN ma non rispetta i requisiti di sicurezza

Esiste anche uno scenario differente, cioè quello in cui si sia in possesso del codice ma non dei requisiti minimi di sicurezza. La presenza del CIN, infatti, non basta da sola.
Se durante un controllo la casa risultasse sprovvista di sensori o estintori, il proprietario rischierebbe una multa che va da 600 a 6.000 euro. La regolarizzazione burocratica deve sempre andare di pari passo con quella tecnica.