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Cachet Sanremo 2026: quanto guadagnano conduttori, ospiti e cantanti

Immagine di due microfoni pronti per la conduzione del Festival di Sanremo 2026, simbolo del dialogo tra conduttore e co-conduttori sul palco dell'Ariston

Cresce l’attesa nel pubblico italiano per l’inizio del Festival di Sanremo 2026: l’edizione di quest’anno della kermesse condotta per la seconda volta di fila da Carlo Conti porterà all’Ariston ben 30 cantanti, pronti a contendersi il podio e, chissà, a prendere il testimone di Olly. Quando eventi del genere vanno in onda, in tanti si chiedono quanto guadagnano i conduttori, gli ospiti e i cantanti: se anche voi vi siete posti questa domanda, qui di seguito proveremo – per quanto possibile – a rispondere alle vostre curiosità.

Per cominciare, è necessario sottolineare che le cifre per il conduttore variano a seconda del personaggio, anche se non di rado superano i 500 mila euro. Diverso invece è il discorso per gli artisti, che ricevono solo rimborso spese forfettario, mentre eventuali ospiti internazionali (sempre più rari, invero) hanno fee negoziate singolarmente.

I compensi dei conduttori e co-conduttori

Interno di un negozio di musica con scaffali pieni di dischi in vinile colorati
Poche occasioni sono più
importanti del Festival di Sanremo per il mercato discografico, che oggi si basa anche molto sulla vendita di vinili

Il cuore pulsante del Festival è rappresentato da chi tiene le redini dello show per cinque serate consecutive (quest’anno in programma dal 24 al 28 febbraio). La scelta di Carlo Conti – che ha già confermato che non tornerà nel 2027 – conferma le intenzioni della Rai di affidarsi ad un professionista molto conosciuto e mainstream, sicuramente meno innovatore e più tradizionalista a livello musicale del suo predecessore Amadeus.

Lo stipendio del direttore artistico

Nonostante non ci siano conferme ufficiali a riguardo, anche quest’anno gira voce che il cachet di Carlo Conti per Sanremo (anche alla luce dei risultati di ascolto record dello scorso anno) sarà “monster” e potrebbe tranquillamente superare i 500.000 euro.

Per molti, questa cifra potrebbe sembrare esagerata, ma in realtà la maggior parte delle persone non sanno che sono soldi che vanno spalmati su un anno di lavoro: il direttore artistico di Sanremo passa molti mesi ad ascoltare e selezionare i brani in gara.

Il gettone per le co-conduttrici a serata

Fin dagli anni ’80 e ’80, il conduttore della kermesse viene affiancato da una serie di volti dello sport, della tv, della musica: un caso celebre è stato quello del 2023, quando Chiara Ferragni ha presentato i brani in gara insieme ad Amadeus alla prima puntata e alla finale del Festival.

Il compenso di queste figure, spesso femminili, non è ovviamente paragonabile a quello del conduttore, ma resta di tutto rispetto.

Il mercato di Sanremo si è assestato su una fascia (da prendere come che va dai 25.000 ai 50.000 euro a serata. Questa variazione dipende dalla popolarità del personaggio e dal tipo di impegno richiesto (se si tratta di una semplice co-conduzione o se prevede anche performance artistiche come ballo o canto). Per molti, partecipare a Sanremo è un investimento: accettare un cachet standardizzato apre le porte a contratti pubblicitari e visibilità che valgono molto più della singola apparizione.

Quanto prendono i cantanti in gara?

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non è previsto un reale compenso per i cantanti, che sfruttano Sanremo anche come vetrina promozionale insostituibile per i loro tour e/o album in uscita.

Il rimborso spese etichetta

La realtà economica per i cantanti è molto diversa da quella dei conduttori. L’artista non incassa nulla direttamente nelle proprie tasche. La Rai eroga unindennizzo forfettario allecase discografiche, che per il 2026 si attesta mediamente sui 53.000 euro (si tratta di un ammontare che potrebbe aumentare fino a 75.000 euro per i gruppi più numerosi).

Questo contributo, serve esclusivamente a coprire i costi vivi:

  • Vitto e alloggio per l’artista e il suo staff (spesso numeroso);
  • Spese di trasferta e produzione;
  • Stylist, truccatori e parrucchieri;
  • Promozione e ufficio stampa durante la settimana ligure.

Proprio di recente, si è parlato di incrementare questi rimborsi, considerati troppo bassi da alcune case discografiche: la polemica che è montata a riguardo sembra abbia avuto un impatto sul cast dell’edizione 2026, dove – com’è noto – parteciperanno solo cantanti “minori”, per così dire, e non veri e propri Big della musica italiana tout court.


Il bilancio del festival: costi vs ricavi pubblicitari

Puntuali come le tasse ogni anno arrivano da Destra e Sinistra polemiche sui costi dell’evento e sui compensi dei suoi protagonisti, per quanto il Festival – e non c’è dubbio a riguardo – sia l‘investimento più redditizio dell’anno per la televisione pubblica italiana.

A fronte di costi complessivi di produzione che si aggirano indicativamente tra i 18 e i 20 milioni di euro, la raccolta pubblicitaria gestita da Rai Pubblicità ha raggiunto vette incredibili.


Quanto incassa la Rai dagli spot

Punta di un microfono
Tutti i cachet di conduttori e di personaggi vari che salgono sul palco dell’Ariston sono molto variabili. I cantanti, invece, ricevono un rimborso spese forfettario

Per il 2026, si stima per esempiop che la Rai possa incassare una cifra vicina ai 70 milioni di euro tra spot tradizionali, telepromozioni e partnership con i “Global Partner” (di recente lo è stato Eni Plenitude, che ha sponsorizzato il “green carpet“). Questo significa che il Festival non solo si ripaga completamente, ma genera un utile netto che la Rai utilizza per finanziare altri settori del servizio pubblico meno remunerativi (come l‘informazione o i canali tematici).


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