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Javier Milei: chi è il nuovo presidente dell’Argentina?

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Javier Milei è il nuovo presidente dell’Argentina. Ritenuto dalla stampa internazionale incapace di governare, filonazista e inadeguato Milei è diventato il nuovo presidente dell’Argentina. Con Javier Milei Argentina subisce un cambiamento epocale nella sua politica.

Un misto tra Donald Trump è Beppe Grillo un economista ultraliberista con idee filonaziste e omofobe ha costruito la sua campagna elettorale sul suo personaggio e ora gli esperti sperano che non sia coerente con quanto detto in questi mesi. Il voto per Milei è stato un messaggio forte da parte della popolazione argentina, infatti, Milei ha ottenuto il 56% di voti sconfiggendo il candidato peronista progressista Sergio Massa.

Il suo stile informale e fuori dalle righe con il giubbotto di pelle e i capelli arruffati è simbolo di un personaggio difficile da incasellare. Non si tratta solo della vittoria dell’estrema destra, con Javier Milei Argentina inizia una nuova era, come lui stesso ha annunciato nel suo discorso, quella della fine della decadenza. I suoi discorsi vanno oltre i soliti toni accesi dell’estrema destra conservatrice piuttosto è il classico populista demagogo che ha risultati efficaci come mostra la sua vittoria.

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Javier Milei in un comizio con i capelli arruffati

Definito dal Finalncial Times un libertario radicale, Milei ha delle idee politiche ed economiche molto nette come si evince dalla sua intenzione di eliminare alcuni ministeri come quello della cultura, dell’ambiente e della parità di genere. Ma oltre alla sua comunicazione eccessiva (come quando ha impugnato la motosega per simboleggiare il taglio alla spesa pubblica) quello che ha portato alla vittoria Javier Milei Argentina in difficoltà, un paese che per il 40% vive sotto la soglia di povertà e deve fare i conti con un’inflazione al 143%.

Il voto che l’Argentina ha dato a Milei è un voto di protesta motivato da una forte crisi economica e da un forte malcontento sociale. Scegliendo Javier Milei Argentina ha scelto un politico fuori dalle righe e dal sistema, un sistema che ha deluso il paese. Un’alternativa populista che ha saputo approfittare della crisi.

Chi è Javier Milei Argentina presidente

Un uomo eccentrico, anarchico, libertario e populista che ha condotto una campagna elettorale fuori dagli schemi e con toni aggressivi Javier Milei è stato premiato alle urne da un popolo deluso. Milei, 53 anni, è stato a lungo docente di macroeconomia poi negli ultimi anni ha iniziato ad apparire in tv e in radio criticando i presidenti al potere prima Macrì e poi Fernandez. Nel 2021 viene eletto deputato mettendo in chiaro la sua posizione politica vicina all’estrema destra di Trump e di Bolsonaro ma anche del partito Vox in Spagna. Si candida con il partito La Libertà Avanza e inizia a diffondere le sue idee.

Per quanto riguarda la sua vita privata ha cinque cani che considera come figli e che ha chiamato come i suoi economisti preferiti: Milton (Friedman), Murray (Rothbard), Robert (Lucas) e Lucas e ha una relazione con la comica e imitatrice argentina Fátima Florez. Ha dichiarato che il suo mito è Al Capone definendolo benefattore sociale e di essere professore di sesso tantrico.

Tra i suoi cavalli di battaglia ci sono l’avversione alla casta politica, il negazionismo del cambiamento climatico – che crede derivi da un complotto socialista -, l’abolizione della Banca centrale e la dollarizzazione dell’economia. Inoltre, in tema di diritti, Milei considera l’educazione sessuale un complotto contro la famiglia, vuole vietare l’aborto e liberalizzare il possesso di armi. Anche Papa Francesco rientra tra i suoi nemici perché portatore di un pensiero socialista e comunista contro cui si scaglia ferventemente. Il suo bersaglio preferito è lo stato, soprattutto con il modello peronista, che descrive come un’organizzazione criminale che preleva con forza le tasse. Infatti, si promette il salvatore dell’Argentina promettendo di restituire quei soldi ai cittadini.

Javier Milei
Javier Milei con giubbotto di pelle

Milei: l’anarcocapitalista alla guida dell’Argentina

Paradossalmente assumerà il potere Javier Milei Argentina festeggerà i 40 anni di democrazia dalla dittatura militare. L’anarcocapitalista Milei cavalca l’onda del populismo estremista di destra ma in qualche modo si differenzia proprio per il suo essere eccessivamente sopra le righe e la vena anarchica. Emblematico è il suo soprannome che si porta dietro fin dalle scuole “El loco”, il pazzo a causa della sua aggressività e veemenza dimostrata anche quando è diventato un personaggio pubblico prima in tv e poi in politica.

Ciò che lo differenzia dalla destra ultraconservatrice di matrice trumpiana seguita dal brasiliano Bolsonaro, è anche il suo pensiero contraddittorio su alcune materie. Si oppone all’educazione sessuale e al femminismo ma difende la libertà di scegliere il proprio genere sessuale e il matrimonio tra persone dello stesso sesso così come è favorevole alla legalizzazione delle droghe. Lui stesso infatti rifiuta di appartenere ideologicamente all’ultradestra perché su alcune cose si dissocia anche se in linea di massima le sue teorie sono ascrivibili ad un pensiero populista di destra estrema.

Un personaggio sui generis che viene dal mondo dell’economia e della crescita economica che porta avanti un modello di prosperità per il suo paese in contrasto con tutto ciò che è stato fatto finora. L’obiettivo di Javier Milei Argentina come futuro presidente è quello di scardinare lo stato e impostare un nuovo ordine per far rinascere lo stato sudamericano attraverso la rinascita del liberalismo. In pochi anni è diventata una delle figure più influenti dell’Argentina scalando i vertici della politica e vincendo a sorpreso le elezioni.

Teatrale, anticonvenzionale, eccessivo guiderà Javier Milei Argentina delusa e sofferente dopo una campagna elettorale fatta di toni accesi e a tratti scurrili, gesti simbolici e iperbolici. Una retorica populista condotta da un antieroe anarchico ultraliberista. Descritto come un fanatico instabile, questo insolito personaggio sarà alla guida dell’Argentina dal prossimo 10 dicembre 2023 dopo aver raccolto il voto di un popolo stanco e arrabbiato contro una politica insoddisfacente.