Il bollino blu caldaia rappresenta il controllo di efficienza energetica previsto dalla normativa nazionale e regionale sugli impianti termici. Non si tratta di una formalità facoltativa, ma di un adempimento obbligatorio che certifica il corretto funzionamento dell’impianto e il rispetto dei limiti sulle emissioni. Proprio per questo, il bollino blu è spesso al centro di discussioni e liti tra inquilino e proprietario, soprattutto quando l’immobile è concesso in locazione e non è chiaro chi debba sostenere i costi e le responsabilità operative.
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La confusione nasce dal fatto che il bollino blu caldaia è collegato sia alla manutenzione ordinaria sia agli obblighi di legge sul controllo dei fumi. Chiarire fin da subito le competenze evita incomprensioni e, soprattutto, il rischio di sanzioni elevate. In linea generale, la normativa individua nel soggetto che utilizza l’impianto il cosiddetto “responsabile dell’esercizio”, ma con importanti distinzioni da fare.
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Di seguito una tabella riassuntiva delle responsabilità, utile come riferimento immediato nei rapporti di locazione:
| Voce | Inquilino | Proprietario |
|---|---|---|
| Uso quotidiano dell’impianto | Sì | No |
| Manutenzione ordinaria | Sì | No |
| Bollino blu caldaia | Sì | No |
| Interventi straordinari | No | Sì |
| Adeguamento normativo | No | Sì |
Questa distinzione, apparentemente semplice, richiede però un approfondimento tecnico per comprendere cosa rientra davvero nel bollino blu caldaia e cosa invece è manutenzione ordinaria.

Differenza tra manutenzione ordinaria e bollino blu
Uno degli errori più comuni è considerare il bollino blu caldaia come sinonimo di manutenzione ordinaria. In realtà, si tratta di due attività diverse, anche se spesso vengono eseguite contestualmente dalla stessa ditta specializzata.
La manutenzione ordinaria riguarda tutte le operazioni necessarie a mantenere la caldaia in buono stato di funzionamento. Comprende la pulizia dei componenti, il controllo visivo dell’impianto, la verifica delle sicurezze e la regolazione di base. Questa attività ha lo scopo di prevenire guasti, migliorare l’efficienza e garantire la sicurezza dell’utente.
Il bollino blu caldaia, invece, è collegato al controllo di efficienza energetica e all’analisi dei fumi di combustione. L’esito del controllo viene registrato nel catasto regionale degli impianti termici e certificato tramite l’apposizione del bollino o l’invio telematico dei dati. È un obbligo di legge, con periodicità definita, e non dipende dalla volontà delle parti.
Dal punto di vista giuridico, questa distinzione è fondamentale perché incide direttamente sulla ripartizione delle spese tra inquilino e proprietario.

Focus tecnico: frequenza di manutenzione e controlli obbligatori
Entrando nel dettaglio tecnico, è possibile distinguere chiaramente tra interventi consigliati e interventi obbligatori.
La manutenzione della caldaia, inclusa la pulizia del bruciatore, è fortemente consigliata ogni anno. Non sempre la legge impone una cadenza annuale fissa, ma le istruzioni del costruttore e le buone pratiche di sicurezza portano a considerarla una prassi indispensabile. Questo intervento rientra nella gestione ordinaria dell’impianto e incide direttamente sui consumi e sulla durata della caldaia.
Il bollino blu caldaia, invece, è legato all’analisi dei fumi ed è obbligatorio per legge ogni 2 o 4 anni, in base alla potenza dell’impianto e al tipo di combustibile utilizzato. La scadenza controllo fumi caldaia non è quindi uguale in tutta Italia, perché le Regioni possono stabilire regole specifiche, pur nel rispetto della normativa nazionale.
Il mancato rispetto di queste scadenze non è una semplice irregolarità formale, ma può portare a conseguenze economiche rilevanti.

Tabella ripartizione spese tra inquilino e proprietario
Per evitare dubbi interpretativi, è utile analizzare nel dettaglio chi paga cosa quando si parla di bollino blu caldaia e manutenzione dell’impianto in un immobile in affitto.
| Tipologia di spesa | A carico dell’inquilino | A carico del proprietario |
|---|---|---|
| Manutenzione ordinaria | Sì | No |
| Pulizia annuale caldaia | Sì | No |
| Bollino blu caldaia | Sì | No |
| Tassa o contributo regionale | Sì | No |
| Sostituzione caldaia | No | Sì |
| Rottura scambiatore o scheda | No | Sì |
| Adeguamento normativo impianto | No | Sì |
L’inquilino sostiene queste spese perché è considerato responsabile dell’esercizio dell’impianto e del suo utilizzo quotidiano. Non a caso, la manutenzione ordinaria caldaia inquilino è uno dei principi più consolidati nella prassi e nella giurisprudenza.
Il proprietario, invece, resta responsabile degli interventi straordinari, delle sostituzioni e degli adeguamenti richiesti da nuove normative. Qualsiasi guasto strutturale o vetustà dell’impianto non può essere imputata all’inquilino.

Costo medio del bollino blu 2026
Uno dei temi più discussi riguarda il costo bollino blu caldaia, soprattutto in vista degli aumenti generalizzati dei servizi energetici. Nel 2026, il costo medio stimato per l’operazione completa si colloca in un range compreso tra 70 euro e 120 euro.
Questa cifra include generalmente la pulizia di base, il controllo dei fumi, il rilascio del bollino blu caldaia e il versamento del contributo o bollettino regionale. Il prezzo può variare in base alla zona geografica, alla potenza della caldaia e alle tariffe applicate dal manutentore.
È importante diffidare di offerte troppo basse che non includono tutti gli adempimenti richiesti, perché un controllo incompleto può risultare nullo ai fini di legge e lasciare l’impianto irregolare.

Sanzioni: chi prende la multa in caso di irregolarità
Il tema delle sanzioni è spesso sottovalutato, ma rappresenta uno degli aspetti più delicati legati al bollino blu caldaia. In caso di mancato controllo o di irregolarità, la multa mancato controllo caldaia può variare da 500 euro fino a 3.000 euro, a seconda della gravità e delle disposizioni regionali.
La sanzione viene notificata al soggetto che abita l’immobile, ovvero al responsabile dell’impianto. Nella maggior parte dei casi, quindi, la multa ricade sull’inquilino, salvo che riesca a dimostrare di aver correttamente affidato la manutenzione a un tecnico abilitato e di aver rispettato le scadenze previste.
Questo aspetto rende ancora più importante conservare la documentazione relativa al bollino blu caldaia e ai controlli effettuati. La prova dell’adempimento è l’unico strumento efficace per evitare sanzioni ingiustificate o contestazioni successive.