A chi non danno fastidio le zanzare? A tutti, vero? E non è un caso se in tanti sentono il bisogno di installare nella propria abitazione delle protezioni che impediscano a questi antipatici insetti di entrare in casa. Sapevate, a proposito, che anche nel 2026 potete accedere al bonus zanzariere? Scoprite insieme a noi di Affari e Finanza come fare per ottenerlo e tutti i requisiti necessari.
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Come funziona il Bonus Zanzariere nel 2026

Contrariamente a quello che potreste pensare, non stiamo parlando di un’agevolazione fiscale a se stante, quanto piuttosto di un incentivo che rientra nel perimetro dell’Ecobonus per le schermature solari. Questa misura nasce con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica degli edifici, riducendo il calore che entra nelle stanze durante l’estate e, di conseguenza, limitando l’uso dei condizionatori.
La detrazione IRPEF del 50% spalmata in 10 anni
L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta pari al 50% delle spese sostenute, fino a un limite massimo di 60.000 euro per ogni singola unità immobiliare. È importante sottolineare che lo Stato non eroga un rimborso diretto sul conto corrente, né permette (salvo rare eccezioni normative) lo sconto in fattura: stiamo infatti parlando di un recupero che avviene sotto forma di detrazione IRPEF ripartita in 10 quote annuali di pari importo all’interno della dichiarazione dei redditi.
I requisiti tecnici obbligatori
Affinché la spesa sia detraibile, non basta che la zanzariera sia, prima di tutto, di buona fattura; deve rispondere a criteri costruttivi precisi definiti dalla normativa sull’efficientamento energetico. Se invece così non fosse, non sarà possibile ottenere il contributo economico richiesto.
Cosa significa schermatura solare e perché la semplice rete anti-insetti non basta
Si potrebbe pensare che la classica rete anti-insetti già installata in molte case possa essere sufficiente per l’ottenimento del beneficio, ma non è affatto così. Il cuore del bonus risiede nel concetto, meno conosciuto, di schermatura solare.
Per essere considerata tale, la zanzariera deve essere applicata in modo solidale all’edificio (non soltanto rimovibile o adesiva, insomma), essere installata a protezione di una superficie vetrata ed essere regolabile (cioè chiudibile e apribile a seconda dell’intensità solare). Una semplice rete fissata con il velcro che serve solo a fermare le mosche – e di cui probabilmente già disponete – non possiede i requisiti energetici necessari per l’Ecobonus.
Il valore G-Tot inferiore a 0,35 e la marcatura CE
Parliamo ora più nel dettaglio delle specifiche tecniche della zanzariera: il parametro decisivo è il fattore solare G-Tot, cioè il valore che misura la capacità della zanzariera (unita al vetro della finestra) di schermare i raggi solari. Per legge, nel 2026, questo valore deve essere uguale o inferiore a 0,35. Inoltre, il prodotto deve essere obbligatoriamente dotato di marcatura CE, a garanzia della sicurezza e della qualità del materiale. Prima dell’acquisto, richiedete sempre al fornitore la scheda tecnica che attesti questi parametri: in questo modo potrete dire di essere già in possesso del prodotto giusto nel caso in cui ne aveste bisogno.
Serve la ristrutturazione edilizia in corso?
In questo caso abbiamo una notizia positiva da dare a chi fosse preoccupato/e che servisse necessariamente una ristrutturazione edile in corso: la risposta a questa domanda è no, o perlomeno, non per forza. Un aspetto interessante di questo bonus è la sua flessibilità: a differenza del Bonus Mobili, il Bonus Zanzariere rientra nelle opere di riqualificazione energetica (Ecobonus). L’installazione, di conseguenza, può avvenire anche come singolo intervento di efficientamento energetico in regime di edilizia libera, senza la necessità di presentare CILA o SCIA al Comune, a patto di rispettare i requisiti tecnici sopra citati. Tutto questo, com’è ovvio, semplifica e di molto le cose a chi volesse ottenere l’agevolazione.
Come pagare per non perdere il diritto al bonus
La correttezza del pagamento è la fase più delicata: un errore formale in questo passaggio può compromettere l’intera pratica, portando alla perdita definitiva del beneficio fiscale anche se la zanzariera possiede tutti i requisiti tecnici. Qui di seguito vi spieghiamo, in modo semplice, quali sono le sviste che potrebbero compromettere il raggiungimento di questo obiettivo.
L’obbligo del “Bonifico Parlante” per riqualificazione energetica
Per essere ammessi alla detrazione, il pagamento deve essere effettuato tassativamente tramite bonifico bancario o postale “parlante”. Non sono ammessi assegni, contanti, né tantomeno carte di credito o debito ordinarie.
Ricordiamo anche che quasi tutti gli istituti di credito mettono oggi a disposizione modelli precompilati specifici per la “Riqualificazione Energetica” (ai sensi dell’art. 14 D.L. 63/2013, qui i dettagli), che garantiscono l’applicazione della ritenuta d’acconto dell’8% spettante per legge alle ditte fornitrici.
Quale causale, Partita IVA e Codice Fiscale inserire nel pagamento
Se ci fossero delle incongruenze o delle informazioni scorrette non è da escludere lo scenario in cui l’AdE possa effettuare dei controlli. Ecco perché è importante che nel bonifico siano inseriti:
- La causale: cioè il riferimento esatto alla normativa (es. “Bonifico per detrazione ex Art. 14 D.L. 63/2013”) e numero della fattura che si sta pagando;
- I dati del beneficiario: il Codice Fiscale di chi richiede la detrazione e a cui è intestata la fattura;
- Dati del fornitore: la Partita IVA o il Codice Fiscale della ditta che ha venduto e/o installato le schermature solari.
La comunicazione ENEA
Chiudiamo infine sottolineando che l’ultimo step necessario da seguire per garantirsi il bonus è l’invio della documentazione all’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA). Si tratta di un obbligo burocratico imprescindibile per chiunque acceda all’Ecobonus.
Come trasmettere i dati tecnici sul portale ENEA

Entro 90 giorni dalla data di fine lavori (o dal collaudo), è necessario trasmettere i dati dell’intervento attraverso il portale ufficiale ENEA dedicato all’anno di riferimento 2026. La procedura in questo caso prevede l’inserimento dei dati anagrafici del richiedente, le caratteristiche dell’immobile e, soprattutto, i dati tecnici della zanzariera (superficie in metri quadri, orientamento e valore G-Tot certificato). Una volta completata la procedura, il sistema rilascerà una ricevuta telematica con un codice identificativo univoco (CPID): ricordate sempre di stamparla e conservarla con cura insieme alle fatture e alle ricevute dei bonifici, poiché dovrete esibirla in caso avvenissero futuri controlli fiscali.