x

x

Vai al contenuto
Messaggio pubblicitario

Migliori ETF cybersecurity: conviene investire nella sicurezza informatica nel 2026?

La protezione dei dati personali e aziendali è diventata la sfida principale per i professionisti del 2026 nell'era dell'IA.

Degli ETF su Affari e Finanza vi abbiamo ormai già parlato in diverse occasioni: si tratta di fondi di investimento quotati in borsa che replicano, in modo passivo, l’andamento di un determinato indice di mercato. Tra i vari ETF esistenti si trovano anche quelli focalizzati sul settore della cybersecurity, ma siamo davvero certi che siano una buona opzione per le proprie scelte di investimento? In questo articolo vi spiegheremo nel dettaglio se ad oggi, nel 2026, possa convenire o meno investire su di essi.

Il megatrend della sicurezza informatica: perché il mercato cresce

Schermo di uno smartphone con icone di app social famose, focus sulla privacy digitale e la cybersecurity nel settore mobile.
L’ecosistema dei social media richiede infrastrutture di cybersecurity sempre più robuste per contrastare i furti d’identità su larga scala

Non c’è alcun dubbio rispetto al fatto che il settore della cybersecurity sia diventato una priorità assoluta per l’economia globale. Con un mercato stimato a 248 miliardi di dollari nel 2026 e una proiezione di 700 miliardi entro il 2034, il mercato beneficia di una spesa aziendale inarrestabile. Il costo medio di un singolo data breach è salito del 10% in un solo anno, raggiungendo i 4,88 milioni di dollari (“secondo report come “”), rendendo l’investimento in difesa digitale non più opzionale, ma vitale.

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale sugli attacchi hacker

Investire in ETF sulla cybersecurity significa esporsi a un comparto che registra un tasso di crescita annuale composto (CAGR) superiore al 10%. L’aumento dei budget IT aziendali per difendersi da ransomware e IA malevole rende questo megatrend uno dei più solidi per il decennio. L’IA funge da “arma a doppio taglio“: da un lato genera malware sempre più sofisticati, ma dall’altro potenzia anche i sistemi di rilevamento automatico delle minacce, alimentando la domanda di soluzioni software avanzate.

Le normative governative che obbligano le aziende a investire

Non pensiate che ci sia solo la paura dei cyber-attacchi a muovere il mercato: a farlo è anche la legge! Nel 2026, la piena attuazione della direttiva europea NIS2 e del regolamento DORA (specifico per il settore finanziario) ha imposto standard di sicurezza rigidissimi. Le aziende che non si adeguano rischiano sanzioni milionarie, il che trasforma la cybersecurity in una spesa obbligatoria e ricorrente nel bilancio di ogni società. Questo crea un flusso di entrate costante (anche chiamato “sticky revenue” dagli addetti del settore) per le aziende di sicurezza, il che rende il settore meno sensibile ai cicli economici negativi rispetto ad altri comparti tech.

ETF Cybersecurity: i 3 migliori disponibili su Borsa Italiana

Vediamo ora nel dettaglio le opzioni più interessanti per i nostri investitori interessati a puntare sull’eccellenza della difesa digitale (tra quelle effettivamente accessibili su Borsa italiana).

L&G Cyber Security UCITS ETF: analisi componenti e rendimento storico

L’ETF di Legal & General (ISIN: IE00BYPLS672) è uno dei veterani del listino italiano. Il fondo replica l’indice ISE Cyber Security UCITS Index e si distingue per un approccio che include sia aziende consolidate che realtà emergenti ad alta crescita. Con un patrimonio in gestione solido e una diversificazione che spazia dai giganti del networking alle società di crittografia software, questo ETF ha mostrato un rendimento storico resiliente, beneficiando della sua esposizione globale che non si limita ai soli Stati Uniti, ma cattura l’innovazione anche in Israele ed Europa.

iShares Digital Security: la diversificazione targata BlackRock

L’offerta di BlackRock in questo settore è rappresentata dall’iShares Cybersecurity and Tech ETF (IHAK). Questo fondo – quotato principalmente su mercati esteri e non direttamente su Borsa Italiana in versione UCITS – si distingue per una commissione annua competitiva dello 0,47% e una struttura diversificata che comprende 38 titoli. Non si limita alle aziende “pure-play”, ma include società tecnologiche coinvolte nel cloud computing e in nicchie adiacenti alla sicurezza, offrendo una protezione più ampia contro la volatilità del singolo titolo.

WisdomTree Cybersecurity: focus sulle società pure-play cloud

Il WisdomTree Cybersecurity Fund (WCBR) è uno dei prodotti più mirati sul mercato, e vanta un focus stretto su soli 25 titoli. Con una commissione dello 0,45%, questo fondo punta su aziende leader nel cloud e nel rilevamento delle minacce. Tra le sue posizioni principali spiccano nomi come CrowdStrike, Datadog e CyberArk, rendendolo ideale per chi cerca un’esposizione pura alle tecnologie software più innovative.

Per completezza di informazione, ricordiamo che anche questo, come il precedente, è quotato principalmente su mercati esteri e non direttamente su Borsa Italiana in versione UCITS.

Simulazione di investimento a 5 anni

Proviamo a questo punto a ipotizzare quali potrebbero essere gli scenari di investimento nel breve termine.

Quanto avresti oggi se avessi investito 10.000€ nel 2021

Prendendo come riferimento il First Trust Nasdaq Cybersecurity ETF (CIBR), che ha visto le sue azioni più che triplicare dalla nascita (2015), un investimento effettuato nel 2021 avrebbe beneficiato di una crescita media annua a doppia cifra (pur sempre con forti oscillazioni nel breve periodo).

In generale, sottolineiamo che il settore ha sistematicamente sovraperformato il mercato tech generale, proprio grazie alla criticità dei servizi offerti.

I rischi del settore

Come per qualunque altro investimento, anche quello in ETF in cybersecurity presenta una serie di aspetti da non sottovalutare, onde evitare brutte sorprese.

Alta volatilità e multipli di valutazione molto costosi

Le singole azioni del settore sono note per l’elevata volatilità e per valutazioni spesso “premium” rispetto ad altri comparti tecnologici. Gli ETF mitigano questo rischio offrendo diversificazione, ma i costi di gestione (o Expense Ratio) tendono a essere più alti rispetto agli indici broad-market (con punte dello 0,60% per fondi come l’Amplify HACK).

Il rischio obsolescenza per le singole aziende

Set di dispositivi Apple con MacBook Air, iPad e iPhone su una scrivania, rappresentazione dell'interconnessione digitale moderna.
La convergenza dei dispositivi Apple e dei sistemi cloud aumenta la superficie di attacco, spingendo la crescita dei ricavi per le aziende di sicurezza

C’è poi un altro rischio, forse persino più subdolo e imprevedibile del precedente: in un mercato dove l’IA e il calcolo quantistico evolvono rapidamente, il rischio che una singola azienda venga superata da una nuova tecnologia è più che concreto. L’approccio tramite ETF protegge l’investitore da questo pericolo: se un’azienda perde la sua posizione dominante, il fondo viene comunque ribilanciato (spesso trimestralmente come il CIBR o il BUG) per includere i nuovi leader tecnologici, garantendo la sopravvivenza del portafoglio nel lungo termine.

Argomenti