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Bolletta luce, conviene la tariffa bioraria o monoraria nel 2026?

Chi lavora da casa nel 2026 deve analizzare con cura i consumi in fascia F1: ecco perché lo smart working rende spesso la tariffa monoraria più conveniente della bioraria

Le bollette sono da sempre uno dei principali spauracchi per gli italiani, e questo principio vale soprattutto in un periodo storico in cui prosegue la crisi energetica, con tutte le incertezze che questa comporta. Non c’è dunque da stupirsi se in tanti si chiedano se per quanto riguarda la bolletta della luce possa convenire di più la tariffa bioraria o piuttosto quella monoraria. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul calcolo delle fasce F1 e F2 nel 2026.

Approfondimenti

Primo piano di un uomo che tiene in mano diverse bollette della luce per controllare le sigle delle fasce orarie
Capire la differenza tra tariffa monoraria e bioraria inizia dalla lettura corretta della bolletta. Scopri come interpretare i costi per evitare rincari energetici nel 2026

Capire le bollette

Per muoversi consapevolmente nel mercato libero o tutelato, è essenziale decifrare il “codice” che i fornitori utilizzano per segmentare il costo del kilowattora ($kWh$). Queste sigle non sono arbitrarie, ma seguono l’andamento della domanda di energia sulla rete nazionale.

F1: dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 19:00

La fascia F1 coincide con il picco di attività industriale e commerciale. È il momento in cui la richiesta di energia è massima e, di conseguenza, il prezzo all’ingrosso (PUN – Prezzo Unico Nazionale) tende a salire. Per chi ha una tariffa bioraria, consumare in questa fascia significa pagare il prezzo massimo possibile.

F2 e F3: sere, weekend e giorni festivi

Spesso accorpate nelle offerte commerciali (Fascia F23), queste rappresentano i momenti di “scarico” della rete:

  • F2: dal lunedì al venerdì, dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00; il sabato dalle 7:00 alle 23:00;
  • F3: dalle 23:00 alle 7:00 dal lunedì al sabato; la domenica e i giorni festivi l’intera giornata.

Come funziona la tariffa Monoraria

La tariffa monoraria la potremmo definire come “la quintessenza della semplicità”: in questo caso il costo della componente energia rimane invariato, indipendentemente dal fatto che si stia avviando una lavatrice a mezzogiorno di un martedì o alle tre di notte di una domenica.


La serenità di non dover guardare l’orologio prima di accendere forno

Il vantaggio principale della monoraria è più che altro di natura psicologica e organizzativa. Non esiste lo “stress da orario”.

In un’epoca in cui i ritmi di vita sono sempre più fluidi, non dover posticipare le faccende domestiche alla sera tardi rappresenta un valore aggiunto. È la scelta perfetta per le famiglie numerose, per chi ha figli piccoli che richiedono pasti e lavaggi continui, e per chiunque non voglia trasformare la gestione della casa in un esercizio di logistica militare!

Come funziona la tariffa bioraria/multioraria

La tariffa bioraria si basa su una sorta di “patto” tra fornitore e consumatore: il fornitore concede uno sconto significativo nelle ore notturne e nei festivi, a patto che il consumatore accetti un sovrapprezzo durante il giorno.

Il rincaro diurno

Attenzione a non cadere in un errore piuttosto comune, cioè convincersi che la bioraria sia “un’offerta” tout court. Non è così! In realtà, si tratta piuttosto di una scommessa sulle proprie abitudini.

Il prezzo in F1 in una bioraria è sensibilmente più alto del prezzo unico di una monoraria: questo rincaro serve a compensare lo sconto applicato nelle fasce F2 e F3. Se non si sposta una massa critica di consumi verso la sera, il sovrapprezzo pagato durante il giorno annullerà completamente il risparmio notturno, portando a una bolletta finale più salata.

Il test del contatore

Ma quindi come si fa per capire che tipo di tariffa abbiamo attualmente attiva, e quale invece è quella che più ci conviene da un punto di vista economico? Ecco, qui di seguito, alcuni consigli utili.

Leggere la bolletta attuale

Prima di cambiare contratto, è fondamentale analizzare i dati reali. Il vostro contatore elettronico è una miniera di informazioni che vi dice esattamente come state usando l’elettricità.

Ogni bolletta moderna include una sezione dedicata al “Dettaglio Consumi“: qui, solitamente tramite un grafico a torta o una tabella riepilogativa, viene indicata la percentuale di energia consumata in F1, F2 e F3. Se doveste notare che la fetta della torta relativa alla F1 è ampia (ovvero superiore al 30-35%), siete probabilmente nel regime tariffario sbagliato se avete una bioraria.

La regola d’oro del 70%

La matematica del risparmio energetico nel 2026 è chiara: per rendere la bioraria economicamente vantaggiosa rispetto a una monoraria, occorre che almeno il 70% del consumo totale avvenga nelle fasce F2 e F3. Al di sotto di questa ideale soglia, la differenza di prezzo tra le fasce non è sufficiente a coprire il “costo punitivo” della fascia diurna.

L’impatto del fotovoltaico sulle tariffe

Viviamo in un contesto sempre più attento alle tematiche green e all’importanza del risparmio energetico in un’ottica ambientale. Ecco perché, negli ultimi anni (e il 2026 non fa eccezione) abbiamo assistito a un’esplosione delle installazioni domestiche e del lavoro agile, due fattori che hanno ribaltato completamente le logiche di convenienza del passato.

Chi lavora in Smart Working deve scappare dalla bioraria

Non di rado, succede che anche ai lavoratori dipendenti venga concesso il privilegio di lavorare da casa, magari addirittura in modalità “full remote”: per questi soggetti i cosiddetti consumi “basali” (computer, monitor, luci, riscaldamento o climatizzazione, e così via) avvengono quasi interamente in fascia F1. In questo scenario, restare con una tariffa bioraria è, senza troppi giri di parole, una scelta autolesionista. La monoraria protegge il portafoglio proprio durante le ore di produzione lavorativa, evitando che i costi fissi dello smart working diventino insostenibili.

Chi ha i pannelli solari ha sempre bisogno di tariffe serali agevolate

Calcolo del risparmio energetico sulla bolletta della luce con calcolatrice e documenti sul tavolo di casa
Applica la regola d’oro del 70%: se i tuoi consumi serali e nel weekend sono inferiori a questa soglia, la tariffa bioraria potrebbe essere una trappola per il tuo portafoglio

Paradossalmente, chi ha un impianto fotovoltaico si trova nella situazione opposta. Di giorno, l’energia consumata è (in gran parte) autoprodotta e gratuita. Il prelievo dalla rete avviene quasi esclusivamente quando il sole tramonta.

Per questi utenti, la bioraria è una scelta quasi obbligata: non prelevano nulla in F1 (perché usano i pannelli) e pagano poco l’energia che prelevano di sera (F2-F3). In questo caso, la bioraria non è una trappola, ma si presenta piuttosto come il complemento perfetto per massimizzare il ritorno sull’investimento tecnologico.

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