Pochi portieri come Gianluigi Buffon hanno scritto una pagina della storia del calcio italiano, da alcuni considerato il più grande portiere di sempre. Con dieci scudetti e un campionato del Mondo alle spalle, lo sportivo si è garantito non solo un posto al sole tra i migliori, ma anche un patrimonio importante, fondamentale base per i suoi investimenti. Ecco tutte le curiosità sul patrimonio di Gianluigi Buffon e sulle sue varie fonti di guadagno nei suoi (lunghi) anni di carriera.
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Una carriera da record: gli stipendi d’oro tra Juve, PSG e Parma

Il Palmarès di Buffon è impressionante ed è di un livello invidiabile per la maggior parte dei suoi (ormai ex) colleghi sul campo. Certo, non si può negare che per costruire un solido impero economico sia stato necessario anche monetizzare in parallelo questo immenso talento sportivo.
La traiettoria dei guadagni di “Gigio” ha seguito di pari passo la sua crescita tecnica. Il primo vero salto di qualità finanziario è avvenuto nel 2001, con il memorabile trasferimento dal Parma alla Juventus per la cifra record di circa 105 miliardi di lire. In bianconero, Buffon diventa rapidamente uno dei calciatori più pagati della Serie A. Nelle sue diciannove stagioni complessive a Torino, si stima che il portierone abbia incassato circa 84 milioni di euro netti di soli ingaggi, accettando addirittura una riduzione dello stipendio a 4 milioni netti durante l’anno della Serie B per rimanere fedele alla maglia.
La parentesi francese al Paris Saint-Germain nel 2018, seppur breve, ha pur sempre aggiunto un ulteriore tassello d’oro al suo conto bancario (già di tutto rispetto): stiamo parlando in questo caso di un contratto annuale con opzione per il secondo che garantiva circa 5 milioni di euro netti, arricchiti da ricchi bonus legati alle prestazioni della squadra in Champions League. Infine, il romantico ritorno alle origini nel Parma nel 2021, dove ha chiuso la carriera accettando cifre decisamente più contenute ma comunque di rilievo per la categoria, ne ha confermato in modo definitivo (non che ci fossero dubbi) la sua solidità finanziaria e sportiva.
Non dimentichiamoci, dulcis in fundo, che a queste cifre è poi necessario aggiungere anche i contratti di sponsorizzazione pluriennali con brand globali del calibro di Puma, Pepsi e PokerStars, che potrebbero aver fatto lievitare il suo patrimonio stimato (mai reso pubblico) ben oltre i 60 milioni di euro.
I successi immobiliari e gli scivoloni azionari
Ovviamente, quando si gestiscono cifre così importanti, non sempre tutto va secondo i piani, ed è anche per questo che è sempre importante preparare un piano B o comunque differenziare il proprio portafoglio di investimenti. Buffon, in questo senso, ne sa qualcosa.
Il caso Zucchi: l’analisi finanziaria dell’investimento nell’azienda tessile
Se questi progetti hanno funzionato, non possiamo dire lo stesso di altre iniziative sulle quali ha scommesso.
Clamoroso, in questo senso, è stato lo scivolone di cui aveva parlato al Corriere relativo all’investimento sulle azioni di Zucchi, nota azienda tessile che gli aveva fatto perdere almeno 20 milioni di euro. Buffon era entrato nella Zucchi nel 2011, beccandosi anche una multa (di 60mila euro) da parte della CONSOB, per non aver rispettato gli obblighi di comunicazione, che riguardano le partecipazioni qualificate di società quotate in Borsa. Per fortuna (per lui), come ha aggiunto nel corso dell’intervista, nonostante l’importante perdita registrata, alla fine, era poi riuscito a vendere le azioni della Zucchi (al fondo francese Astrance), salvandosi probabilmente da perdite di gran lunga peggiori.
II massiccio portafoglio immobiliare

In una vecchia intervista concessa a Fanpage, l’ex sportivo ha raccontato senza filtri: “I miei primi stipendi da calciatore, siccome avevo 17 anni, andavano sul conto dei miei e me li gestivano loro. Mi sono ritrovato con un patrimonio immobiliare infinito. Devo dire meno male, perché a quell’età lì avrei potuto fare dei disastri”. Con il passare degli anni, però, la sua gestione patrimoniale è diventata molto più oculata.
Attraverso la sua GB Holding, l’ex portiere degli Azzurri ha diversificato di recente i propri capitali muovendosi con disinvoltura tra il settore del real estate (che include sia lo storico Hotel Stella della Versilia sia un recente e prestigioso acquisto immobiliare nel cuore di Milano) e il comparto del venture capital.
Buffon, in aggiunta, si è sempre dimostrato molto interessato alle realtà innovative high tech, spiegando (come riporta Forbes Italia) di preferire aziende orientate al domani. Tra queste spiccano Volocopter, focalizzata sulla mobilità aerea urbana con velivoli elettrici verticali, e RubberJet Valley. Quest’ultima in particolare ha sviluppato un sistema green d’avanguardia per rigenerare gli pneumatici usati di grandi dimensioni (come quelli di mezzi agricoli o industriali), trasformandoli in materie prime purificate.