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Trattori a Sanremo, gli agricoltori sono arrivati! Cosa attendersi?

Trattori a Sanremo: un coltivatore sul suo trattore

Sono arrivati i trattori a Sanremo! Ne abbiamo dato notizia pochi giorni fa, quando l’eventualità era ancora soltanto una possibilità in divenire. Tra ieri sera e questa mattina, però, è giunta la conferma: una rappresentanza degli agricoltori in protesta ha raggiunto Sanremo, dove – com’è noto – si sta svolgendo il settantaquattresimo Festival della Canzone Italiana, per far sentire la propria voce dal palco più famoso d’Italia.

I veicoli hanno percorso 250 chilometri, dalla Lombardia ove è scoppiata la protesta, fino alla cittadina ligure. Non saranno presenti tutti i manifestanti, dal momento che la maggior parte di essi si dirigerà a Roma, per affermare le proprie ragioni di fronte ai palazzi della politica, ma un manipolo di coltivatori ha già raggiunto la città dei fiori. Che cosa succederà ora che i trattori a Sanremo sono una realtà?

Amadeus sta con i manifestanti e lo scontro entra nel vivo

Nel momento in cui scriviamo queste righe, i trattori a Sanremo sono ancora piuttosto lontani dall’Ariston. Le forze dell’ordine li hanno infatti fermati presso il mercato dei fiori, distante qualche chilometro dalla zona calda del festival. È però lecito attendersi sviluppi molto rapidi, poiché, con ogni probabilità, gli agricoltori non saranno ascoltati sabato sera, quando calerà il sipario sulla kermesse e sarà incoronato il vincitore (o la vincitrice, come si attendono gli scommettitori) bensì tra la terza e la quarta serata. La protesta raggiungerà dunque il salotto patinato tra questa sera e domani.

La deviazione verso Sanremo si deve all’apertura del conduttore e direttore artistico dell’evento, Amadeus, nei confronti dei manifestanti. Lo showman, insieme al suo amico Fiorello, ha dimostrato comprensione e simpatia nei confronti degli agricoltori, esternando pubblicamente, durante la conferenza stampa che ha aperto il Festival, di stare dalla parte di chi protesta. Secondo Amadeus, i manifestanti hanno ragione di pretendere tutele per il loro lavoro. Non solo. Il conduttore ha anche affermato di capire perfettamente le ragioni dei coinvolti e ha rivendicato la sua formazione presso l’istituto agrario, manifestando ulteriore vicinanza ai coltivatori.

Insomma, la posizione di Amadeus appare chiara. Non ci è dato sapere se il volto RAI parli così per salvare le apparenze, desideroso di farsi pubblicità e promuovere un Festival vicino a chi è in difficoltà, come molti ritengono; se davvero simpatizzi con i trattoristi o, ancora, se voglia dimostrare anche con i fatti quanto ha già detto a parole, ovvero che il suo Sanremo non è un evento meloniano. Il governo, in effetti, ha le sue difficoltà a gestire la protesta. Da una parte si comporta come se volesse agevolare i manifestanti, mostrando loro apertura e vicinanza per bocca del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Dall’altra, però, vuole evitare ogni scontro con Bruxelles, che di queste proteste è la causa.

Al termine di un viaggio durato dieci ore, sono 7 i trattori giunti a Sanremo. I portavoce della manifestazione hanno affermato di non cercare lo scontro con nessuno e di voler soltanto spiegare all’Italia le proprie ragioni. La tensione, al momento, non è alta. Naturalmente, ciò potrebbe velocemente cambiare dopo l’intervento in diretta, dal momento che Sanremo è un vero e proprio megafono nel nostro Paese.

Trattori a Sanremo: un contadino nel suo campo
Entra nel vivo la protesta dei trattori a Sanremo: i coltivatori sono giunti in città e si attendono di salire sul palco tra oggi e domani

Trattori a Sanremo: le reazioni della Questura

I 7 mezzi potrebbero non essere gli unici a sfilare a Sanremo. Si attendono infatti dei rinforzi, se così vogliamo definirli, dal Piemonte, nel corso della giornata di oggi. La Questura ha messo in pratica il protocollo sicurezza studiato per proteggere l’evento, fermando i trattori a Bussana, frazione di Sanremo nella quale si trova il mercato dei fiori che sta attualmente ospitando i veicoli.

“Durante il viaggio verso Sanremo abbiamo trovato il supporto dei cittadini con macchine che ci suonavano e persone che ci incitavano mentre attraversavamo i paesi. Porteremo al Festival le nostre preoccupazioni, le nostre paure e le nostre fatiche. Illustreremo le molte idee e proposte di noi giovani agricoltori, per continuare a sperare nel futuro della nostra agricoltura e determinati nel continuare a portare avanti gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni.”

Si legge in una nota di Riscatto Agricolo, la più celebre tra le associazioni di agricoltori coinvolte nella protesta. Al momento si vive una situazione di stallo. Da una parte ci sono i manifestanti, rinfrancati dal sostegno di Amadeus, che ha aperto loro le porte del teatro Ariston, e convinti di riuscire a portare tre o quattro manifestanti, muniti di tricolore italiano, sul palco, per far valere le proprie ragioni. Dall’altra c’è la RAI, che rappresenta di fatto il governo, in questa vicenda, la quale ha nuovamente specificato, come aveva già fatto martedì, di non aver concordato nulla con la direzione artistica del Festival e non aver autorizzato alcuna manifestazione all’interno del contenitore della sua trasmissione.

Tra i due fronti troviamo la Questura, che al momento tiene ancora i trattori a Sanremo bloccati, ma sembra disposta a concedere l’ingresso in città di un corteo di coltivatori, quando la delegazione piemontese raggiungerà quella lombarda.

Che cosa attendersi dai trattori a Sanremo

Gli agricoltori sono ben consapevoli che la cassa di risonanza sanremese è molto più potente di quella romana e difficilmente accetteranno di andarsene senza dire la loro. Lo stesso Amadeus, che a quanto pare chiuderà con questa edizione la sua esperienza alla guida del Festival, non vorrà certo congedarsi senza dar seguito alla sua promessa. Ci farebbe una pessima figura e perderebbe l’opportunità di legare la sua esperienza al timone della kermesse a un’importante battaglia economica e sociale. A questo punto è piuttosto probabile che i manifestanti abbiano l’opportunità di salire sul palco, resta da vedere cosa diranno e quel che accadrà dopo. Come hanno affermato i coltivatori:

“Il Festival di Sanremo è l’evento più importante perché avrà la più vasta eco mediatica in Italia. Il passo successivo dovrebbe poi essere un incontro con il governo.”

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