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Nuove regole Agcom per contenere l’inflazione sulle tariffe telefoniche

AGCOM ha recentemente delimitato l'inflazione della telefonia

Stop all’enorme aumento dell’inflazione telefonica. Dopo mesi di richieste da parte di gruppi di consumatori, Agcom ha deciso di bloccare l’aumento legato all’inflazione fissato dagli operatori telefonici a seguito della ripresa della fatturazione mensile. In linea con l’inflazione, l’aumento arriva automaticamente per l’Internet mobile e domestico dal 2024.

Telefonia, cosa cambia

Le nuove regole dell’Autorità Garante delle Comunicazioni cambiano il panorama dei contratti tra le compagnie telefoniche e i consumatori. Questa decisione mette fine all’indebito aumento delle tariffe telefoniche in base all’inflazione, una pratica che stava diventando comune tra gli operatori telefonici e che colpiva tutti gli utenti.

La telefonia continua ad aumentare i prezzi delle offerte
AGCOM risponde all’inflazione delle tariffe telefoniche con una risoluzione importante.

Gli aumenti delle tariffe

Nel settore della telefonia mobile, recentemente sono stati applicati aumenti tariffari da parte di vari operatori. TIM ha aumentato le tariffe di alcuni dei suoi clienti di 2 euro al mese, WindTre di 2 euro al mese e PosteMobile di 1 euro al mese. Per quanto riguarda la telefonia fissa, le modifiche tariffarie hanno interessato i clienti di Fastweb (con aumenti fino a 5 euro al mese), TIM (2 euro al mese) e Vodafone (1,99 euro al mese).

Va notato che gli aumenti tariffari hanno colpito finora solo i clienti esistenti, mentre i nuovi clienti non sono stati influenzati. Tuttavia, è importante sottolineare che in caso di modifiche unilaterali dei contratti, gli operatori sono tenuti a informare i clienti con un adeguato preavviso. Inoltre, i consumatori hanno il diritto di recedere dal contratto, incluso il passaggio a un altro operatore.

A marzo dello scorso anno, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCOM) ha inflitto una sanzione di 2,1 milioni di euro a TIM per aver attivato un servizio opzionale a pagamento senza preavviso per alcuni dei suoi clienti. Questo servizio offriva più Giga a fronte di un aumento fino a 2 euro al mese. Inoltre, AGCOM ha avviato un’indagine su WindTre in merito a un doppio messaggio SMS inviato ai propri clienti, in linea con le modifiche all’offerta e l’aumento delle tariffe.

Cosa ha previsto AGCOM

L’Autorità Garante delle Comunicazioni ha introdotto criteri restrittivi che limitano la capacità degli operatori di imporre aumenti tariffari in modo indiscriminato. Questa regolamentazione distingue tra i contratti esistenti e quelli appena stipulati.

Per i contratti esistenti, gli aumenti non possono essere applicati unilateralmente attraverso una semplice comunicazione. Invece, le modifiche contrattuali richiedono un’esplicita accettazione scritta da parte dell’utente, che ha anche il diritto di rifiutare tali modifiche.

Al contrario, per i nuovi contratti, gli operatori possono includere una clausola di aumento tariffario indicizzato all’inflazione. Tuttavia, l’Autorità Garante delle Comunicazioni ha stabilito limiti per proteggere i consumatori: le tariffe possono variare solo in base alla variazione annuale dell’indice dei prezzi al consumo. Pertanto, se l’inflazione diminuisce, anche le tariffe diminuiscono.

L’Autorità Garante delle Comunicazioni promuove la trasparenza e invita gli operatori a informare i consumatori un mese prima dell’entrata in vigore di eventuali modifiche, sia tramite lettera, e-mail o direttamente sulla fattura. Inoltre, gli operatori devono pubblicare sul loro sito web le nuove tariffe due mesi prima che queste diventino effettive. La trasparenza è richiesta anche al momento della sottoscrizione del contratto, con la necessità di evidenziare chiaramente le clausole di indicizzazione.

Le nuove regole prevedono che l’indicizzazione dei prezzi al consumo non possa essere applicata prima di 12 mesi dall’adesione al contratto. La durata massima dei contratti non può superare i 24 mesi. Inoltre, sono previste protezioni per i consumatori, comprese le proroghe dei contratti, la rateizzazione dei servizi e delle apparecchiature terminali, la modifica delle condizioni contrattuali (ius variandi), i diritti dei consumatori in caso di discrepanze rispetto a quanto promesso nel contratto, il diritto di recesso e la cessazione del contratto. Si tratta anche delle informazioni contrattuali sulle procedure di migrazione e sulla portabilità del numero.

Le offerte degli operatori devono indicare tempi precisi per l’attivazione dei servizi, e nei contratti devono essere specificati gli indennizzi a cui i consumatori hanno diritto in caso di disservizi, inclusi ritardi o abusi relativi al cambio di operatore e alla portabilità del numero, nonché nei casi in cui i tecnici dell’operatore non si presentino all’appuntamento concordato con l’utente.

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