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Naspi anticipata in un’unica soluzione: requisiti e domanda per partita iva

Un giovane uomo consulta ansioso le offerte di lavoro sul laptop, rappresentando la condizione di disoccupazione che precede la richiesta della NASpI

Chi viene licenziato e si trova da un giorno all’altro senza lavoro non dovrebbe necessariamente disperare, e dovrebbe anzi essere consapevole del fatto che può rimettersi quasi da subito in gioco diventando un freelance e aprendo la propria attività. Nel momento in cui ci si trovi disoccupati e si volesse aprire partita iva, infatti, è possibile chiedere la Naspi anticipata, un contributo economico utilissimo per ricominciare con il piede giusto e fondi adeguati. Per ottenere questo denaro in un’unica soluzione, ad ogni modo, è necessario rispettare alcuni requisiti e tempistiche precise: qui di seguito vi spiegheremo nel dettaglio tutto quello che dovete sapere

Chi può richiedere l’anticipo della disoccupazione

L’indennità di disoccupazione di norma viene fornita a chi non ha più un lavoro per una durata pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni. In ogni caso, lo Stato italiano concede in alcuni casi questo contributo economico anche come stimolo per l’imprenditorialità del singolo. Ecco dunque che, in questo scenario, il singolo contribuente che ha perso il posto potrà ricevere tutte le mensilità residue in un unico pagamento forfettario.

L’anticipo è dunque una misura prevista per chi abbia intenzione di tentare la strada dell’apertura di una società, una ditta individuale, o un’attività di lavoro autonomo. L’idea di fondo è dunque quella di trasformare un ammortizzatore sociale in un capitale di avviamento (anche detto seed capital) per una nuova impresa.

Una serie di pile di monete di diverse altezze disposte in ordine crescente su una superficie neutra per indicare l'accumulo di capitale e l'investimento iniziale
Pile di monete di diverse altezze che rappresentano il capitale iniziale e la pianificazione finanziaria necessaria per avviare una nuova attività con Partita IVA

Apertura partita IVA

Il caso più frequente per ottenere l’anticipo della disoccupazione è l’apertura di una Partita IVA. Questa può riguardare sia i liberi professionisti (iscritti alla Gestione Separata INPS o alle casse professionali, come l’INPGI per i giornalisti professionisti) sia le ditte individuali iscritte alla Camera di Commercio (artigiani e commercianti).

L’attività dovrebbe teoricamente essere fondata durante il periodo di percezione della NASpI ordinaria se il soggetto vuole ricevere il fondo. Può però anche accadere che la partita IVA fosse già stata aperta in passato, ma sia rimasta – per così dire – “silente”: nessun problema, in questo caso si può comunque fare richiesta per l’anticipo a patto che l’attività venga sviluppata o potenziata a tempo pieno dopo il licenziamento. Questo capitale è fondamentale per coprire i costi iniziali: acquisto di software, macchinari, affitto di uffici o consulenze legali e fiscali.

Sottoscrizione quote di cooperative

Oltre allo scenario da noi presentato in precedenza, ne esiste anche un altro che non necessariamente tutti conoscono: l’incentivo all’autoimpiego di cui sopra spetta infatti anche a chi sceglie la forma della cooperativa. Più nello specifico è possibile richiedere l’anticipo NASpI per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il socio instauri un rapporto di lavoro di tipo autonomo o professionale.

Attività autonoma occasionale (con limiti)

Il terreno si fa leggermente più scivoloso quando ci si riferisce allo svolgimento di attività autonome occasionali (ad esempio: brevi traduzioni, collaborazioni come hostess ad eventi etc): ricevere il contributo qui è possibile, ma non così scontato.

La normativa attualmente vigente nel nostro Paese impone che l’attività, pur essendo saltuaria, debba essere tale da giustificare l’erogazione di un incentivo per l’autoimpiego.

Esistono limiti di reddito annui (generalmente intorno ai 5.500 euro per il lavoro autonomo) che, se superati e a determinate condizioni, obbligano il lavoratore a passare a forme più strutturate (Partita IVA). È una scelta rara per chi chiede l’anticipo totale: di solito, infatti, chi richiede l’intera somma ha in mente un progetto imprenditoriale continuativo e non semplicemente sporadico.

Come presentare domanda all’Inps: scadenze e moduli

Vediamo ora qui di seguito, step by step, tutto quello che è necessario fare per presentare la domanda dall’Inps.

Il termine perentorio dei 30 giorni dall’inizio attività

A livello di tempistiche, l’INPS impone delle limitazioni molto rigide che vanno rispettate, pena la perdita di questo privilegio: la domanda va tassativamente inoltrata entro il termine perentorio di 30 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o dell’apertura della Partita IVA.

Se l’attività era già preesistente, i 30 giorni decorranno dalla data di presentazione della domanda di NASpI ordinaria.

Documenti da allegare alla domanda telematica

Tramite il modulo online NASpI-Com sarà possibile inviare la propria richiesta, allegando ovviamente tutti i documenti necessari a certificare l’avvio della propria attività. Si tratta:

  • Del certificato di attribuzione della Partita IVA;
  • Della ricevuta dell’avvenuta Comunicazione Unica alla Camera di Commercio (se prevista);
  • Dell’attestazione dell’avvenuta iscrizione e del versamento della quota (quando si parla di cooperative);
  • Eventuali autorizzazioni o licenze specifiche per l’attività intrapresa (SCIA, iscrizioni albi e via discorrendo).

L’INPS verificherà la veridicità delle dichiarazioni e, in caso di esito positivo, procederà al bonifico dell’intera somma in un’unica soluzione, trattenendo solo le tasse (IRPEF) previste per legge.

Il vincolo di non assunzione: quando devi restituire tutto

Attenzione però a non dare per scontato che erogazione sia a fondo perduto: l’Ente è infatti disposto ad erogare la somma prevista a patto che il lavoratore si impegni effettivamente nel suo percorso imprenditoriale. Se questo impegno viene meno attraverso il ritorno al lavoro dipendente, scatterebbero sanzioni pesanti.

Divieto di lavoro subordinato per il periodo coperto dalla Naspi

A proposito, è fondamentale ricordare che esiste per il cittadino il divieto assoluto di instaurare un qualunque rapporto di lavoro subordinato (dipendente con regolare contratto) durante il periodo teorico in cui avrebbe percepito la NASpI mensile. Si tratta di un obbligo valido tanto per il settore pubblico come quello privato.

Cosa succede se ti assumono a tempo determinato

Una busta bianca da cui fuoriescono diverse banconote di grosso taglio posizionata su un tavolo a simboleggiare l'erogazione della NASpI in un'unica soluzione
Una busta piena di banconote che simboleggia l’erogazione della NASpI anticipata in un’unica soluzione per chi decide di mettersi in proprio

Occorre porre particolare attenzione anche alla situazione in cui in questo periodo si dovesse ricevere un nuovo contratto a tempo determinato: non cadete nell’errore di pensare che, per esempio, una sostituzione di pochi giorni o un breve contratto non influiscano sull’anticipo già ricevuto. Se il lavoratore instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo spettante, l’INPS si attiverà per la richiesta di restituzione integrale dell’intera somma erogata. In quasi tutti i casi, infatti, il “ritorno al passato” come dipendente trasforma l’incentivo in un debito verso lo Stato.

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