x

x

Vai al contenuto
Messaggio pubblicitario

Polizia scientifica: come entrare e quali sono i requisiti necessari

Volante della polizia accesa

Alcune grandi produzioni televisive e cinematografiche italiane ma anche straniere (è il caso di R.I.S. o di C.S.I Miami, giusto per fare due esempi.) hanno fatto diventare celebre negli ultimi anni il ruolo della polizia scientifica nella risoluzione di crimini complessi. In questo modo, i media hanno dato grande visibilità a questa particolare divisione della nostro Polizia di Stato, avvicinando così molti giovani talenti a questa professione, che presenta diversi aspetti molto interessanti. In tanti, infatti, hanno iniziato ad interessarsi a questo lavoro e si sono incuriositi rispetto alle modalità di accesso alla professione. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Di cosa si occupa la polizia scientifica?

Un poliziotto al lavoro
Per poter entrare nella polizia scientifica è necessario passare una serie di esami

La Polizia Scientifica è una divisione specializzata della Polizia di Stato italiana che si occupa di investigazioni tecniche e scientifiche nei campi della chimica, biologia, fisica e dattiloscopia. Questo reparto fornisce supporto alle indagini tradizionali, contribuendo in modo determinante alla risoluzione dei casi più complessi.

Il pubblico mainstream ne ha sentito parlare negli ultimi anni, tra gli altri, per eventi di cronaca come il delitto di Cogne e di Anna Maria Franzoni o ancora per quanto riguarda la vicenda di Yara Gambirasio.

Questo particolare reparto è nato nel 1902 grazie al contributo del professor Salvatore Ottolenghi, fondatore della Scuola Superiore di Polizia Scientifica. Con il passare del tempo, tale unità ha affinato le proprie competenze e oggi, grazie all’uso di tecnologie all’avanguardia e all’aggiornamento costante dei suoi professionisti, il reparto è in grado di svolgere compiti sempre più complessi con elevata professionalità.

Com’è strutturata la polizia scientifica

La Polizia Scientifica è organizzata su più livelli:

  • Sede Direzionale: situata a Roma, all’interno della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato;
  • Strutture Periferiche: distribuite in modo capillare sul territorio nazionale, con competenze specifiche in base alle esigenze locali.

Come entrare nella polizia scientifica

Per accedere alla polizia scientifica è necessario superare un concorso pubblico, che può essere:

  1. Interno per titoli, cioè riservato agli agenti della Polizia di Stato che abbiamo maturato almeno due anni di servizio. La selezione in questo caso avviene sulla base del curriculum e dei titoli posseduti;
  2. Concorso pubblico: pubblicato in Gazzetta Ufficiale quando l’Amministrazione ritiene necessario ampliare l’organico.

I requisiti

Senza i seguenti requisiti non sarà possibile avere accesso a questa opportunità lavorativa:

  • Cittadinanza italiana;
  • Fedina penale pulita e assenza di carichi pendenti;
  • Maggiore età;
  • Laurea specialistica di 5 anni in discipline affini (Psicologia, Biologia, Informatica, Ingegneria, Architettura).
  • Idoneità psico-fisica;
  • Condotta impeccabile;
  • Nessun precedente allontanamento da corpi delle Forze Armate o dalla Polizia.

Struttura del concorso

Il concorso che i candidati dovranno affrontare prevede tre prove:

  1. Prova scritta sulle normative vigenti, tecniche della Polizia Scientifica e criminologia.
  2. Prova scritta su materie specifiche, tra cui:
    • Fisica sperimentale e generale;
    • Ottica;
    • Balistica (cioè la scienza che studia il moto dei proiettili);
    • Grafologia (cioè lo studio della scrittura);
    • Analisi computerizzata.
  3. Una prova orale sulle materie delle prove scritte e sul diritto pubblico e privato.

I candidati idonei vengono successivamente convocati all‘Istituto di Istruzione della Polizia di Stato a Roma per un corso di formazione della durata variabile tra i 4 e i 6 mesi. Al termine del corso, è previsto un esame di specializzazione che rappresenta l‘ultimo step per l’ingresso definitivo nella polizia scientifica.

Di cosa si occupa la polizia scientifica?

Cartello con scritto "Scena del crimine non sorpassare"
In presenza di questo cartello è possibile che ci sia la polizia scientifica al lavoro in zona

Chiaramente, prima di intraprendere un percorso simile è necessario essere consapevoli di quello che si andrà a fare nel concreto. Queste sono solo alcune delle attività di cui si occupa la polizia scientifica quotidianamente:

  • Ricostruzione tridimensionale della scena del crimine con tecniche di realtà virtuale (Progetto RitriDec);
  • Profilazione criminale basata su metodi psicologici e criminologici;
  • Evidenziazione di impronte latenti con tecniche avanzate;
  • Analisi criminale per individuare autori di reati efferati;
  • Documentazione foto-video-audio per supportare le indagini;
  • Identificazione e analisi delle impronte digitali attraverso il sistema AFIS (Automatic Fingerprint Identification System);
  • Analisi forensi su sostanze stupefacenti, residui di incendi o esplosioni, documenti falsificati e DNA;
  • Indagini balistiche, grafiche e di falsificazione monetaria;
  • Segnalamento fotodattiloscopico: si tratta della raccolta di fotografie e impronte digitali di criminali, sospettati e richiedenti permesso di soggiorno, se previsto dalla normativa;
  • Elaborazione di identikit per il riconoscimento di sospettati;
  • Analisi biologiche forensi per il riconoscimento di pollini, piante e DNA di animali domestici;
  • Analisi della scrittura e documenti manoscritti per fini investigativi;
  • Recupero di matricole abrase su oggetti e veicoli;
  • Verifica e autenticazione dei documenti;
  • Investigazioni su incendi ed esplosioni per determinare le cause di eventi distruttivi;
  • Indagini di genetica forense con test del DNA mediante tecnica PCR.

Argomenti