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Esenzione Canone Rai 2026 per over 75

Guida all'esenzione Canone Rai 2026 per over 75. Scopri i limiti di reddito di 8.000€, le scadenze e come inviare correttamente il modulo di disdetta.

Chiunque sia in possesso di un allacciamento all’elettricità e di una televisione si ritrova a dover pagare in bolletta ogni anno, compreso ovviamente il 2026, il Canone Rai. O, per meglio dire, quasi chiunque. Esiste infatti la possibilità di ottenere l’esenzione dal Canone Rai per alcuni soggetti specifici al di sopra dei 75 anni. Ma chi, esattamente, può usufruire di questa possibilità? Nel seguente articolo faremo maggior chiarezza a riguardo.

Approfondimenti

Chi ha diritto a non pagare il Canone Rai nel 2026?

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L’importo, che era stato temporaneamente ridotto a 70€ nel 2024, è per nostra fortuna tornato a pieno regime (90€) già dallo scorso anno ed è confermato anche per l’annualità corrente per le persone che hanno compiuto 75 anni.

Il pagamento avviene tramite addebito diretto nelle fatture dell’energia elettrica in 10 rate mensili da 9€ ciascuna. Tuttavia, i cittadini che soddisfano determinati requisiti anagrafici e reddituali possono bloccare questo prelievo automatico. Ecco quali, qui di seguito.

L’agevolazione riservata ai pensionati e agli over 75

L’esonero è una misura di sostegno destinata a chi ha compiuto il 75° anno di età. La normativa prevede una flessibilità temporale importante:

  • Se il requisito dell’età è maturato entro il 31 gennaio 2026, l’esenzione spetta per l’intero anno;
  • Se il requisito è maturato dal 1° febbraio al 31 luglio 2026, l’agevolazione spetta solo per il secondo semestre (da luglio a dicembre).

Oltre all’età, il richiedente deve essere titolare di un’utenza elettrica residenziale e non deve possedere apparecchi televisivi in abitazioni diverse da quella di residenza.

Il limite di reddito degli 8.000 euro

Non basta l’età avanzata per smettere di pagare la tassa sulla TV: il legislatore ha imposto un tetto economico stringente per garantire l’aiuto a chi ne ha effettivamente bisogno. Il limite di reddito per il 2026 è fissato a 8.000 euro annui.

Quali redditi fanno cumulo e quali sono esclusi

Verificare il rispetto della soglia degli 8.000 euro è abbastanza semplice, in realtà, basta infatti sommare i redditi percepiti nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda (quindi i redditi del 2025 per l’esenzione 2026).

Più nel dettaglio, nel computo finale:

  • Vanno conteggiati i redditi imponibili IRPEF (come le pensioni o i redditi fondiari) e i redditi soggetti a ritenuta alla fonte o imposta sostitutiva (come gli interessi bancari e postali, BOT, CCT).
  • Vanno esclusi i redditi esenti, come le pensioni di guerra, l’assegno di accompagnamento e il reddito della casa di abitazione principale (rendita catastale).

Il vincolo della convivenza

C’è anche un altro requisito che in molti ancora sottovalutano, o non conoscono a dovere: affinché si possa avere diritto all’esenzione, l’over 75 non dovrà convivere con altri soggetti titolari di un reddito proprio, fatta eccezione per il coniuge o il soggetto unito civilmente. Al contrario, è ammessa la presenza di collaboratori domestici, colf o badanti.

Come e quando inviare il modulo di esenzione

Vediamo a questo punto i dettagli più pratici rispetto all’invio della richiesta.

Prima di tutto, dovete sapere che è necessario inviare una dichiarazione sostitutiva (ai sensi del DPR n. 445/2000): una volta presentata, se le condizioni rimangono invariate, l’esenzione resta valida anche per gli anni successivi senza dover ripresentare il modulo.

La scadenza del 30 aprile per ottenere l’esenzione sull’intero anno in corso

Per non perdere nemmeno una rata, è assolutamente cruciale conoscere le tempistiche, che vi riportiamo qui di seguito:

  • Entro il 30 aprile: per ottenere l’esenzione valida per tutto l’anno 2026;
  • Dal 1° maggio al 31 luglio: l’esenzione sarà valida solo per il secondo semestre (luglio-dicembre). Le domande inviate dopo il 31 luglio avranno effetto solo a partire dal 2027.

Invio telematico, tramite PEC o raccomandata senza busta

Il modulo può essere inoltrato attraverso diverse modalità ufficiali, che vi riportiamo qui di seguito.

  1. Applicazione web: tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS;
  2. PEC: inviando il modulo firmato digitalmente all’indirizzo [email protected];
  3. Raccomandata: spedendo il modulo cartaceo, insieme alla fotocopia di un documento di identità valido, a: Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino. Si consiglia la raccomandata “senza busta” per una maggiore opponibilità a terzi.
  4. Intermediari: rivolgendosi a un CAF o a un professionista abilitato, se non siete particolarmente pratici e avete bisogno dell’assistenza di un esperto.
  5. Come richiedere il rimborso se lo hai già pagato in bolletta

Se avete pagato il Canone Rai pur avendo i requisiti per l’esenzione, niente panico: potete pur sempre recuperare le somme versate indebitamente. Questo accade spesso quando la domanda viene presentata in ritardo rispetto all’emissione della fattura elettrica.

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Esiste un modulo specifico per riavere indietro i soldi, e si chiama “istanza di rimborso del canone di abbonamento alla televisione per uso privato”.

Nel suddetto modulo va indicato il motivo della richiesta (Causale 1: cittadino di età pari o superiore ai 75 anni con reddito inferiore alla soglia); una volta verificata la correttezza dei dati, il rimborso verrà effettuato direttamente dalle aziende elettriche mediante accredito sulla prima bolletta utile o, in subordine, con modalità telematiche dall’Agenzia delle Entrate.

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