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Scadenza Lipe 2024: non farti trovare impreparato

Scadenza Lipe 2024: non farti trovare impreparato

Scadenza Lipe 2024, come muoversi? LIPE sta per Liquidazioni Periodiche Iva ed è un obbligo per chi è soggetto passivo di Iva. La dichiarazione delle liquidazioni serve all’Agenzia delle Entrate per effettuare i calcoli corretti sugli importi da pagare in base a quanto l’azienda fattura. Per questo l’ente pubblico chiede alle attività di inviare la dichiarazione con le Lipe ogni 3 mesi, con il riassunto della contabilità per il periodo in esame. Come funziona questa procedura? Scoprilo nella nostra guida!

Quando scadono le Lipe 2024

Quando scadono le Lipe 2024
Rendiconti

Come è semplice da capire, le Lipe vanno presentate ogni 3 mesi, ma quali sono le scadenze Lipe esatte per l’anno 2024:

  • Entro il 31 maggio si presentano le Lipe per il primo trimestre 2024, cioè gennaio, febbraio e marzo;
  • Il 30 settembre è la scadenza Lipe per la contabilità di aprile, maggio e giugno 2024;
  • Il 2 dicembre arriva la deadline per luglio, agosto e settembre 2024;
  • Entro il 28 febbraio 2025 si invia la documentazione Lipe relativa agli ultimi 3 mesi del 2024, cioè ottobre, novembre e dicembre, dopo la chiusura del bilancio.

Non confondere la scadenza Lipe con la deadline per i pagamenti dell’Iva. Infatti, l’Iva è dovuta tutti i mesi, con il pagamento relativo alle fatture del mese precedente. Per esempio, l’Iva sulle fatture di febbraio si paga a marzo. L’Iva sulle fatture di marzo 2024 si pagano il prossimo 16 aprile, ma la presentazione delle Lipe è il 31 maggio (insieme ai pagamenti di gennaio e febbraio che dovresti aver già fatto per non incorrere in sanzioni).

Come si inviano le liquidazioni periodiche IVA

Come si inviano le liquidazioni periodiche IVA
Calcolo delle liquidazioni periodiche

Le liquidazioni periodiche Iva si inviano entro un termine indicato dall’Agenzia delle Entrate, con le date che ti abbiamo indicato prima. Puoi scegliere di far inviare la documentazione al reparto amministrativo della tua azienda, oppure a un professionista abilitato. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione un programma gratuito per poter procedere con questa operazione. Inserisci:

  • I dati delle fatture di cui devi rendicontare l’Iva;
  • I dati relativi all’Iva che hai già pagato;
  • I dati del dichiarante, se sono necessari.

Il programma crea in automatico un file di tipo XML. Prima di procedere con la comunicazione telematica, è importante che l’azienda verifichi i dati e inserisca la firma digitale. Può capitare di aver pagato di più per l’Iva. Se l’Agenzia delle Entrate se ne rende conto, durante la procedura per la scadenza Lipe ti può arrivare una notifica che ti informa che hai diritto al rimborso.

Compilando il quadro V9, avrai la certezza che l’importo in più che hai pagato ti verrà restituito per compensazione. Vuol dire che quello che hai pagato in più ti verrà scalato dai successivi importi da pagare per l’Iva, così risparmierai sulle liquidazioni periodiche del periodo successivo fino a esaurimento dell’importo da rimborsare.

Quando è obbligatorio inviare la LIPE

Quando è obbligatorio inviare la LIPE
calcolo Lipe

L’invio della liquidazione è obbligatorio per chi paga l’Iva sulle fatture. I titolari di partita Iva che operano in regimi agevolati, dove non si è tenuti all’Iva, non devono presentare le dichiarazioni, ma è importante ricordarsi di procedere a quest’operazione se si esce dal regime forfettario o simili. Come compilare la dichiarazione per questa scadenza fiscale?

  • Il frontespizio in due pagine. Nella prima pagina si inseriscono i dati del contribuente e di chi si sta occupando della pratica di invio. Se ti rivolgi a un commercialista per esempio, allora il professionista abilitato inserisce i suoi dati in questa parte del documento.
  • Il quadro VP. La liquidazione dell’imposta si indica con una serie di caselle numerate con la sigla VP. Ognuna delle 14 voci inserite qui danno un’indicazione importante per l’Agenzia delle Entrate. Infatti, qui si trovano:
    1. V1. Indica il periodo di riferimento, cioè il periodo delle fatture da cui l’Agenzia delle Entrate deve verificare l’Iva. Per esempio puoi indicare dal 1° gennaio al 31 marzo 2024 per la scadenza Lipe da inviare ad aprile.
    2. V2. Mostra il totale degli importi ottenuti dalle fatture senza Iva.
    3. V3. Indica il totale degli importi da detrarre dalle fatture senza Iva.
    4. V4. Mostra l’Iva che hai pagato per il trimestre di riferimento.
    5. V5. Qui puoi inserire l’Iva da detrarre se presente.
    6. V6. Qui si scrive se hai diritto a detrarre parte dell’Iva, perché magari hai pagato di più la volta precedente e quanta ne hai versata.
    7. V7. Indica se ci sono debiti sull’Iva inferiori a 25,82 euro.
    8. V8. Eventuale credito a cui hai diritto per la Lipe precedente.
    9. V9. Eventuale credito presente sull’anno fiscale precedente.
    10. V10. Eventuali versamenti dovuti all’Unione Europea.
    11. V11. Crediti d’imposta.
    12. V12. Eventuali interessi su liquidazioni trimestrali.
    13. V13. Acconto dovuto con l’indicazione dell’importo.
    14. V14. L’Iva da versare.

Il modello si può scaricare dalla pagina dedicata dell’Agenzia delle Entrate in PDF.

Cosa succede se non invio la LIPE

Cosa succede se non invio la LIPE
Calcoli fiscali

Se hai l’obbligo di inviare la Lipe e non rispetti la scadenza, sei soggetto a sanzioni. La sanzione è tra i 500 e i 2.000 euro, ma se la paghi entro 15 giorni dalla scadenza Lipe hai diritto a uno sconto del 50% sulla sanzione. Se decidi di inviare la comunicazione oltre la scadenza, scatta la procedura di ravvedimento.

La sanzione diventa così di un nono o di un quinto dell’importo base da pagare – cioè 250 euro, perché ti sei ravveduto in ritardo entro i 15 giorni – perché hai inviato comunque la comunicazione. In ogni caso, le nuove comunicazioni sostituiscono quelle precedenti.

Ti consigliamo di non sbagliare su queste comunicazioni. Infatti, potresti ritrovarti a pagare la sanzione perché hai inviato le dichiarazioni in tempo, ma hai dovuto mandarle di nuovo (in ritardo) per via di un errore, ritrovandoti a pagare la sanzione di riferimento.

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