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Come applicare la regola 50/30/20 per risparmiare: calcolo ed esempi su stipendi italiani

Vuoi risparmiare senza rinunciare a tutto? Scopri come applicare la regola 50/30/20 al tuo stipendio. Calcoli pronti su 1.500 e 2.000 euro e consigli per adattarla al costo della vita in Italia.

Immaginate di esservi resi conto di aver speso cifre fin troppo elevate per il vostro budget striminzito e di aver compreso di dover iniziare a risparmiare, ma senza avere idea di come iniziare a muovervi in questo senso. I metodi per cominciare a mettere da parte del denaro sono innumerevoli, ma non c’è dubbio che uno dei più famosi sia la cosiddetta regola 50/30/20 per la gestione dello stipendio. Ne avevate mai sentito parlare? In questo articolo potrete approfondire la questione e applicare questo principio alla vostra gestione economica quotidiana, con risultati che potrebbero sorprendervi!

Cos’è la regola 50/30/20 inventata da Elizabeth Warren

Dettaglio di un piccolo salvadanaio rosso su un tavolino in legno
Gestire le spese a fine mese è difficile? Impara il metodo di budgeting 50/30/20: dividi le entrate tra bisogni, desideri e risparmio. Ecco come personalizzare la regola se vivi in grandi città come Milano o Roma.

Tutto il merito di questa tecnica va dato a Elizabeth Warren, docente di diritto nella celeberrima università Harvard e senatrice statunitense, nel suo libro All Your Worth: The Ultimate Lifetime Money Plan.

L’obiettivo della studiosa era di per sé molto semplice: aiutare le persone in difficoltà economica e con dei problemi con la gestione finanziaria a migliorare la loro condizione. Contrariamente ad alcuni suoi predecessori, che tendevano a tracciare ogni singolo centesimo in centinaia di categorie, Warren aveva pensato di raggruppare le uscite in tre macro-aree basate sulla loro natura e necessità. Vediamole qui di seguito più nel dettaglio:

50% per i bisogni essenziali

Ovviamente, ci sono delle spese dalle quali nessuno di noi può prescindere: sono quelle legate alla sopravvivenza quotidiana e tra queste rientrano il cibo, l’affitto, la benzina per la propria auto oppure il pagamento dell’abbonamento per i mezzi pubblici. Va da sé che non solo non vi possiamo rinunciare, ma che al contempo costituiscono – proprio per questo motivo – la fetta più grossa delle nostre spese.

30% per i desideri

C’è poi una categoria che potremmo definire quella “dello stile di vita“. Spesso è la prima a finire fuori controllo, ma la regola della Warren non impone di azzerarla, bensì di confinarla. Questa Include:

  • Viaggi e vacanze;
  • Cene fuori e aperitivi;
  • Abbonamenti streaming (Netflix, Spotify, ecc.);
  • Shopping non essenziale e hobby.

In molti, preoccupati dallo spendere troppo, vi rinunciano, ma non solo è un vero peccato, ma è anche un’operazione che ha poco senso, visto che comunque con questo sistema si dovrebbe riuscire a inserire questi piccoli sfizi senza problemi.

20% per obiettivi finanziari

La maggior parte delle persone sottovalutano questa percentuale, ma è un grave errore non avere una prospettiva economica a lungo termine. Questo 20% non è semplicemente “ciò che avanza”, ma bensì una quota fissa da destinare a:

  • Investimenti a lungo termine (PAC, fondi pensione);
  • Creazione di un fondo d’emergenza;
  • Estinzione di debiti (oltre le rate minime).

Simulazioni pratiche su stipendi medi in Italia

Ma siamo sicuri che questo metodo sia realizzabile? Per provarlo, proveremo qui di seguito a farvi degli esempi pratici che vi chiariranno meglio i vari scenari.

Esempio calcolo su stipendio netto di 1.500 euro

Se guadagnate 1.500 euro netti al mese, la ripartizione ideale sarebbe:

  • 750 euro (50%) per le necessità;
  • 450 euro (30%) per lo svago;
  • 300 euro (20%) per il risparmio.

In molte province italiane, 750 euro sono sufficienti per coprire un affitto medio e le bollette, lasciando spazio per una spesa dignitosa. Diverso invece è il discorso per le grandi città, dove con un guadagno mensile simile potrebbe essere molto faticoso arrivare alla fine del mese senza essere con l’acqua alla gola.

Esempio calcolo su stipendio netto di 2.000 euro

Con un’entrata di 2.000 euro netti, le cifre diventano – ça va sans dire – più interessanti. Qui possiamo considerare:

  • 1.000 euro (50%) per le necessità;
  • 600 euro (30%) per i desideri;
  • 400 euro (20%) per gli obiettivi finanziari.

Qui la regola permette di accumulare 4.800 euro l’anno, una cifra considerevole che può alimentare un fondo d’emergenza solido anche in tempi relativamente brevi.

Il limite del metodo in Italia: e se l’affitto è troppo alto?

Questo metodo è stato sviluppato da un’esperta che non vive nel nostro Paese, dove il costo della vita è sempre più elevato e gli stipendi sono da anni al palo. Immaginiamo, a questo punto, di adattare il modello a seconda dei casi specifici, come per quanto riguarda le persone che abitano in centri urbani quali Milano, Roma, Firenze, Bologna etc.

Come riadattare la regola: il modello 60/20/20 per chi vive in grandi città

Se vivete in una grande città, potreste trovarvi nell’impossibilità di stare nel 50%. In questo caso, è necessario riadattare le percentuali per evitare frustrazioni. Un modello più realistico per l’Italia urbana è il 60/20/20:

  1. 60% necessità: per far fronte a canoni di locazione decisamente elevati;
  2. 20% desideri: si sacrifica una parte dello svago per mantenere l’equilibrio.
  3. 20% risparmio: questa quota resta intoccabile, nonostante tutto. Ridurre il risparmio per aumentare lo svago è l’errore che impedisce la crescita finanziaria.

Integrare il fondo d’emergenza nel 20%

Non è raro che si decida di investire in borsa o in criptovalute immediatamente, senza cioè avere alle spalle un fondo di emergenza. Ma questo è un errore grossolano, da evitare.

Prima coprire 3-6 mesi di spese vive, poi iniziare a investire in PAC

Vi proponiamo a questo punto l’ordine di priorità da mantenere, in modo tale da evitarvi una sfida in cui in tanti incappano:

  1. Fondo d’emergenza: accantonate prima di tutto il vostro 20% finché non avrete una somma pari a almeno 3-6 mesi delle vostre spese essenziali. Se spendete 1.000 euro al mese per vivere, il vostro fondo dovrà essere di almeno 3.000-6.000 euro. Questo vi proteggerà in caso di perdita del lavoro o spese mediche improvvise;
  2. Investimenti (PAC): una volta messo in sicurezza il fondo, quel 20% lo potrete spostare verso un Piano di Accumulo del Capitale (PAC). Investire regolarmente piccole somme vi aiuterà a sfruttare l’interesse composto e a combattere l’erosione monetaria causata dall‘inflazione.

I 3 migliori strumenti per automatizzare il tracciamento

Per chi dovesse avere dei problemi nella propria contabilità giornaliera, esistono a nostra disposizione diverse opzioni che ci aiutano. Vediamole qui di seguito.

Fogli Excel preimpostati vs App bancarie

Una mano che inserisce una monetina in un salvadanaio: sarà destinata al 20% di extra?
Guida completa alla regola 50/30/20: dai fogli Excel alle app bancarie per automatizzare i tuoi risparmi. Scopri come costruire un fondo d’emergenza e iniziare a investire con un piano d’accumulo (PAC)

Vi proponiamo tre risorse che vi renderanno questo processo molto più semplice. Vale a dire:

  • Excel/Google Sheets: è lo strumento per chi vuole il controllo automatizzato totale. Potete creare colonne specifiche per il 50%, il 30% e il 20% e vedere i grafici della vostra evoluzione mensile. Esistono migliaia di template gratuiti online già impostati sulla regola di Elizabeth Warren;
  • App di Money Management (es. Wallet, YNAB): si collegano al conto corrente e categorizzano automaticamente le spese. Sono ideali per chi non vuole inserire ogni scontrino manualmente;
  • App Bancarie “Smart”: molte banche moderne (è il caso di Revolut, N26 ma anche di buddybank) permettono di creare “spazi” o “salvadanai” separati. Potete impostare un bonifico automatico il giorno dello stipendio che sposta il 20% direttamente nel “salvadanaio risparmio”, rendendolo di fatto “invisibile” per le vostre spese quotidiane.

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