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Assegno di Inclusione 2026: requisiti ISEE, importi e come fare domanda all’INPS

La povertà in Italia: un portafoglio vuoto simbolo della difficoltà economica. Scopri come l'Assegno di Inclusione 2026 supporta le famiglie in difficoltà

Con il costo della vita in aumento e con i salari fermi in Italia da almeno vent’anni, non c’è da stupirsi se un numero crescente di persone stia facendo molta fatica ad arrivare alla fine del mese. Per fortuna, per i gruppi famigliari più in difficoltà, lo Stato italiano metterà a disposizione anche per il 2026 un assegno di inclusione, misura destinata agli individui che si trovano in gravi difficoltà economiche. Scopriamo qui di seguito nel dettaglio come fare per riceverlo, quali sono gli importi previsti e come si può fare domanda all’INPS.

Cos’è l’Assegno di Inclusione e chi ha sostituito il Reddito di Cittadinanza

Un portafoglio in pelle nera con diverse banconote in euro e monete all'interno. Un'immagine di speranza e stabilità finanziaria
Assegno di Inclusione 2026: una boccata d’ossigeno per le famiglie. Il supporto economico per le categorie fragili e come richiederlo

Se in precedenza era disponibile il famoso Reddito di Cittadinanza voluto dal M5S, oggi chi ha difficoltà economiche può far riferimento a questa nuova misura di sostegno.

Introdotto per fornire un aiuto più mirato, l’ADI non è più un sussidio universale come quello sopra citato, ma è condizionato a un percorso di attivazione personalizzato. A differenza del vecchio RdC, che mirava indistintamente a tutti i disoccupati, l’ADI si concentra sui nuclei familiari che presentano situazioni di oggettiva fragilità o carichi di cura particolari.


Il focus sulle categorie fragili: minorenni, over 60 o disabili nel nucleo familiare

Per accedere al beneficio nel 2026, il nucleo familiare deve comprendere, per forza di cose, almeno un componente che rientri in una delle seguenti categorie:

  • Soggetti in condizione di svantaggio inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla pubblica amministrazione;
    Minorenni;
  • Persone con disabilità (media, grave o non autosufficienti);
  • Soggetti con almeno 60 anni di età.


I requisiti economici e patrimoniali obbligatori

Le sopracitate condizioni, ad ogni modo, non bastano per poter determinare i soggetti a cui verranno concessi i fondi. Come per molti altri benefici economici, non si potrà accedere a questa opportunità se non si rispettano determinati requisiti di natura strettamente patrimoniale ed economica.


ISEE ordinario o corrente e il tetto al reddito familiare

C’è innanzitutto un primo scoglio importante da superare, ovvero la soglia dei 9.360 euro di ISEE valida anche per il 2026 in corso. Oltre all’ISEE, viene analizzato il reddito familiare: questo deve essere inferiore a 6.000 euro annui, un importo da moltiplicare per il parametro della scala di equivalenza (che cresce in base al numero di componenti). Se il nucleo è composto interamente da persone con almeno 67 anni o da disabili gravi, la soglia di reddito sale a 7.560 euro annui.


Tetto sui conti correnti e divieto di possedere auto di grossa cilindrata

Attenzione, perché non c’è solo il reddito “ordinario” a determinare le soglie. Bisogna infatti ricordarsi che per il computo finale contano anche il patrimonio mobiliare ed eventuali beni di lusso posseduti. Ecco i dettagli:

  • Patrimonio mobiliare: il limite base è di 6.000 euro per i single, incrementato in base al numero di componenti fino a 10.000 euro (con bonus extra in caso di figli o disabilità);
  • Patrimonio immobiliare: non deve superare i 30.000 euro (esclusa la prima casa di abitazione, il cui valore ai fini IMU deve restare entro i 150.000 euro);
  • Veicoli: è vietato possedere auto con cilindrata superiore a 1600 cc o moto sopra i 250 cc immatricolate per la prima volta nei 36 mesi precedenti la domanda.


La regola degli occupabili

Un altro aspetto che in molti sottovalutano è il fatto che non necessariamente una persona senza lavoro è anche in stato di fragilità (cioè è un minore, un anziano, o un disabile). Ecco dunque che in questo contesto si parla della cosiddetta regola degli occupabili.


Cosa succede ai single o alle coppie tra i 18 e i 59 anni senza figli

Per i soggetti tra i 18 e i 59 anni che non hanno carichi di cura e sono considerati “occupabili”, l’ADI non è purtroppo accessibile.

Questi individui nello specifico, in ogni caso, non devono necessariamente disperare, perché possono richiedere il SFL (Supporto per la Formazione e il Lavoro): si tratta di un’indennità di 350 euro mensili, erogata per un massimo di 12 mesi non rinnovabili, a patto che il richiedente partecipi effettivamente a corsi di formazione, progetti utili alla collettività o altre iniziative di politica attiva del lavoro.


Come calcolare l’importo mensile ricaricato sulla Carta

L’importo dell’Assegno di Inclusione non è fisso, ma è il risultato di una somma algebrica tra due diverse componenti. Eccole qui di seguito.


Quota A + Quota B

La quota A è l’integrazione al reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro (o 7.560 per gli over 67/disabili), rapportata al numero di mesi e alla scala di equivalenza.

La quota B, invece, è un contributo destinato a chi vive in affitto. Può arrivare fino a un massimo di 3.360 euro annui (280 euro al mese) per i nuclei ordinari, o fino a 1.800 euro annui (150 euro al mese) per i nuclei composti da soli over 67. In ogni caso, il beneficio minimo non può essere inferiore a 480 euro annui.


Come fare domanda online e i passaggi obbligatori

Come per molti altri contributi simili, anche in questo caso bastano pochi click e la procedura giusta per ottenere il contributo economico. Vediamoli insieme.


Domanda sul sito INPS + Iscrizione obbligatoria al SIISL e firma del Patto di Attivazione Digitale

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La domanda va presentata telematicamente sul portale dell’INPS (tramite SPID, CIE o CNS) o in alternativa presso i CAF/Patronati. Tuttavia, la richiesta resta “sospesa” finché il richiedente non effettua due passaggi cruciali:

  1. L’iscrizione al SIISL, che è il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa;
  2. La sottoscrizione del PAD (Patto di Attivazione Digitale) del nucleo familiare. Solo dopo la firma del PAD l’INPS procederà alle verifiche e all’eventuale accreditamento sulla Carta di Inclusione, che potrà essere ritirata presso gli uffici postali una volta ricevuto l’esito positivo via SMS o email.

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