Vai al contenuto
Messaggio pubblicitario

Come entrare in un asilo nido comunale 

Un bimbo che disegna

Come entrare in un asilo nido da insegnante? Chi è alla ricerca di un lavoro sicuro, chi ama i bambini e chi sogna di fare l’educatore può certamente prendere in considerazione la possibilità di lavorare all’interno di un asilo nido comunale. Per chi è naturalmente portato per questo mestiere può trattasrsi di un’importante occasione di crescita professionale in grado tra l’altro di contribuire allo sviluppo e al benessere dei bambini in tenera età. Vediamo dunque insieme tutto quello che è necessario sapere per intraprendere questa professione.

La formazione giusta

Partiamo da un presupposto fondamentale: prima di iniziare a lavorare all’interno di una struttura per l’infanzia è necessario decidere se si vuole entrare a far parte di un asilo nido per i bambini più piccoli, dagli 0 ai 3 anni circa, o se invece si preferisce entrare in una scuola dell’infanzia per i bambini dai 3 ai 5 anni. Si tratta, infatti, di strutture che richiedono competenze e formazioni distinte. Ovviamente è altresì importante ricordare che, per quanto siano mestieri molto gratificanti, comportano al contempo un’enorme dose di responsabilità e di pazienza, elemento che non andrebbe di certo sottovalutato.

L’educatore di un asilo nido contribuisce allo sviluppo delle primissime fasi di vita del bambino e, chiaramente, anche alla cura delle sue necessità primarie come l’alimentazione, il riposo o la pulizia. Si tratta di una figura molto preziosa per i genitori che non hanno nessuno che si possa occupare del loro piccolo quando scade il congedo parentale e si ritrovano costretti a tornare a lavorare. Per contro, l’educatore di un asilo si occupa di bambini un po’ più grandi e indipendenti, costruendo ogni giorno occasioni di gioco, di stimolazione e di incontro e favorendo così il loro sviluppo emotivo e sociale: si tratta inoltre di una figura che prepara il minore alla scuola elementare, predisponendo una serie di attività e materiali propedeutiche per il momento in cui dovrà iniziare a leggere e a scrivere.

Per quanto riguarda la prima figura, quella che opera in un asilo nido, è importante ricordare che non c’è l’obbligo di possedere una laurea per operare in queste strutture, seppure in questo caso si potrà operare solo in asili nidi privati. Per chi invece vuole lavorare in un asilo nido pubblico sarà imprescindibile avere conseguito una laurea in Scienze dell’educazione o Scienze della formazione primaria: in entrambi i casi si tratta di percorsi che nel nostro Paese sono di durata triennale. Terminato il percorso di studi, l’educatore avrà ottenuto una solida cultura di base nelle scienze della formazione, in particolare, della prima infanzia, ma anche dell’infanzia e della preadolescenza. Se si volesse poi proseguire il percorso con una specializzazione, e dunque aggiungendo altri due anni ai propri studi, si potrà anche puntare al lavoro all’interno di residenze per anziani o per disabili e si potrà vantare di aver sviluppato le seguenti competenze:

  • Lo sviluppo e il riadattamento di contesti di apprendimento efficaci, sicuri e adattabili alle esigenze dei singoli;
  • La pianificazione, la supervisione e il coordinamento di interventi di orientamento e selezione;
  • La creazione e utilizzo di strumenti per valutare il progresso educativo e formativo dei propri assistiti;
  • La elaborazione e implementazione di strategie didattiche mirate a ottimizzare l’apprendimento in relazione alle necessità educative e ai problemi di apprendimento;
  • Il supporto e l’inclusione sociale di individui con disabilità fisiche, disturbi mentali o deficit neurocognitivi.

Il concorso per entrare in un asilo nido

Come anticipato, per lavorare in un asilo nido privato sarà sufficiente aver completato l’iter formativo indicato sopra. Basterà dunque una laurea L-19 in Scienze dell’educazione e della formazione (ma non è strettamente necessaria). Nel caso, invece, degli asili pubblici e comunali bisognerà in ogni caso anche sostenere e vincere un concorso. Ricapitolando, per aver accesso al relativo concorso indetto dal Ministero dell’Istruzione bisognerà essere in possesso di alcuni precisi requisiti. Nello specifico:

  • Possesso della cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea;
  • Buona condizione fisica per l’impiego;
  • Esercizio pieno dei diritti civici;
  • Assenza di restrizioni dai diritti di voto;
  • Nessuna precedente revoca o sospensione dall’impiego presso un ente pubblico o licenziamento per inadeguate prestazioni;
  • Assenza di condanne penali o procedimenti giudiziari in corso;
  • Laurea triennale in Scienze dell’Educazione (L19) con specializzazione per educatori nei servizi educativi per l’infanzia
  • Laurea magistrale quinquennale in Scienze della Formazione Primaria (LM-85 bis). Tuttavia, questa laurea non è sufficiente da sola e dovrà essere necessariamente integrata da un ulteriore corso di specializzazione di 60 crediti formativi universitari.

Il concorso sarà strutturato in una prova scritta e in una prova orale: le materie per le quali i candidati verranno testati possono variare dall’igiene alla sicurezza, passando per la puericoltura. Una volta terminato il concorso i vincitori potranno essere assunti con un contratto a tempo determinato o indeterminato, a seconda di ciò era stato stabilito nel concorso stesso.

Lo stipendio

Scopriamo insieme tutto quello che è necessario sapere prima di poter entrare in un asilo nido comunale per lavorare.
Un bambino con un libro davanti

Chi entra a far parte di un asilo nido pubblico come educatore riceverà uno stipendio variabile a seconda che si trovi a lavorare in una struttura pubblica o in una privata. A seconda della struttura privata e dall’anzianità del lavoratore, di norma, lo stipendio mensile può essere compreso in un range che va dai 1.000 ai 1.5000 euro al mese. Per quanto riguarda invece il pubblico gli stipendi ammontano a 23.212,35 euro lordi all’anno, più la tredicesima: in sostanza, ogni mese o un educatore o un educatrice possono guadagnare 1.250 euro.  

Argomenti