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Crescita start-up innovative: cifre e previsioni

Uomo osserva monitor con grafici andamento investimenti

Start up innovative crescono del +28% l’anno: secondo le stime riportate da diverse testate giornalistiche, entro la fine del 2023 saranno oltre 16 mila in un tessuto economico dove si fa fatica a fare impresa. Anche gli investimenti da venture capital aumentano del 33,4% e questo è un ulteriore sintomo della crescita delle start up innovative. Quali sono i fattori che spingono verso questa direzione e cosa sta succedendo?

Le start up innovative crescono del +28% l’anno, perché

Start up innovative crescono del +28% l'anno, perché
Palazzo

L’aumento delle start-up innovative operanti nel nostro Paese – il cui numero è destinato a superare la soglia delle 16 mila aziende – l’incremento degli investimenti in Venture Capital (VC), che si prevede possano superare 1,6 miliardi di euro e l’espansione del mercato azionario delle PMI che potrebbe tradursi nella raccolta di capitali oltre il miliardo di euro, il tutto nel corso del 2023, aprono opportunità eccezionali per promuovere una crescita economica sostenibile secondo il paradigma strategico ormai dominante ispirato a logiche ESG (Environmental, Social & Governance). Così ha spiegato Francesco Baldi, Docente di Corporate Finance, ai microfoni dell’Agenzia Dire.

Secondo i dati riportati da Lifegate, nel 2021 erano 486 le startup innovative con adeguata certificazione, ma i numeri sono destinati a crescere del 28% di anno in anno. Le start up che hanno maggior successo sono quelle che si occupano dei problemi sociali e ambientali, cercando di trovare una soluzione valida. Migliorare la società, cercare soluzioni sostenibili per vecchi e nuovi problemi, dare una risposta dove sembrava non esistere sono i riferimenti che permettono agli operatori economici di portare avanti i propri progetti di successo.

Al centro di tutto ci sono sostenibilità ed economia circolare. L’Italia diventa il Paese perfetto, perché ha una serie di piccole realtà familiari pronte ad accogliere la spinta verso l’innovazione, giovani in grado di affrontare le sfide del futuro (e che hanno poche possibilità sui fronti tradizionali) e una sensibilità generalizzata ai temi del riciclo e dello sviluppo sostenibile. L’ottica di risparmio degli italiani li porta a scegliere soluzioni che migliorano la vita delle persone. L’etica del lavoro può portare a una motivazione forte anche nella Generazione Z, che – secondo le statistiche – lascia un posto di lavoro se vede che non corrisponde ai propri valori.

Quali sono i vantaggi fiscali di avviare una startup innovativa?

Start up innovative crescono del +28% l'anno, cosa succede
Start up

In Italia ci sono anche diversi strumenti di finanziamento. Chi si occupa di innovazione riesce ad affrontare le sfide del futuro anche grazie a bandi regionali finanziati dall’UE, dai fondi del PNRR, dai progetti dei Ministeri incaricati e dai titoli di Stato emessi proprio per venire incontro a queste esigenze, i Minigreen Bond. Cosa sono questi ultimi strumenti? Per chi vuole investire nel green, alcuni istituti di credito (come Unicredit) hanno dato la possibilità ai propri clienti di investire direttamente in progetti sostenibili con dei titoli dedicati.

Anche Poste aveva avviato un’iniziativa simile in ottica sostenibile e non mancano i titoli emessi periodicamente dallo Stato per dare a queste aziende la base per svilupparsi. Gli investitori sono garantiti da un rendimento basso ma certo, oltre alla garanzia che questi prodotti finanziari saranno utilizzati solo in ottica sostenibile.

Le previsioni del 2023

Start up innovative crescono del +28% l'anno, le previsioni
Previsioni da smartphone

Secondo un articolo pubblicato da Avvenire a febbraio 2023, in Lombardia le start up innovative nel 2021 erano il 27% delle imprese italiane, contro l’11,6% del Lazio e l’8,9% della Campania. Nel 2022 a queste Regioni si sono aggiunte Emilia-Romagna (6,8%), Veneto (6,8%), Piemonte (5,6%), Toscana (4,8%), Puglia (4,8%), Sicilia (3,9%), Marche (2,1%). I dati evidenziano che per ogni euro speso ci sono circa 32 centesimi di valore aggiunto e aumenta la presenza femminile.

“La crescente propensione delle donne a impegnarsi in settori imprenditoriali più innovativi, oggi in gran parte ancora appannaggio degli uomini, è un fatto certamente positivo” aveva commentato il presidente di Unioncamere Andrea Prete in questo contesto. Il 70% delle start up femminili lavora nell’ambito dei servizi alle imprese, mentre le altre percentuali si occupano di manifattura e commercio. Le startup femminili si trovano soprattutto al Centro e al Mezzogiorno, con punte fino al 23% del totale delle imprese sui territori.

Quali sono i settori dove le start up hanno maggior presa? I servizi di informazione e comunicazione (50,6%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (23,1%) e la manifattura (14,5%) sono i settori trainanti, ma non gli unici. Per queste aziende sembra non essere mai arrivata la crisi: 1,6 miliardi di euro entro la fine del 2023.

Le start up innovative fanno da traino al tessuto economico locale e portano novità e innovazione in un Paese dove la ricerca non gode di tantissimi investimenti: le applicazioni pratiche sono infinite e le previsioni mostrano una tendenza che non accenna ad arrestarsi. Il momento è ora anche perché sono in arrivo i nuovi fondi del PNRR. Verifica con i tuoi soci se ci sono le condizioni per avviare laa tua start up innovativa visti i numeri.

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