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Esodo: incentivi e strategie vincenti

Come si registra l'incentivo all'esodo

Incentivo all’esodo quando conviene? Se il tuo sogno è di non lavorare più, l’incentivo è un modo per andare in pensione utilizzando la somma che ricevi per ottenere i requisiti richiesti prima dell’età prefissata, oppure se ti mancano pochi contributi. Anche se l’incentivo può essere utile in alcuni casi, purtroppo ci sono situazioni dove quanto ricevi non ti permette di andare in pensione. Per evitare questo pericolo, ecco una guida con alcune strategie utili per capire l’incentivo all’esodo quando conviene.

Cos’è l’incentivo all’esodo

Cos'è l'incentivo all'esodo
Operaio

Quando si conclude il rapporto di lavoro, il datore ha l’obbligo di versare all’ex dipendente delle somme, come il trattamento di fine rapporto, gli importi per ferie e permessi che non hai utilizzato ed eventuali tredicesime o quattordicesime maturate. In questi ultimi due casi si calcola quanto hai maturato e si procede al pagamento di quanto ti spetta.

L’incentivo all’esodo quando conviene rientra in questa categoria. Il dipendente può decidere di andare via, oppure l’azienda può scegliere il licenziamento. In entrambi i casi l’ex lavoratore ha diritto all’incentivo, che si calcola prendendo in considerazione alcuni fattori chiave:

Tutti questi elementi sono da tenere in considerazione per capire se l’incentivo all’esodo conviene, o se è preferibile restare un altro anno, magari in cassa integrazione, prima di procedere con la richiesta di esodo.

Come funziona l’esodo

Come funziona l'esodo
Operaio

Cosa paga il datore di lavoro con l’incentivo all’esodo?

  • L’ultima mensilità, che si calcola in base ai giorni di lavoro;
  • Le ferie e i permessi. Attenzione a questo dato, perché se hai chiesto più ferie e più permessi rispetto a quanti ne avevi diritto, allora sei obbligato in questa fase a rimborsare il tuo datore di lavoro;
  • I ratei della tredicesima e della quattordicesima. Il calcolo si fa dividendo lo stipendio netto per 12 e moltiplicandolo per i mesi effettivi di lavoro. Il calcolo per la tradicesima si completa a dicembre, mentre per la quattordicesima si completa a giugno. Così il calcolo su uno stipendio netto di 1.000 euro con incentivo all’esodo a marzo è: (1000 : 12) x 3 per la tredicesima e (1000 : 12) x 9 per la quattordicesima. Per la tredicesima l’importo è di 250 euro, mentre per la quattordicesima l’importo è di 750 euro nel nostro esempio.
  • Il TFR. Si calcola applicando il 7,41% allo stipendio lordo all’anno per ciascun anno di servizio se il datore di lavoro non l’ha usato in fondi pensione complementari. Con un reddito lordo annuo di 13 mila euro e un periodo di lavoro di 20 anni, il calcolo è [(13.000 : 100) x 7,41] x 20 anni. Il risultato è 19.226 euro nel nostro esempio.
  • L’indennità sostitutiva di preavviso nel caso in cui non hai dato il preavviso nei tempi previsti. Si applica anche in base all’anzianità di servizio.

L’incentivo all’esodo non è obbligatorio, ma è un accordo tra le parti che porta alla chiusura del contratto di lavoro. La tassazione si basa sull’art.17 del Tuir. Dopo il pagamento dell’incentivo, l’ex dipendente riceve la certificazione unica e il datore di lavoro invia comunicazione anche all’Agenzia delle Entrate.

Se sono presenti importi da pagare, l’Agenzia potrà chiederli direttamente all’ex dipendente tramite una comunicazione scritta, ma sono previsti anche dei rimborsi se la somma versata dal datore di lavoro è superiore a quanto richiesto dall’Agenzia. In questo caso il rimborso arriva al lavoratore.

5 strategie per l’incentivo all’esodo quando conviene

5 strategie per l'incentivo all'esodo quando conviene
Operaio

Incentivo all’esodo quando conviene? Ecco le strategie da utilizzare:

  1. Quando sai di avere delle ferie non godute per anni e sai che non riuscirai mai a completarle. Sei anche consapevole che l’azienda si trova in un buon periodo, ma che ha bisogno di ridurre il personale.
  2. Quando dai calcoli emerge che l’incentivo all’esodo è pari a quanto ti serve per completare i contributi e andare in pensione con degli anni di contribuzione in meno rispetto a quanto stabilito.
  3. Quando non ce la fai più a gestire le diverse mansioni e vuoi andare in pensione. In questo caso ti invitiamo a farti prima i conti per capire quanto il datore di lavoro può versare e se ha intenzione di farlo.
  4. Quando vuoi proporre all’azienda di inserire tuo figlio nello stesso ruolo, a fronte magari di un incentivo più basso.
  5. Quando l’azienda sta dando la possibilità di accedere agli incentivi all’esodo. In questo caso è importante parlare con le risorse umane per capire se effettivamente ce ne sono le possibilità.

Come si registra l’incentivo all’esodo

Come si registra l'incentivo all'esodo
Operaio

È il datore di lavoro a doversi occupare di tutta la pratica relativa all’incentivo all’esodo. Il datore di lavoro deve comunicare a:

  • INPS;
  • INAIL;
  • Agenzia delle Entrate;

che la collaborazione si è conclusa con soddisfazione da entrambe le parti. In più, deve indicare nella documentazione quanto ti ha dato. Così l’Agenzia delle Entrate potrà calcolare l’eventuale somma da versare.

La pratica è necessaria anche per verificare la situazione dei contributi, per capire se hai diritto ad andare prima in pensione. Una volta che hai ottenuto la certificazione unica, ti consigliamo di rivolgerti al tuo cassetto previdenziale Inps per capire se puoi andare già in pensione o se serve utilizzare l’incentivo per raggiungere i requisiti richiesti.

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