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Si può evitare il pignoramento della casa con il diritto di abitazione?

Si può evitare il pignoramento della casa con il diritto di abitazione

Evitare il pignoramento della casa con il diritto di abitazione è possibile? Dopo aver comprato casa e aver atteso tanto per averla temi che un pignoramento possa portarti via l’immobile su cui pensavi di costruire una vita? Non è tempo di demoralizzarsi! Ci sono diverse soluzioni per evitare i danni degli interessi moratori sulla casa per una cartella esattoriale non pagata e dopo aver già usato la polizza assicurativa sull’immobile. Prima di pensare di vendere la casa per coprire le spese e magari cercare un bonus per una nuova abitazione o per una casa in affitto, leggi la nostra guida e scopri come salvarti con il diritto di abitazione!

Come impedire il pignoramento

Come impedire il pignoramento
Soggiorno

Ci sono diversi sistemi per evitare il pignoramento. La procedura più semplice da seguire è agire prima del pignoramento, cercando possibilità di pagamento del debito in rate. Un accordo con il creditore consente di evitare gli interessi di mora e di salvare la tua casa senza dover chiamare un avvocato, oppure senza dover seguire una lunga procedura in tribunale. Molte persone scelgono anche di vendere la casa finché è di proprietà. Così perdi l’immobile e ti potresti trovare costretto a vendere in perdita, cioè a un prezzo più basso rispetto a quello che hai pagato per comprare la casa, pur di rimuovere il debito. Se sei comunque sicuro di questa scelta, vendi la casa e con i contanti che ottieni paga il debito con il creditore. Se si presenta della liquidità aggiuntiva, puoi tenerla.

Un’altra soluzione è quella di procedere con una donazione per far sì che l’immobile non sia più tuo quando si arriva al pignoramento. In questo caso, la banca non potrà più procedere nei tuoi confronti, ma il debito passerà di mano alla persona che ha ottenuto l’immobile in donazione, in quanto nuovo proprietario. C’è anche chi sceglie di vendere l’immobile all’asta prima che lo faccia la banca dopo il pignoramento dell’immobile. In questo caso hai bisogno di una società specializzata, che ti offra tutta la consulenza sulla procedura da seguire e si assicuri che l’asta non vada persa perché non ci sono compratori interessati in tempo utile per pagare il debito. Anche dare in usufrutto l’immobile non porta alcun risultato, perché l’istituto di credito potrà pignorare la casa anche in presenza di un usufrutto. Cosa fare allora?

Per quale somma scatta il pignoramento

Per quale somma scatta il pignoramento
Cucina

Con la sentenza n.2168 del 2017 la Corte di Cassazione ha stabilito che non si può procedere con il pignoramento se non si arriva a un importo notevole. Per esempio, l’Agenzia delle Entrate Riscossione non può pignorare un immobile se il debito non è superiore ai 120 mila euro. In più, non è possibile procedere con il pignoramento sul conto corrente se il debito non è superiore ai 20 mila euro. Infine, l’Agenzia non può avviare la procedura di pignoramento della tua casa se è l’unica casa di proprietà ed è la tua abitazione principale. L’istituto di credito – o un creditore in genere – può procedere con il pignoramento della prima casa se c’è già un’ipoteca sopra (altrimenti puoi chiedere che ci sia un’ipoteca), oppure se ha un decreto ingiuntivo, una sentenza del tribunale, una cambiale o un altro titolo esecutivo che possa dimostrare di vantare un credito nei tuoi confronti. L’istituto di credito avrà bisogno di tempo per trovare questi documenti, oppure dovrà attendere i tempi dei tribunali per far valere le sue ragioni. In questo contesto puoi evitare il pignoramento della casa con il diritto di abitazione.

Cos’è il diritto di abitazione

Cos'è il diritto di abitazione
Soggiorno

Il diritto di abitazione è il diritto di abitare in una casa per poter rispondere alle esigenze minime tue e della tua famiglia. Le persone giuridiche – cioè le aziende – non possono vantare questo diritto, ma le persone fisiche sì. Il diritto non si applica a uffici, magazzini o sedi aziendali, ma solo per immobili a uso domestico e residenziale. Infatti, anche la casa deve rispondere a dei requisiti, come l’abitabilità (un immobile inagibile non permette di accedere al diritto di abitazione, proprio perché non è possibile viverci). In più, non puoi donare o affittare l’immobile, perché si presuppone che l’uso di questo diritto sia la tua sola speranza di avere un tetto sulla testa. Se usi il diritto di abitazione, devi prenderti cura dell’immobile per evitare di ridurre il valore dell’appartamento e doverne pagare le spese. Infatti, il creditore potrebbe richiederti i danni perché hai ridotto il valore dell’immobile (soprattutto se dimostrano che è stata una scelta consapevole da parte tua).

Come far valere il tuo diritto di abitazione

Come far valere il tuo diritto di abitazione
Casa di campagna

Il diritto di abitazione può essere una via di uscita, ma ha dei pro e dei contro. I vantaggi sono che resti nell’immobile con la tua famiglia, ma la proprietà della casa passa comunque all’istituto di credito. Questo può anche decidere di mettere all’asta la nuda proprietà. In questo caso, dovrai comunque far vedere la tua casa ai potenziali acquirenti. In caso di vendita, potresti ritrovarti a dover gestire i rapporti con il nuovo proprietario dell’immobile. Quest’ultimo può sfrattarti nei tempi previsti dalla legge – dandoti il tempo di cercare una nuova casa – oppure concederti un contratto di affitto. La banca può anche decidere di impugnare il tuo diritto di abitazione, dimostrando che hai tutte le possibilità di pagare il dovuto, oppure che hai altri immobili di riferimento, o che ancora sia suo diritto vendere la casa. Se la questione finisce in tribunale, anche l’ente creditore fornirà le sue ragioni e il giudice può anche decidere in favore della banca. Il diritto alla casa c’è, ma ti consigliamo di scegliere una strada che ti permetta di rientrare in possesso della casa e di pagare i debiti (o di stralciarli).

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